Abbiamo cercato con attenzione, nelle determine all’albo pretorio, il termine entro cui far pervenire la manifestazione di interesse per partecipare all’affidamento diretto dell’incarico professionale per la progettazione dei percorsi ciclabili “da corso Gelone a viale Santa Panagia” e “da Viale Santa Panagia a via Ozanam”, nell’ambito del programma Agenda Urbana. Vere piste ciclabili questa volta, e non semplici “corsie” a disposizione dei ciclisti.
Nelle due determine, la 101 e la 102 del 26 ottobre scorso, del dirigente del Settore Mobilità Trasporti, ingegnere Marcello Costa, si chiarisce che “Trattandosi di una ricerca di mercato finalizzata ad individuare gli operatori interessati a contrattare con il Comune, NON OCCORRE, IN QUESTA FASE, PRESENTARE OFFERTE, ma solo la manifestazione di interesse ad essere invitati”, e che “Saranno escluse le manifestazioni di interesse: – pervenute oltre il termine di cui sopra ecc … il Comune si riserva di richiedere ai soggetti interessati alla selezione di completare o di fornire chiarimenti in ordine al contenuto di quanto presentato o dichiarato, nel rispetto del principio di parità di trattamento”.
Ma il “termine di cui sopra” non c’è. Lo troviamo invece nelle due comunicazioni di eguale oggetto pubblicate il 27 ottobre sul sito del Comune. Forse è questa la prassi corretta: pubblicare all’albo pretorio determine dirigenziali con “lacune”.
E seppure i dieci giorni di pubblicazione all’albo pretorio servono soltanto a “legittimare” la determina, e pare sia questo il tempo normale di “affissione” di tali atti, sfugge invece alla logica comune come sia possibile che, a fronte della pubblicazione all’albo dal 27 ottobre al 5 novembre, la scadenza per la manifestazione di interesse, nelle comunicazioni sulla home page del Comune, sia fissata entro le 12 del giorno 4. “Solo” un giorno in meno certo, ma ci si chiede se sia “normale”, logico, se non sarebbe stato quanto meno più “opportuno”, come per tantissimi altri avvisi, stabilire tempi più “distesi”? A noi sembra che “il rispetto dei principi costituzionali di buon andamento, imparzialità, legalità e trasparenza dell’azione amministrativa” non sia da intendere come ineludibile solo in relazione ai previsti obblighi di pubblicazione di Bandi e Avvisi (Codice dei Contratti) bensì come principio alla base di qualsiasi fase di un procedimento amministrativo rivolto all’imprenditoria locale e non. Non occorrerebbe forse fissare sempre e comunque tempi congrui a garantire “l’interesse pubblico alla potenziale partecipazione”?
Si direbbe che la “fretta” abbia giocato un suo ruolo in questo procedimento, nonostante si tratti di una progettualità in campo da molto tempo. La ritroviamo anche nella motivazione del rup, l’architetto Jose Amato, per l’affidamento diretto della progettazione al fine di evitare la perdita del finanziamento concesso: “Considerato che è necessario addivenire in tempi brevi, compatibilmente alle tempistiche di cui allo strumento di programmazione “Agenda Urbana” alla definizione della progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento, per procedere al successivo affidamento ed alla realizzazione dei lavori, e che l’Ufficio non dispone di tecnici dell’ufficio (!) prevalentemente impegnati nella direzione e contabilizzazione dei lavori in corso nella preventivazione di nuovi interventi e che la prestazione richiesta richiede tempi brevi per la consegna del progetto esecutivo e cantierabile al fine di evitare la perdita del finanziamento concesso”.
