La scuola riparte, ma senza alcun confronto tra Amministrazione e Sindacato. “Un errore” afferma il segretario della FLC CGIL Paolo Italia

E finalmente si parte con i test sierologici gratuiti per i docenti. Già dal 24 agosto le indicazioni nazionali parlavano di possibilità per gli insegnanti di rivolgersi ai propri medici di base ma i kit non sono arrivati che ora, forse, mentre iniziano a chiarirsi decaloghi e regole certe. Eppure l’aspetto sanitario è certamente quello più importante nel settore scolastico: sicurezza, rientri, trasporti, locali idonei, norme di distanziamento, lavoratori fragili e modalità di trattamento nei casi rilevati all’interno dell’istituzione scolastica sono temi all’ordine del giorno per la scuola che sta per riaprire.

“L’aspetto sanitario è un tema che ci vede in prima linea – ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale e responsabile dell’organizzazione regionale Flc Cgil -. La regione Sicilia e le Asp stanno fornendo solo ora, in ritardo, istruzioni, risorse, materiali e strumenti adeguati. Da cittadini e professionisti della scuola chiediamo una maggiore regolamentazione.
Nonostante la disponibilità di molti medici di base, di certo gli stessi non sono stati ancora messi in condizione di operare al meglio, in sicurezza. Sarebbe da subito necessario un vademecum chiaro da parte dell’Asp su test volontari, lavoratori fragili, personale con età superiore ai 55 anni, visto che la nostra classe docente è la più anziana d’Europa. Per essere chiari: c’è voglia di riprendere in presenza ma vi è altrettanta preoccupazione da parte dell’intero segmento scolastico per le situazioni che ci attendono. Forse investire risorse non solo per i banchi ma soprattutto su sicurezza, edilizia ed organici sarebbe stata di certo una scelta maggiormente proficua”.

A proposito di edilizia scolastica immaginiamo che in questi giorni il confronto tra le sigle sindacali e l’amministrazione comunale di Siracusa sia all’ordine del giorno.
“In verità – continua Italia – l’amministrazione comunale del capoluogo ormai da tempo preferisce interloquire con i soli dirigenti scolastici scordandosi che esiste un corpo intermedio che rappresenta i lavoratori: non è previsto un obbligo in tal senso sia chiaro ma parlerei di opportunità di interfacciarsi con interlocutori che, nello spirito di collaborazione che ci contraddistingue, potrebbero anche aiutare con proposte e indicazioni.
I sindacati, piuttosto che essere guardati, e trattati, con sospetto, andrebbero coinvolti in un percorso teso all’individuazione delle criticità e delle soluzioni, quindi. A nostro avviso più che la ricerca di immobili privati da pagare come spesso accade, ogni sforzo andava fatto, e questo è accaduto solo in parte, per individuare i tanti immobili inutilizzati, o utilizzati parzialmente, di proprietà di enti pubblici, alcuni tra l’altro già utilizzati nel passato come aule, o dello stesso Comune stesso. Dagli immobili di viale Tica ex Gescal (basterebbe un protocollo col Tesoro), alla casa del Pellegrino, alle sei aule di 60 mq ciascuna in zona Pantanelli (accanto all’Istituto agrario) all’ex aula bunker, alla struttura ex Ecap nei paraggi di piazza Adda. C’è poi il progetto Scuola 4.0 all’Isola tanto declamato ma mai attuato e, purtroppo, ormai arenato: nonostante l’aumento delle richieste di iscrizione, le sezioni della scuola dell’infanzia e primaria, da quelle parti, chiudono per carenza di spazi. Avremmo volentieri avviato un percorso virtuoso e di confronto che, da anni, questa amministrazione comunale inspiegabilmente rifiuta. Forse lo considera una perdita di tempo!”                                                                                                                                                                 

Infine, ma non per ultimo, il nodo trasporti. Mentre al governo si avviano incontri con le regioni per affrontare il momento emergenziale, nella nostra Isola il segmento trasporti è un’emergenza da sempre. “Per noi Flc Cgil – conclude il segretario Italia – il tema trasporti è di certo fondamentale poiché costi troppo alti e servizi scadenti rappresentano una violazione del diritto allo studio e per di più la regione Sicilia annuncia che si andrà in deroga. Di certo il nostro territorio non fa eccezione: il parco autobus risulta vecchio ed obsoleto ed è una fortuna se i mezzi arrivano a destinazione. Il costo dei trasporti è invece uno dei più cari d’Italia. Uno nostro studio Flc Cgil di Siracusa compara la città capoluogo con altre realtà sparse su tutto il territorio nazionale da Nord a Sud e utilizza come indicatori la fascia Isee e i costi sostenuti dalle famiglie attraverso la rata mensile pagata dai residenti e la rata annuale. Ad esempio, i residenti delle contrade di Tivoli, Fontane Bianche, Fanusa, Arenella, Tremmilia, ecc., per andare a scuola devono pagare 50 euro al mese con un Isee basso, 100 euro con reddito medio. A confronto del campione individuato tra le varie città di certo la nostra realtà risulta la più cara con un aggravio economico sulle famiglie non indifferente”. E non sarebbe bello augurarsi che siano figli unici …  

“Unica nota positiva – conclude Italia – l’insediamento del nuovo Dirigente all’Usp, il cosiddetto Provveditore agli studi. Non più un reggente ma un titolare al quale la Flc Cgil di Siracusa augura un buon lavoro foriero di grandi avanzamenti per la risoluzione dei numerosi problemi esistenti nella nostra realtà”.

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