Non è altro che un déjà vu … preoccupante.
Ritorna, prepotente, il covid in Italia e Siracusa si trova a rivivere la situazione di marzo scorso. Anche se qualcosa nella sanità locale appare migliorata – finalmente pare che almeno sette su dieci telefonate all’Asp riescono ad avere risposta, “un risultato eccezionale” commenta il nostro Dino Artale, e i tamponi si fanno quando occorre testare i contatti dei positivi -, ancora una volta è l’ospedale Umberto I alla ribalta della cronaca. Ma non solo i casi di infezione al reparto di ostetricia – due ginecologi, un’infermiera, tre anestesisti, due pazienti già dimesse e in isolamento a casa, più la donna che avrebbe portato dall’esterno il contagio –; nel pomeriggio si sarebbe registrata anche la positività di un infermiere della radiologia che ha fatto scattare l’allarme e il tampone obbligatorio per decine e decine di operatori. Rispetto alle prime ore, quando la sensazione è stata di grave preoccupazione, il clima si sarebbe rasserenato solo dopo i primi esiti dei tamponi effettuati, al momento tutti negativi, sebbene, va detto, come puntualizzato proprio oggi dal virologo Andrea Crisanti ospite di Lucia Annunziata in Mezz’ora in più, il virus ha comunque un’incubazione almeno di tre quattro giorni.
Qualcosa quindi all’Umberto I deve non aver funzionato. Forse il ricovero d’urgenza della paziente gravida asintomatica avrà fatto saltare le procedure di pretriage, forse non si è fatto in tempo a impedire il passaggio di qualche operatore già contagiato da un reparto all’altro, forse, come qualcuno dice, le maglie dei controlli si erano allentate per tornare a stringersi non appena si è ripresentato il pericolo.
La caccia alle responsabilità, quella facile, che colpisce i più esposti per offrire almeno un capro espiatorio ai cittadini, non ci interessa. Ha già fatto le sue vittime e siamo abbastanza sicuri che a fianco dei nomi rimbalzati sulla cronaca – la dottoressa Contrino, il dottor Candiano ora “riabilitato” – altri stiano scontando qualche pena nell’ombra, quelli ritenuti colpevoli di aver passato informazioni “riservate” all’esterno, o di aver criticato “troppo” e “troppo esplicitamente”.
Gli asintomatici sfuggono facilmente ai controlli, la contagiosità del virus è micidiale e siamo per primi noi tutti responsabili della nostra salute come di quella degli altri. Ma, mentre il numero dei positivi sale anche nella nostra provincia, ed è destinato a non fermarsi troppo presto, ci si aspetta che il sito Asp torni a riaggiornare i dati ufficiali della provincia fermi, per quello che abbiamo potuto constatare, al 17 giugno e che si comunichi correttamente alla cittadinanza la situazione reale del contagio a partire da quanto accade nella principale struttura ospedaliera con report, se non quotidiani, molto frequenti. Registriamo infatti tra l’altro la tendenza di chi ha bisogno di un intervento d’urgenza a rivolgersi, a proprie spese, alle strutture private piuttosto che al Pronto Soccorso proprio per il timore di contrarre l’infezione, una possibilità tuttavia non alla portata di tutti.

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