Con la Legge Nazionale n.222 del 29 novembre 2007 all’art. 26 “Disposizioni in materia ambientale” al comma 4 septies, il parlamento italiano approvava l’istituzione di quattro (4) parchi nazionali in Sicilia, ovvero:
1) Parco delle Isole Egadi e del Litorale trapanese
2) Parco delle Eolie
3) Parco dell’isola di Pantelleria
4) Parco degli Iblei
La vera vocazione del comprensorio del Parco degli Iblei aspetta da decenni un legittimo riconoscimento in termini di tutela ambientale, culturale, artistica, archeologica, etnoantropologica e di reale e concreta promozione ecoturistica dei territori coinvolti con notevole vantaggio e sostegno per le comunità locali coinvolte.
L’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei sarebbe utile al rilancio del comparto agricolo con le sue tante eccellenze e basti vedere quanti benefici ha portato nell’Isola di Pantelleria l’istituzione del parco nazionale avvenuta nel luglio del 2016, in seguito anche ai ripetuti e devastanti incendi che si verificavano nell’isola, dove si continua regolarmente a produrre il noto e apprezzato Moscato di Pantelleria, passito di Pantelleria, capperi di Pantelleria, ecc…
In tal senso è opportuno ricordare l’articolo 7 “Misure di incentivazione” della Legge nazionale 394 del 1991 che recita:
- Ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è, nell’ordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui, rispettivamente, agli articoli 12 e 25:
- a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale;
- b) recupero dei nuclei abitati rurali;
- c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo;
- d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;
- e) attività culturali nei campi di interesse del parco;
- f) agriturismo;
- g) attività sportive compatibili;
- h) strutture per l’utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.
- Il medesimo ordine di priorità di cui al comma 1 è attribuito ai privati, singoli od associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale o naturale regionale.
Pertanto in virtù di quanto indicato nella normativa di riferimento a cui si aggiunge la recente approvazione della legge n. 141 del 12/12/2019 il cui articolo 4-ter così recita:
(Misure per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la qualità’ dell’aria nelle aree protette nazionali e nei centri urbani).
- Al fine di potenziare il contributo delle aree naturalistiche a livello nazionale per il contenimento delle emissioni climalteranti e di assicurare il rispetto dei limiti previsti dalla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria, nonché di favorire in tali aree investimenti orientati al contrasto ai cambiamenti climatici, all’efficientamento energetico, all’economia circolare, alla protezione della biodiversità e alla coesione sociale e territoriale e di supportare la cittadinanza attiva di coloro che vi risiedono, IL TERRITORIO DI CIASCUNO DEI PARCHI NAZIONALI COSTITUISCE UNA ZONA ECONOMICA AMBIENTALE (ZEA)”.
L’approvazione delle Z.E.A. pone un ulteriore riconoscimento amministrativo per poter avviare e finanziare processo di equilibrato e compatibile sviluppo socio-economico incentrato sulla tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’incremento di processi finalizzati alla realizzazione concreta di economia circolare.
Fino ad oggi abbiamo sensibilizzato le amministrazioni comunali coinvolte al fine di discutere del Regolamento dell’istituendo Parco Nazionale degli Iblei, incentivando la cultura del dialogo finalizzato alla tutela, promozione e programmazione per una evoluzione positiva socio-economica del nostro territorio, cambiando rotta rispetto ai modelli esistenti fino a 50 anni fa e puntando sull’ecoturismo in cui si porga particolare attenzione alla produzioni artigianali, all’agricoltura, alla attività zootecniche, alla filiera del turismo in tutti i suoi segmenti.
Riteniamo che dall’approvazione della legge nazionale n.222 del 29 novembre 2007 siano passati ben 13 anni e che sia davvero un tempo più che sufficiente per la proposta definitiva del parco Nazionale degli Iblei. Pertanto chiediamo al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana di considerare ormai chiusa la fase di concertazione pre-istitutiva e di poter proseguire legittimamente con l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, al fine di poter dotare il sud-est della Sicilia di uno strumento utile e valido di programmazione, tutela e promozione del territorio che merita di diventare il parco nazionale più giovane e importante d’Italia.
Fabio Pisana, Presidente del Forum di Agenda21 Noto afferma:
“Sono passati 13 anni da quando il Parco Nazionale degli Iblei è stato istituito con legge 22/2007 e adesso è arrivato il momento di farlo decollare. In questi anni abbiamo perso milioni di euro di finanziamenti statali ed europei che potevano favorire la promozione economica e sociale del territorio, mentre la pandemia di Coronavirus e gli incendi dolosi degli ultimi mesi, hanno fatto il resto.
