Un crollo nella notte al Falcone-Borsellino di Cassibile. Piccoli studenti affidati alla “buona sorte”

Le foto raccontano già in tutta la sua drammaticità la tragedia sfiorata. La lunga plafoniere rimane penzoloni nel vuoto, attaccata al filo elettrico per miracolo. A terra restano spessi calcinacci con una grossa parte di un forato.

Ancora una volta, come purtroppo in altre tragiche occasioni non è accaduto, si può ringraziare la “buona sorte” per aver fatto avvenire il distacco di parte del soffitto dell’Istituto Comprensivo Falcone-Borsellino di Cassibile notte tempo. Ma la indignazione non conosce orari. Quella si scatena solo all’idea di quanto sarebbe potuto accadere.

Lavori di manutenzione del plesso di via Nazionale, proprio al soffitto, sono stati eseguiti dal Comune in estate. Interventi di “rattoppo”, come anche altri fatti negli anni, inseguendo letteralmente le infiltrazioni a macchia di leopardo che via via si andavano a formare. Ma il crollo di questa notte si è verificato dove intervento non c’era stato, un nuovo cedimento dovuto forse alle piogge copiose del fine settimana.

Alla Dirigente, prof.ssa Agata Balsamo, preoccupata per l’evidente situazione di pericolo per la mancata manutenzione dell’intera terrazza su cui, a quanto pare, nessuno è salito da anni per effettuare un dovuto accertamento delle condizioni, che chiedeva una dichiarazione scritta che accertasse la sicurezza dell’edificio di cui ha lei la responsabilità diretta, l’ufficio comunale di edilizia scolastica ha risposto con una buona dose di supponenza. Sono i tecnici a essere in grado di individuare la reale natura dei problemi ma, soprattutto, la mancata disponibilità di economie dell’Ente non avrebbe consentito una manutenzione a più largo spettro.

Come se si potesse mettere sulla bilancia da una parte la sicurezza dei bambini e di tutto l’intero personale scolastico e dall’altra la stessa chiusura della scuola una volta appuratane la fragilità strutturale; e questo nonostante la stessa ditta intervenuta per i parziali lavori avesse segnalato la necessità di un controllo dell’intera terrazza.   

Non c’era bisogno di nessun “esperto” per comprendere che le continue macchie di umidità a cui facevano seguito distacchi parziali dell’intonaco, lesioni e fessurazioni, non potevano che richiedere almeno una verifica seria delle reali cause che le determinavano. Irresponsabile aver sottovalutato la gravità dello stato del soffitto, aver ritenuto di poter attendere chissà quanto giocando con l’integrità fisica dei piccoli studenti, soprattutto dopo aver sentito chiaramente, con il solo “tucculiamento” del bastone contro il soffitto, il tipico rimbombo di vuoto dovuto alle bolle d’aria formatesi intorno al ferro ormai arrugginito.

Prevediamo che di quanto accaduto si parlerà ancora. Soprattutto in questo periodo, in cui gli interventi negli edifici scolastici sono tanti per l’adeguamento alle norme anti covid, il Comune ha l’obbligo di garantire la sicurezza di chi vi si reca quotidianamente: voltare la testa dall’altra parte, per qualsivoglia motivo, sarebbe un’irresponsabilità non perdonabile.

 

 

 

 

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