Racconto in due puntate col programma del fantastico tour di Sgarbi che, tappa dopo tappa, riporterà il “Seppellimento di S. Lucia” dal Trentino a Siracusa
Da Napoli a Siracusa
Napoli – Arrivati nella metropoli partenopea, parcheggiati il furgone col quadro e la Martmobile il presidente Sgarbi andrà all’appuntamento in programma muovendosi con la massima cautela, poiché teme che il governatore della Campania Vincenzo de Luca possa usare contro di lui bazooka e lanciafiamme minacciati in altre occasioni. In una località segreta incontrerà l’incaricato della società a responsabilità illimitata “Mi manda Picone”, con la quale da tempo ha avviato una trattativa ad altissimo reciproco livello che vale la pena ricordare. In sostanza, Sgarbi vuole allestire al Mart di Rovereto – where else? – una mostra coi tre quadri del Caravaggio che stanno a Napoli: le “Sette opere di Misericordia” conservato nella chiesa del Pio Monte di Misericordia, la “Flagellazione di Cristo” esposto al Museo di Capodimonte e il “Martirio di Sant’Orsola” custodito dalla Galleria di Palazzo Zevallos. Il titolo è già pronto: “Tri Caravaggio is megl’ che uan”. Avuto il benestare dal FPDPC (Fondo Pacco Doppio Pacco e Contropaccotto) ha chiesto in prestito i tre dipinti offrendo in cambio 350mila euro – messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento per l’acquisto di altrettante teche anti proiettili in vendita online a prezzi super convenienti – nonché tre copie del “Seppellimento di Santa Lucia” serigrafate a mano di altissima qualità, tanto che ormai nemmeno Vittorio Falsus (pseudonimo del misterioso artista che le ha prodotte) riesce a distinguerle dall’originale. Dal canto suo la società “Mi manda Picone”, in nome e per conto di sé stessa, ha replicato a Sgarbi che i 350mila euro della Provincia di Trento o di chiunque altro, si devono moltiplicare per tre e applicare uno sconticino in modo da arrivare a un milione di euro tondo tondo. La società ha inoltre fatto presente che di copie del “Seppellimento di Santa Lucia” ne può fornire almeno una decina, tutte perfette e superiori all’originale; una persino provvista di certificazione attestante che a dipingerla sia stato Michelangelo: non Merisi bensì Buonarroti prima ancora che il Caravaggio fosse nato.
Sgarbi però è deciso a non mollare, e controreplicherà aggiungendo all’offerta una clamorosa copia delle “Sette opere di Misericordia” dipinta negli anni ’80 nientemeno da Diego A
rmando Maradona quando giocava e viveva a Napoli. Il critico è riuscito ad ottenerla da una bottega d’arte di via dei Tribunali nel centro storico, scambiandola con una copia del “Seppellimento di S. Lucia” recante la firma apocrifa “Maradona mano de dios e de Caravaggio”, più una foto incorniciata dello stesso Sgarbi mentre mangia una pizza margherita, in testa il cappello di Pulcinella e sullo sfondo il Vesuvio.
Tirreno centro-meridionale – Il viaggio per la Sicilia proseguirà via mare a bordo di un super yacht lungo 50 metri con annesso garage. Il natante battente bandiera panamense appartiene ad alcuni estimatori di Sgarbi, investitori nel business delle opere d’arte ovviamente a scopo filantropico. Durante il passaggio davanti alle coste calabresi si terrà la video-conferenza: “Nel mare dell’antica Enotria l’esperienza di lotta della fauna ittica contro l’obbligo d’indossare le mascherine sulle branchie”, che si potrà seguire sulle piattaforme online zoom, gulp, slurp, burp e bla bla.
