Un saggio che si legge come un romanzo mozzafiato: Protocollo Contagio di Francesco Fracassi

Libro di straordinario interesse Protocollo Contagio di Francesco Fracassi per chiunque voglia cercare di capire come vadano oggi le cose nel mondo, non solo in relazione alla genesi e alla diffusione del coronavirus, ma anche da un punto di vista più generale: globale.

La lettura della prima parte, realizzata con approccio prevalentemente narrativo, forse è quella che appassiona meno. Incuriosisce, ma non fa capire dove l’autore voglia andare a parare. Ma proseguendo nella lettura si viene catturati in un intreccio di informazioni, fatti, testimonianze… che fanno rabbrividire e che tengono la coscienza ben sveglia. Non si tratta di un thriller (che mira a suscitare emozioni mozzafiato) ma di un saggio che costringe il lettore a riconsiderare le varie notizie che magari ha ricevuto e ha fatto scivolar via, senza collegarle opportunamente e significativamente; di uno scritto che gli offre molte informazioni aggiuntive (illuminanti) e che gli inietta il tutto, sortendo l’effetto di una forte dose di adrenalina. Ma si tratta, in questo caso, di adrenalina per la coscienza, se è consentito usare questa espressione, che pur sembra estremamente calzante.

Forse bisognerebbe non solo consigliare la lettura di questo libro, ma renderla obbligatoria. Per i medici, innanzitutto, e poi anche per tutti i cittadini desiderosi di capire meglio come vadano le cose del mondo. Non possiamo vivere immersi nella quotidianità e nei nostri piccoli ambiti personali, familiari, territoriali, o nei recinti mediatici dei network in cui ci siamo immersi o perduti. Dobbiamo rompere tutte le gabbie che ci intrappolano e ci limitano. Dobbiamo capire come il sistema globale ci stritoli e ci soffochi. C’è un coronavirus metaforico, esterno, mediatico, che ci distrae, ci inebetisce, ci impedisce di scrutare le connessioni di interessi che ci asfissiano, che snaturano la democrazia, che determinano il degrado di ogni convivenza umana. C’è una cappa di interessi economici e finanziari che grava sulle relazioni umane planetarie. Le società di persone (comunità, stati, unioni di stati… come la nostra imperfetta UE) sono accerchiate e sopraffatte da società di capitali, schiacciate dai debiti (in gran parte indebiti), condizionate nelle scelte politiche. Sottomesse!  Siamo in presenza di una schiavitù planetaria. Senza limiti. Senza pudore. Cinica. 

E abbiamo contribuito e contribuiamo anche noi al consolidamento progressivo di questo establishment politico-culturale-economico-finanziario che ci imprigiona. Non c’è un complotto: tutto è avvenuto alla luce del sole, all’insegna del fulgore ideologico del neoliberismo trionfante, col nostro volontario contributo, con il conferimento dei nostri risparmi (investiti attraverso i fondi comuni e i prodotti bancari ad essi collegati).  BlackRock o le sue consociate o le sue rivali, probabilmente, a nostra insaputa, maneggiano e manovrano anche i nostri risparmi, magari utilizzandoli contro i beni comuni e contro i nostri interessi di persone.  Urge innescare un cambiamento di rotta generale.  Non certo attraverso l’illusione di una rivoluzione violenta.  È necessario fissare un percorso resiliente che impegnerà più di una generazione. D’altra parte siamo arrivati a questa situazione in tempi lunghi. Tutto è iniziato prima ancora che il neoliberismo trionfasse apertamente, cioè ben prima degli anni ottanta del secolo scorso. Questo sistema ha radici profonde e sarà difficile da sradicare.  Ma bisogna pur iniziare l’opera. E, ancor prima, capire come dover agire e scegliere la strategia più adeguata.

