Racconto in due puntate col programma del fantastico tour di Sgarbi che, tappa dopo tappa, riporterà il “Seppellimento di S. Lucia” dal Trentino a Siracusa
Prima puntata da Rovereto a Sutri
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Rovereto – Si comincerà con il giro del centro storico cittadino da parte di Vittorio Sgarbi in groppa a una capra di razza autoctona Pezzata Mochena e al fianco di Santa Lucia con l’asinello: una ragazza interamente velata che, come da tradizione nordica, porterà dei doni ai bambini nelle loro case. Un gruppo di piccini darà vita alle famose strozeghe (“strascino” in dialetto trentino) trascinando rumorosamente per strada fili di barattoli di latta legati fra loro per attirare l’attenzione di Luzìa. Simpatica l’annunciata novità del lancio di barattoli all’indirizzo di Sgarbi, il quale si è detto d’accordo a patto di poterli tirare pure lui in testa ai piccoli birbanti urlando “caprette caprette caprette”. Il tutto verrà ripreso nella programmata diretta facebook sul tema da lui trattato: Barattoli e Arte concettuale, dalla “Merda d’artista” di Piero Manzoni 60 anni dopo alla “Merda della critica”.
Seguirà davanti alla sede del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, l’ormai leggendario Mart, la cerimonia per il commosso arrivederci (non certo un addio!) al quadro del Caravaggio, alla presenza di una rappresentanza delle istituzioni locali e dell’associazione “Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando”. Consentito l’utilizzo solo di mascherine Sgarbi-style, caratterizzate dalla capra ricamata sul lato esterno. Inoltre, dimostrando granitico senso di responsabilità, a causa del rischio di assembramenti è stato deciso di evitare fuochi d’artificio e scoppi di petardi quali il tellurico “New Rambo” e il botto scassa-timpani “Super Urlo di Sgarbi”. Ci si limiterà a un’unica scarica di pallini che Roberto Paccher, presidente-cacciatore del Consiglio regionale del Trentino, sparerà in aria col proprio fucile a canna liscia.
Per finire: sobrio spuntino rituale a base di cuccìa di Santa Lucia rivisitata con speck alla maniera di Rovereto, e piccioni alla brace (quelli che verranno centrati dalla scarica di pallini) arrostiti direttamente sul selciato bruciando alcune vecchie croste prelevate dal magazzino del museo.
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Sistemazione del “Seppellimento di Santa Lucia” e di 20 forme di Trentingrana sul furgone maxi volume della ditta “Arte in Movimento con Vittorio Forever”; partenza del mezzo preceduto dalla Martmobile guidata da Franco Panizza, segretario del museo e braccio destro di Sgarbi che siederà accanto a lui. Il Presidente sarà munito di passaporto diplomatico della Repubblica del Sutristan, da egli proclamata nella città di Sutri di cui è sindaco. Il che gli permetterà di potere attraversare qualsiasi regione, a prescindere dal colore assegnato dalle normative anti-covid e da altre bazzecole.
Venezia – Appena arrivati Sgarbi andrà a rendere omaggio alle spoglie di Santa Lucia, custodite nella città lagunare dal 1204 e dal 1860 nella chiesa, oggi santuario, dei Santi Geremia e Lucia nel sestiere di Cannaregio. Nelle vesti di presidente del Mart proporrà al Patriarca di Venezia di organizzare la mostra “Santa Lucia la contemporanea”, esponendo per alcuni mesi nel prestigioso museo di Rovereto le reliquie della martire siracusana. La proposta – d’intesa con il FES (Fondo Edifici di Straculto) – prevede di ricambiare il favore del prestito elargendo al Patriarcato 350mila euro, somma messa a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento per restaurare l’urna che conserva le spoglie, se necessario sostituendola con una moderna teca altamente tecnologica di ultima generazione. L’offerta è arricchita dalla donazione di una straordinaria copia del “Seppellimento di S. Lucia” del Caravaggio, così perfetta che nessuno è in grado di distinguerla dall’originale, tranne ovviamente Sgarbi col solo ausilio di occhiali tridimensionali per presbiti.
Mare Adriatico settentrionale – Partenza in traghetto dal porto di Venezia e cena a bordo. Menù previsto: cichéti di acciughe e polpette, sarde in saòr, baccalà mantecato con la polenta, fegato alla veneziana, galletto in técia, vini del Triveneto e poco altro per mantenersi leggeri. Nel corso della navigazione Sgarbi, collegato in video-conferenza con gli adepti dell’Associazione Amici di Vittorio nel Mondo Virtuale, parlerà sul tema “La pesca di frodo nell’Adriatico quale beau geste contro la dittatura sanitaria del governo”.
