DENUNCIATA IN PROCURA LA RIMOZIONE DEL CANNETO DELLE SALINE DI AUGUSTA

Natura Sicula onlus     Associazione naturalistica e culturale

COMUNICATO STAMPA 22/12/2020

DENUNCIATA IN PROCURA LA RIMOZIONE DEL CANNETO DELLE SALINE DI AUGUSTA

Augusta (SR). Un’intera fascia di canneto ripariale è stata rimossa all’interno del Sito d’importanza Comunitaria delle Saline Migneco-Lavaggi di Augusta.

L’intervento, consistito inun taglio radicaleeindiscriminato, paresia avvenuto in occasione dei lavori di pulizia del canalone di raccolta delle acque piovane che costeggia le saline all’ingresso della città di Augusta.

La rimozione del canneto ha prodotto un grave danno ecologico all’habitat naturale delle Saline, privando quest’ultima di una fascia vegetazionale che svolgeva l’essenziale funzione di depurazione delle acque e di riparo e luogo di riproduzione per molteplici specie uccelli migratorie e residenti. Il canneto è habitat di varie specie di passeriformi nidificanti quali ad esempio la Cannaiola Acrocephalus scirapceus e il Cannareccione Acrocephalus arundinaceus. Sono specie che durante lo svernamento si riuniscono nel canneto in grandi gruppi. Con il venir meno del canneto viene improvvisamente distrutto l’habitat di queste specie di passeriformi e scompare un’importante ‘barriera’ visiva e acustica che la natura offriva a protezione di tutta l’avifauna.

Il taglio in questione, ricadendo all’interno del perimetro del SIC-ZPS-ZCS “Saline di Augusta”, avrebbe richiesto una preliminare Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA), obbligatoria ai sensi della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’. Inoltre, trattandosi di un’area sottoposta al massimo vincolo di tutela dal Piano Paesaggistico di Siracusa, nessun intervento di tal generepotevaessereeseguito senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Siracusa.

A valutare la liceità dell’intervento sarà adesso la Procura della Repubblica di Siracusa, presso la quale l’associazione Natura Sicula ha depositato il 21 dicembre 2020 un documentato esposto-denuncia. Tra i reati ipotizzati vi sono l’abuso paesaggistico (art. 181 d.lgs 42/2004), la distruzione di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733 bis c.p.) e il deturpamento di bellezze naturali (art. 734 c.p).

Fabio Morreale

Segue la denuncia:

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI SIRACUSA

 

ESPOSTO DENUNCIA

La sottoscritta Associazione Ambientalista “Natura Sicula Onlus”, con sede legale in Siracusa, Via del Faggio n. 8, C.F. 93056770899, pec: naturasicula@ergopec.it , in persona del suo Presidente e legale rappresentante Fabio Morreale, nato a Siracusa il 3 febbraio 1966

ESPONE QUANTO SEGUE

  • Nel mese di dicembre dell’anno 2020 la sottoscritta Associazione ha appurato l’avvenuta esecuzione del taglio radicale di un’ingente fascia di canneto ripariale situata all’interno dell’area naturale protetta delle “Saline di Augusta”, in corrispondenza del tratto della SS193 in ingresso alla città di Augusta.
  • L’area naturale oggetto dell’intervento – di proprietà del Comune di Augusta – è una zona umida protetta quale Sito d’Importanza Comunitaria (SIC), Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Zona di Speciale Conservazione (ZSC) appartenente alla Rete Natura 2000 (codice sito: ITA090014). Lo stesso sito è inoltre soggetto al massimo livello di tutela paesaggistica (3) dal Piano Paesaggistico regionale della Provincia di Siracusa;
  • L’intervento in questione pare sia stato eseguito in occasione dei “lavori di pulizia del canalone di ingresso Città di Augusta”, affidati dal Comune di Augusta alla società GARDEN CENTER di Ivan Saraceno, giusta determina del Responsabile del VII Settore Ecologia n. 193 del 20.11.2020;
  • Il taglio radicale del canneto ripariale risulterebbe essere stato realizzato in assenza della preventiva autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del d.lgs. 42/2004 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio) nonché omettendo di esperire la preliminare e obbligatoria Valutazione d’Incidenza Ambientale (VIncA) ai sensi della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’;
  • La distruzione del canneto ripariale nell’area sopra descritta ha cagionato un serio e irreparabile danno all’habitat naturale del sito protetto delle “Saline di Augusta”, privando quest’ultimo di una fascia vegetazionale che svolgeva l’essenziale funzione ecologica di depurazione delle acque e di riparo per molteplici specie di animali, in primo luogo per l’avifauna residente e migratoria.

Alla luce dei fatti fin qui esposti, la sottoscritta Associazione

CHIEDE

  • Che la Procura della Repubblica adita voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così come esposti dettagliatamente in narrativa, valutando gli eventuali profili d’illiceità penale degli stessi ai sensi dell’art. 181 del d.lgs. 42/2004 (Opere su bene paesaggistico eseguite in assenza di autorizzazione), dell’art. 733 bis c.p. (Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto) e dell’art. 734 c.p. (Distruzione o deturpamento di bellezze naturali) nonché di ulteriori o diversi reati che Codesta Autorità giudiziaria dovesse eventualmente ravvisare e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti;
  • Di essere avvisata ai sensi dell’art. 406 c.p.p. nel caso in cui il Pubblico Ministero avanzi formale richiesta di proroga delle indagini preliminari. Chiede di essere avvisati anche nel caso in cui, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., il Pubblico Ministero presenti richiesta di archiviazione se la notizia di reato dovesse rivelarsi infondata;

Con il presente esposto si intende inoltre formulare denuncia-querela, sempre in relazione ai fatti esposti, nell’ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte.

La sottoscritta Associazione si dichiara altresì disponibile ad essere ascoltata da Codesta Procura quale persona informata sui fatti.

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