Affidamento diretto possibile, ai sensi del Codice dei Contratti, quando lavori, servizi o forniture che siano si mantengano “sotto soglia”, che siano cioè di valore inferiore a 40mila euro. Come in questo caso. Due i finanziamenti previsti dal Programma Operativo Regionale 2014-2020 per lo “Sviluppo delle Infrastrutture necessarie all’utilizzo del mezzo a basso impatto ambientale nell’ambito del programma Agenda Urbana”: un milione e 800mila euro per il primo intervento (la ciclabile da Corso Gelone a Viale Santa Panagia), 700mila per il secondo (da Viale Santa Panagia a Via Ozanam). Che si traducono, per i servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, cioè per la progettazione di livello definitivo ed esecutivo, in un importo presunto dei lavori rispettivamente pari a € 39.892,57 e a € 19.231.81.
Proprio in quanto incarico diretto, tra i “VISTO” della determina e dello schema di avviso allegato, e soprattutto nella proposta finale della determina stessa, viene richiamato l’art. 36, comma 2, lettera a) del Codice degli appalti che consente, per gli incarichi sotto soglia, l’affidamento diretto del servizio di progettazione “anche senza previa consultazione di due o più operatori economici” (come si usava ai bei tempi: intuitu personae!). Però poi lo stesso schema di avviso segue la procedura più vincolante e trasparente prevista dall’art. 36, comma 2, lettera a) per servizi il cui importo è superiore a 40.000 euro ed inferiore a 150.000 euro, ovvero di affidamento diretto dell’incarico “previa valutazione (…) di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato”, qual è appunto lo scopo dell’avviso da pubblicarsi.
Probabilmente la citazione (a questo punto impropria) dell’art. 36, comma 2, lettera a) è dovuta ad un “copia e incolla” dettato dalla “fretta” oppure, ipotizziamo, il dirigente non si sarà fidato fino in fondo della propria stessa determinazione dell’importo dell’incarico (in effetti quasi al limite: 39.892,57 euro!) e per “prudenza” ha optato per la procedura di cui alla fascia di soglia successiva.
E sarà stata forse sempre la fretta a causare l’anomalia relativa al calcolo della parcella dove vengono computati oltre 7mila euro per una delle due piste e 3.500 per l’altra per una progettazione preliminare che, per quel che ci risulta, è stata già predisposta dagli uffici proprio per accedere ai finanziamenti. Quel “Progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento” che abbiamo, anche questo, cercato tra le determine dirigenziali. Eppure dei due atti, n.33 e n.34 del 24 aprile, non abbiamo trovato traccia. Sicuramente colpa nostra!
Ma poi, perché mai, per un progetto che non dovrebbe richiedere alcuna particolare specializzazione, sono stati indicati al dettaglio i requisiti tecnici e finanziari per essere ammessi alla selezione?
“Il Professionista dovrà, dimostrare ai fini della specifica esperienza pregressa, in relazione agli incarichi di progettazione per la realizzazione di piste ciclabili in sede propria realizzate indifferentemente su strade nuove o esistenti, in alternativa Manutenzione Straordinaria stradale in OG3, di aver progettato dette opere per Enti pubblici o per il Privato negli ultimi 5 anni e per un valore minimo pari al 50% dell’importo complessivo dei lavori determinato in € 660.000 per una (ed € 250.000,00 per l’altra)”.
Non si è preclusa forse immotivatamente, con tali criteri “discrezionali”, la partecipazione a giovani professionisti? E quanti sono i professionisti invitati a presentare l’offerta? Nello schema di avviso non è detto e questo non è affatto secondario perché il numero dei partecipanti determina la possibilità, o meno, di adottare il metodo dell’esclusione automatica delle offerte anomale.
Tra l’altro, per quanto si legge, non solo sarebbero stati esclusi i giovani ma, tout court, l’intera categoria degli ingegneri. Nel disciplinare di incarico allegato alle determine 101 e 102, quale interlocutore del Comune, futuro affidatario, viene ipotizzato unicamente un professionista “iscritto all’Albo dell’Ordine Professionale degli Architetti della Provincia di *”.
Ma è peccato veniale. Colpa della fretta!

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