Ancona – Il traghetto approderà nel porto di Ancona detta la Dorica, appellativo che trae origine dalla fondazione dell’originaria colonia di Ankòn da parte di greci siracusani di stirpe dorica, avvenuta nel 387 a.C. Circostanza storica che Sgarbi non condivide e che tratta nell’inedito saggio “Non è tutto dorico quello che luccica”, in cui sostiene con la sua proverbiale arguzia: “I siracusani non sono stati capaci di prendersi cura del capolavoro del Caravaggio, recuperato grazie soltanto alla mia azione, figuriamoci se i loro predecessori abbiano fondato alcunché. Sono sicuro che Ancona sia stata fondata grazie all’azione di un mio antenato”. Motivo principale della tappa nella città marchigiana, però, è un altro. Egli si recherà nella Pinacoteca cittadina e, con la modestia che lo contraddistingue, proporrà in quanto massimo esperto del Caravaggio al mondo (compresi il Regno di Tonga e l’arcipelago di Tuvalu) l’allestimento in loco di una mostra dedicata al “Seppellimento di Santa Lucia”; iniziativa già bell’è pronta chiavi in mano avendo a disposizione e in esclusiva una copia del dipinto, talmente perfetta che neanche il Merisi sarebbe capace di distinguerla dall’originale. Va da sé che Sgarbi, generosamente, ha intenzione di lasciare per sempre la preziosa copia alla Pinacoteca di Ancona chiedendo in cambio, a livello meramente simbolico, l’irrisoria somma di 350mila euro Iva esclusa.
Da Ancona a Sutri – Per la pausa-pranzo il pasto, come sempre frugale, comprenderà pasta coi fasolari, stoccafisso all’anconetana, sardoncini a scottadito, vino Verdicchio del Castello di Jesi, dolciumi vari, caffè e ammazza caffè. Poiché Sgarbi rifiuta categoricamente regalie e trattamenti di favore, analogamente alla precedente cena sul traghetto si pagherà il ristorante con una pregevole locandina della mostra “Caravaggio il contemporaneo” tenuta al Mart di Rovereto, autografata dal presidente in persona col proprio alluce. Immancabile un selfie ricordo, in quest’occasione assieme al titolare e al cuoco del locale, più il fido Panizza e Michele e Angelo che sono i due autisti del furgone che trasporta il “Seppellimento di Santa Lucia”. Dopo l’inevitabile pennichella post prandiale, la spedizione ripartirà da Ancona diretta a Sutri, seguendo le informazioni di Google Maps che indica una distanza di 269 k
m e un tempo previsto di percorrenza di 3 ore e 29 minuti, escluse eventuali soste per bisogni corporali.
Sutri – Cittadina laziale di antica origine situata in provincia di Viterbo, dall’11 giugno 2018 ha il piacere e l’onore di avere come sindaco Vittorio Sgarbi che, lo scorso 28 ottobre, l’ha proclamata Repubblica del Sutristan stabilendo che nel proprio territorio non hanno alcun valore i dpcm (decreti del presidente del consiglio dei ministri) di Giuseppe Conte. Durante la breve sosta a Sutri, all’interno della mostra “Da Giotto a Pasolini” ideata da Sgarbi medesimo al museo di Palazzo Doebbing, verrà aggiunta un’eccezionale copia del “Seppellimento di S. Lucia”: così perfetta che non riuscirà a distinguerla dall’originale nemmeno lo stimato pittore caravaggista Guido Venanzoni, autore di molti quadri sulla vita di Michelangelo Merisi. Quindi, nella piazza principale del borgo medievale il sindaco e capo dell’autoproclamata repubblica coordinerà un sit-in “no mask“ contro la tirannia delle misure governative anti-covid: iniziativa di protesta ma dai toni civili evidenziati dal garbato titolo “Conte la mascherina ficcatela dove sai tu”. Postati su you tube il video del sit-in e la diretta dello sciopero della fame di un’ora per la libertà di andare in bagno senza guanti, che Sgarbi comunicherà seduto sul cesso della toilette del Comune, il viaggio riprenderà su gomma fino alla vicina Napoli.
(Fine della prima puntata. Domani la seconda)

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