Sembrerebbe iniziato il flusso di risorse per la ripartenza dell’economia anche al sud. Ma i nostri amministratori si faranno trovare pronti o ancora una volta perderanno le opportunità date? Ne abbiamo ragionato con il deputato Paolo Ficara del M5S.
Sono state immesse nuove risorse sui trasporti anche per il sud e su Siracusa di cui lei si è speso parecchio, com’è la situazione, i particolari? Sui trasporti pubblici a Siracusa? I tempi per l’applicazione delle risorse e i bus per le scuole?
In questi mesi difficili il governo ha sempre avuto un occhio attento per la realtà del Sud Italia. È noto, purtroppo, il gap infrastrutturale e organizzativo con il resto del Paese. L’emergenza pandemica lo ha reso ancor più evidente, specie durante la fase di ripartenza di servizi essenziali come il trasporto pubblico locale. Recentemente, in Conferenza Unificata è stato raggiunto l’accordo per il riparto dei primi 150 milioni di euro per il trasporto scolastico stanziati con il decreto agosto, risorse che avrebbero già dovuto consentire ad esempio di stipulare convenzioni con gli operatori turistici per potere così sostenere il trasporto pubblico locale. Ma i presidenti di Regione e gli enti locali devono intervenire con le richieste e i progetti, per aumentare così i mezzi a disposizione e le corse. In questa senso, ho anche ottenuto dal Mit, durante la seduta alla Camera del question time, ampie rassicurazioni sulle somme subito disponibili per questi interventi. Sin qui, purtroppo, hanno vinto il ritardo e la confusione. La Regione Siciliana ha persino tardato ad inviare i dati che il Ministero aveva chiesto come azione preliminare nella ripartizione delle risorse. E nel settore dei trasporti pubblici non è chiaro come la Sicilia voglia utilizzare quanto subito messo sul piatto dal governo. Non è una bella premessa. E se a questo aggiungiamo lo schizofrenico intervento sulla capienza massima sui bus, ad esempio, sembra quasi di assistere ad alcuni momenti di improvvisazione. Perché in Sicilia, fino ad un mese fa, non c’era alcun limite, nonostante il rischio evidente. Poi finalmente si è passati all’80% come indicato nelle linee guida nazionali, salvo repentinamente dimezzare la capienza poco dopo, terrorizzando i siciliani sui contagi sui bus. Insomma, non certo uno spettacolo di coerenza.
In tutto questo, nel Decreto Ristori bis sono stati inseriti anche altri 300 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. I primi 100 milioni potranno essere utilizzati per servizi aggiuntivi per fronteggiare le esigenze derivanti dall’attuazione dell’ultimo dpcm, in particolare per il trasporto scolastico, e gli altri 200 per ripianare le perdite. Le risorse stanziate devono però essere utilizzate da Regioni ed enti locali senza altri ritardi. Purtroppo, però, non ho notizie di progetti regionali o comunali per garantire migliorie ad un servizio che, a Siracusa, da decenni è carente.
Inoltre nella legge di bilancio 2021, che a breve inizieremo a discutere alla Camera, sono stati stanziati 150 milioni di euro ai Comuni per l’incremento dei servizi per il trasporto scolastico e 200 milioni alle Regioni per servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale.
Infine vorrei ricordare che, grazie a un mio emendamento approvato al decreto rilancio, è notizia di questi giorni che sono state sbloccate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risorse arretrate per il trasporto pubblico locale delle Regioni a Statuto Speciale. Si tratta di somme relative al contributo dello Stato per il contratto di servizio. L’intesa per l’anticipazione dell’80% delle risorse relative agli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 è stata raggiunta in Conferenza Unificata: si tratta di 82 milioni di euro destinati alle Regioni a statuto speciale che erano bloccati da tempo per una serie di ragioni operative. Alla Sicilia, il governo ha destinato 47,4 milioni di euro. Oltre la metà dello stanziamento complessivo.
![]()
È evidente che nella provincia l’impoverimento della maggioranza dei cittadini, insieme a una parte della classe media, sia aumentato a causa della pandemia. Esistono interventi concreti promossi dal Movimento a livello politico, parlamentare e governativo, con il Ministro per il Mezzogiorno affinché si promuovano iniziative economiche?
Un esempio. Nel nostro settore produttivo primario, agricoltura ecc., i prodotti sono venduti a costo basso perché non esiste quel plus valore dovuto alla presenza delle imprese di trasformazione dei prodotti aiutate da investimenti pubblici (cassa per il sud). Queste attività potrebbero trovare un effetto trainante anche grazie a un sistema di trasporto integrato (la concorrenza dei nostri prodotti viaggia sulla maggiore velocità dei nostri trasporti locali).