Il libro illumina le situazioni di rischio planetario preesistenti e determinanti la diffusione del virus: la distruzione progressiva di habitat; la conseguente forzatura della transizione agli organismi umani; la pericolosa esistenza di laboratori a scopi militari (armi biologiche) e civili (mappatura preventiva dei potenziali agenti patogeni aggressori).  Ripercorre la vicenda della diffusione dell’attuale contagio e riferisce le accuse reciproche tra USA e Cina. Rivela chi abbia tratto maggior vantaggio dalla commercializzazione dei presidi, realizzabili sono con tecnologie possedute dagli USA (che però, per colpa di Trump, hanno sottovalutato i rischi e perso tempo nell’approntare strumenti adeguati) e, soprattutto, dalla Cina. Ma, giustamente e prudentemente, l’autore non ne trae conclusioni affrettate. Fa capire che l’attuale pandemia potrebbe essere la prima di una serie. O di una successione derivabile da cause naturali (che l’uomo sta moltiplicando e accentuando) o da impieghi intenzionali di moderne armi belliche di carattere biologico, dato che i laboratori di morte finalizzati a tale scopo esistono. Esistono e non sono sicuri da incidenti, che potrebbero determinare il rilascio casuale di patogeni; ma potrebbero anche fornire armi biologiche utilizzabili deliberatamente. Per guerre economiche. O per interessi biechi di gruppi finanziari che controllano le industrie dei farmaci. Scenari inquietanti, che non devono innescare il panico ma che non vanno ostracizzati dalle coscienze.

Il libro si chiude con la riaffermazione della latitanza e della ignavia della Regione Lombardia.

Fracassi elenca fatti, ricorda circostanze, riferisce testimonianze, accosta informazioni economiche… Prova a comporre un puzzle. O a tessere un ordito di fatti, testimonianze e informazioni economiche ignote alla stragrande maggioranza delle persone. O già dimenticate dai pochi che superficialmente ne abbiano avuto notizie, centellinate e sparse, attraverso i quotidiani o i notiziari. Forse sarebbe opportuno che su quell’ordito la magistratura si occupasse di tessere una trama di indagini e di verifiche. Il lavoro del giornalista di indagine finisce lì dove comincia quello della magistratura. Ma la magistratura è immune dai condizionamenti che attanagliano il mondo della politica, quello degli affari e quello della sanità? Palamara docet. Amara docet. L’intreccio presso la procura di Siracusa, svelato dalla Civetta, docet.  Non c’è da attendersi una palingenesi del sistema.  Ma l’inizio di un percorso di salvezza è possibile. Forse, grazie alla magistratura più solerte e più indipendente, si potrà arrivare solo a una parziale pulizia. Per il resto…  Per il resto spetta a noi: alla resilienza dei cittadini.

Le responsabilità della Regione Lombardia (e della giunta Fontana) sono state messe bene in evidenza dai fatti riferiti e collegati da Fracassi. Ma quanto di tali fatti emerge chiaramente nella coscienza degli elettori lombardi? 

Le connessioni planetarie tra interessi economici-finanziari e strutture sanitarie globali (OMS), ricerca farmaceutica, ricerca biologica (preventiva e militare) … emergono con chiarezza dalla lettura del libro. Ne può derivare un rafforzamento di inconcludenti e beceri atteggiamenti anticomplottisti (che possono generare proteste sterili) o una presa di coscienza resiliente, che miri a una destrutturazione degli intrecci perversi e a un recupero dell’autonomia della politica rispetto al potere assunto dal denaro e dalla finanza. La scelta sta a noi.  Rimarremo sparute ed isolate voces clamantes in deserto? O riusciremo a divenire massa critica in grado di modificare questa realtà perfida di cui siamo (forse inconsapevolmente) concausa e corresponsabili?  Sarebbe il caso di approfondire questi spunti attraverso dibattiti da promuovere all’interno di associazioni, circoli, comunità, gruppi di impegno civico…   Buona lettura. Buona riflessione. E buon lavoro.

 

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