Messina – Nella città dello Stretto Sgarbi parteciperà assieme al sindaco Cateno De Luca, detto il Masaniello siculo, a una riunione fissata al Museo Regionale di Messina e non certo per caso. In una delle sale sono infatti esposte due tele che il Caravaggio realizzò tra il 1608 e il 1609: la “Resurrezione di Lazzaro” e la “Adorazione dei Pastori”. Il critico e storico dell’arte di fama internazionale e interdentale non fa certo mistero del suo intento di organizzare al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto,
di cui – repetita iuvant – è Megapresidente Galattico, una mostra dedicata a quei due quadri e che vorrebbe intitolare “Caravaggio il doppio contemporaneo”. Proposta che adesso formulerà con la richiesta ufficiale di averli in prestito per pochi mesi, non più di 20-24 al massimo. Per contraccambiare, arriveranno a Messina la bellezza di 350mila euro deliberati all’unisono dalla Provincia Autonoma di Trento ed accreditati il giorno dopo sul conto corrente del comune siciliano. Soldi con cui si potrà costruire una grande teca bifamiliare con doppi servizi e ambiente climatizzato dove ospitare le due tele. Inoltre – va da sé! – al Museo Regionale andranno, in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato, due copie del “Seppellimento di Santa Lucia” attribuite a una coppia di pintores castigliano-messinesi del Seicento: Scillas y Cariddis, così straordinariamente identiche all’originale che nessuno si accorge che quella raffigurata non è Santa Lucia ma Sant’Agata. L’operazione ha già avuto l’approvazione del FAKENEWSFEC (False Notizie Fondo Edifici di Culto) che Cateno De Luca ha, comunque, definito superflua asserendo – come altre volte – che a Messina e sullo Stretto comanda lui. Al termine della riunione il sindaco e il critico si esibiranno in una diretta sul web ribadendo le buone relazioni fra la repubblica del Delucastàn e la repubblica del Sutristàn, che i due uomini di stato sanciranno con uno spartano pranzo di lavoro a base di piatti alla messinese: pidoni fritti ripieni di acciughe e scalora, pasta ‘ncasciata, pesce spada a ghiotta, braciole di carne, sospiri di monache con ricotta di latte di capra autoctona messinese (invece che di pecora) in omaggio a Sgarbi. Il quale ricambierà regalando a Cateno una bottiglia di Passerina Doc delle Marche, una delle tre personalmente prodotte utilizzando delle preziose polverine che ha scoperto in un wine-kit per fare il vino in casa. Dopodiché la Martmobile e il furgone della ditta “Arte in Movimento con Vittorio Forever” si dirigeranno in autostrada verso Siracusa.
Siracusa – Arrivo davanti al circolo nautico vicino allo Sbarcadero Santa Lucia. Lì il quadro del Caravaggio sarà trasferito dal furgone a bordo della barca a vela “monkey ass boat” che si rifà, in chiave moderna e nella traduzione inglese, a uno storico modello di barca siracusana dal pittoresco nome di “ ‘a vacca i culu i signa”. Lasciato il dipinto al sicuro nell’imbarcazione dell’amico sarago di porto Peppe Patti, Sgarbi raggiungerà la vicina piazza Santa Lucia per la conferenza, ovviamente davanti alla chiesa di Santa Lucia al Sepolcro. L’incontro verrà comunicato alla stampa dalla sua collaboratrice e storica dell’arte Silvia Mazza, la quale avrà cura di affermare per la ventesima volta che “sul quadro del Caravaggio vengono fatte solo polemiche da chi non conosce il progetto”. Il presidente del Mart – valente storico di tutte le arti conosciute e sconosciute, auto-prestatosi per abnegazione e spirito altruistico al parlamento italiano e alla politica in senso lato e financo in controsenso – delizierà gli astanti con tutte le novità riguardanti il “Seppellimento di Santa Lucia” dopo il successo planetario della mostra tenuta a Rovereto. Sgarbi approfondirà nei dettagli la questione delle copie del quadro, già anticipando che in realtà non di copie si tratta ma di un polittico gigantesco di 12 pannelli di uguali dimensioni che Caravaggio realizzò durante il suo soggiorno siracusano. In pratica, Michelangelo Merisi dipinse in modo identico lo stesso soggetto 12 volte, 6 con la mano destra e 6 con la sinistra, dopo avere tracannato quattro caraffe di vino Muscatéddu di Siracusa e sbocconcellando peperoni della locale varietà “Beddi pipi ‘ra Targia”. L’unica copia di cui invece nessuno si è mai accorto, secondo l’acume storico-investigativo di Sgarbi è quella esposta da quattro secoli a Siracusa che venne dipinta, nella seicentesca bottega del mercante d’arte Mario Cucé detto il Quadrifoglio, dal pittore Mario Minniti amico del Caravaggio; ed a questi la copia venne attribuita da tal Giansiracusa, un sedicente accademico d’arte operante in Sicilia nei primi anni del XVII secolo. Nel corso della conferenza stampa “fine di mondo” Sgarbi rivelerà come è entrato in possesso del polittico originale, che ha deciso di regalare alla città di Siracusa (assieme a uno stock di forme di Trentingrana a scadenza ravvicinata) affinché tutti e 12 pannelli raffiguranti il “Seppellimento di Santa Lucia” vengano esposti in altrettante chiese cittadine. In cambio, egli dichiarerà che non vuole denari né altre prebende, accontentandosi: 1) della nomina a dux di Siracusa; 2) dell’esposizione al pubblico ludibrio dei rappresentanti delle associazioni siracusane aderenti al “Patto civico per il Caravaggio” che hanno provato, ingiustamente e ingenerosamente, a contrastarlo; 3) la possibilità di una nuova mostra da organizzare al Mart di Rovereto, a Sutri dove è sindaco e dovunque gli aggrada, portando da Siracusa un assortimento di opere selezionate fra quelle conservate nella Galleria di Palazzo Bellomo e al Museo Archeologico Paolo Orsi. Stavolta, però, nisba 350mila euro della Provincia Autonoma di Trento, se no si rischia di apparire ingordi.
(Fine. La prima puntata è stata pubblicata ieri)

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