Durante tutti questi difficili mesi, il supporto del governo non è mai mancato. Si può accettare qualche critica sui tempi, però non ci si è mai risparmiati per far sentire la presenza dello Stato alle categorie e alle fasce deboli. Se i Comuni hanno potuto distribuire buoni spesa, è stato possibile grazie ai fondi inviati dal governo mentre i promessi fondi regionali sono rimasti sulla carta. Si è fatto molto per lavoratori e imprese: contributi a fondo perduto, bonus, cessione del credito di imposta anche gli affitti, riduzione delle bollette, sospensione dei mutui. E poi ancora incentivi ed aiuti specifici. Ma sappiamo bene che, finché non ci metteremo l’emergenza alle spalle, dobbiamo fare ogni sforzo possibile per aiutare chi è in difficoltà.
Per il Mezzogiorno, in particolare, mi viene da pensare a quegli aiuti specifici come la decontribuzione del 30% per le imprese del Sud per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, che con la legge di bilancio cercheremo di rendere strutturale nel prossimo triennio, per poi estenderlo fino al 2029, oltre alla decontribuzione al 100% per assunzioni degli under 35 e delle donne. Ma per questo massiccio taglio ai contributi servirà anche l’assenso dell’Ue.
È nei vostri piani l’incrementare i trasporti nell’entroterra siciliano (specialmente Ragusa) e per attività turistiche (treno del barocco)?
La competenza sui trasporti ferroviari è della Regione Siciliana, tramite contratto di servizio. Come governo centrale siamo già intervenuti là dove era possibile e quindi dando il via ai lavori per il raddoppio della Palermo-Catania e alla pubblicazione del bando Rfi per la Messina-Catania. Tutto il resto, però, è materia regionale: è Palermo che deve decidere dove e come investire. Con il collega deputato regionale Stefano Zito abbiamo lavorato, ed è stata da poco depositata una mozione che spinga la Regione a lavorare di più sul trasporto ferroviario attraverso le linee secondarie che devono poi innestarsi sulla direttrice principale Catania-Messina e Messina-Palermo.
Quanto al treno del barocco posso anticiparvi che c’è un progetto importante per le province di Siracusa e Ragusa, da realizzare grazie allo stanziamento di Fondi Pac, che mira proprio al potenziamento a fini turistici e su rotaia dell’area degli Iblei. Siamo in attesa che il Ministero pubblichi la graduatoria dei progetti finanziabili.
![]()
Per quanto riguarda le elezioni amministrative ad Augusta ritenete di aver commesso errori? Qual è il bilancio del Movimento sull’esperienza fatta? Avete nuove strategie da proporre?
Sono molto orgoglioso del lavoro che si è portato avanti ad Augusta negli ultimi cinque anni. Cettina Di Pietro e la sua squadra si sono dedicati a testa bassa al risanamento dei conti di un Municipio in nota ed evidente difficoltà economica, riuscendoci. Non è stata compresa appieno l’importanza di quanto è stato fatto. Forse su alcuni punti occorreva comunicare di più. Ma quando si è presi dal lavoro e dai problemi da risolvere non c’è molto tempo per stare sui giornali o in tv. Il bilancio, per me, è chiaramente positivo. È stata una esperienza importante che tra qualche anno verrà meglio compresa e compiutamente valutata dagli augustani. Il Movimento 5 Stelle è adesso opposizione. I nostri consiglieri saranno sentinelle attente e faranno sì che non venga dissipato il buon lavoro di questi ultimi anni.
Rispetto alle tanti voci di dissidio provenienti dai Meetup di Siracusa e provincia cosa può dire? La linea ufficiale del Movimento da dove e come viene prodotta?
Negli anni del mio impegno politico, da attivista del Meetup cittadino prima e da parlamentare ora, ho visto spesso divisioni, dissidi e polemiche. Personalmente non gli ho mai dato molta importanza, perché alla fine quello che conta e resta è il lavoro che si porta avanti e i risultati che si ottengono. Un Meetup non è altro che un gruppo di cittadini che si riunisce, si incontra, discute e affronta i problemi della propria comunità. Un’esperienza nata più di dieci anni fa con l’obiettivo di interessarsi della cosa pubblica nel proprio territorio, accendere un faro sull’operato della propria amministrazione, parlare di servizio idrico, mobilità, ambiente, rifiuti, criticando l’operato dell’amministrazione quando sbagliava e avanzando proposte. E i gruppi locali che hanno avuto questi obiettivi sono andati avanti, altri che pensavano solo alla successiva candidatura sono scomparsi. Quindi Le rispondo che più che ai dissidi preferisco guardare all’impegno concreto e al lavoro prodotto nel territorio.

Commenti recenti