Ora è tutto nelle mani del Governo Centrale che può sbloccare la vicenda e far decollare il Parco, rimasto troppo tempo sulla carta, anche a causa di alcuni interessi ostili a questo strumento di tutela e valorizzazione di una delle aree politematiche del Val di Noto più belle d’Italia. Rivolgo dunque un appello alla Regione Siciliana e all’ARTA affinché pressino il Governo Centrale per far approvare la proposta di perimetrazione del Parco così come avanzata e ancora ferma inspiegabilmente nei cassetti di qualche ufficio”
Marco Mastriani, componente del Consiglio Regionale Protezione Patrimonio Naturale presso la Regione Siciliana afferma:
“Dopo oltre 13 anni di discussioni, concertazione, confronti, incontri e silenzi inspiegabili da parte di alcuni enti locali, oggi è arrivato il momento di scegliere il futuro per il nostro territorio e lanciare concretamente un nuovo modello di sviluppo incentrato sull’ecoturismo e sulla tutela, promozione e valorizzazione dell’intero territorio degli iblei. Ormai è assodato che il turismo culturale, ambientale, naturalistico ed enogastronomico possa avere delle forti radici nell’intero territorio della Sicilia sud-orientale, ma serve uno strumento amministrativo che consenta di avere una strategia di promozione del territorio e di aiuto alle tante realtà del settore che operano in tal senso. E’ necessario che la Regione Siciliana e il Ministero dell’Ambiente diano seguito all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, al fine di dare una concreta speranza di tutela dell’ambiente, anche alla luce dei gravissimi incendi delle ultime settimane che hanno fortemente colpito la Sicilia e la provincia di Siracusa, e di sviluppo sostenibile a un territorio che ha molte risorse da valorizzare e da far conoscere al mondo. Basti pensare che al parco nazionale delle Cinque Terre in Liguria, il cui perimetro ingloba diversi comuni che contano 4 mila abitanti, sono riusciti ad avere oltre 3 milioni di visitatori l’anno, con enormi ricadute occupazionali ed economiche per le comunità locali. Noi possiamo fare lo stesso e anche di più, continuando sempre a tutelare i nostri tesori culturali e naturali…”
SULLA QUESTIONE INCENDI SUGLI IBLEI
Paolo Pantano (rappresentante del Comitato promotore del Parco degli Iblei e coordinatore gruppo Prevenzione incendi) ha dichiarato che sarebbe estremamente utile che la Regione verificasse l’applicazione da parte dei Comuni della legge 353 del 21 novembre 2000 e lo stato di aggiornamento del catasto dei terreni bruciati, sanzionando quegli enti che non abbiano provveduto nell’arco degli ultimi sei mesi al suddetto aggiornamento. Come altrettanto valida l’adozione dei cosiddetti “contratti di responsabilità”, secondo quanto già sperimentato da Tonino Perna, Direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte poiché rappresenta un disincentivo ad appiccare gli incendi, con sensibili ritorni economici nel breve e medio periodo. Il prof. Perna introdusse, con un bando pubblico, tali “contratti di responsabilità” sottoscritti da tutte le associazioni di volontariato interessate (associazioni di protezione civile, organizzazioni ecologiste, turistiche, agricole, di allevatori, ecc.) a cui veniva affidata una quota del territorio fino a coprire l’intera superficie del Parco Nazionale. In questi contratti veniva fissata una spesa complessiva (che comprendeva la diaria, i rimborsi spese per gli spostamenti, ecc.); si partiva dalla quota minima del rimborso pari al 50%, mentre il restante 50% veniva attribuito solo se gli incendi non superavano lo 0,2 % del totale della zona affidata, una soglia ritenuta fisiologica in base a precedenti esperienze. Ciò ha innescato e fatto scattare l’interesse a non bruciare, mentre prima vi era l’interesse opposto, cioè a bruciare. Un’idea semplice, afferma il prof. Perna, che si è rivelata vincente, infatti, gli incendi si ridussero drasticamente con una spesa complessiva di circa 200mila Euro a fronte di una spesa regionale e statale di una decina di milioni di Euro. Il cosiddetto “metodo Perna” è stato utilizzato in vari Paesi del mondo.
In ogni caso non solo per le strategie vincenti, ma per le metodologie di prevenzione adottate nei Parchi Nazionali, proprio per la forma organizzativa, sono di gran lunga più efficaci come è dimostrato non solo nei Parchi Nazionali di Aspromonte e di Pantelleria, ma anche negli altri parchi nazionali italiani.
Hanno sottoscritto il documento parecchie associazioni turistiche, agricole, archeologiche, culturali ed ecologiste.

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