Il Consiglio Comunale di Palazzolo conferma il project financing sui contatori idrici. Due milioni e mezzo di euro (più iva) a carico dei cittadini

In tempi di Covid si può bocciare.
È successo a Palazzolo Acreide lo scorso giovedì.
Il Consiglio Comunale ha respinto infatti a maggioranza l’istanza promossa dal Forum Regionale Acqua e Beni Comuni e sottoscritta da 1663 cittadini, che chiedeva l’annullamento in autotutela dell’adozione del project financing proposto dalla ditta romana Idrica srl, per l’installazione di 5985 Smart Meter utili alla lettura da remoto dei consumi idrici.
Il progetto, che prevede un piano di tredici anni e una spesa complessiva di due milioni e mezzo di euro più iva che saranno caricate in fattura alla cittadinanza, è stato approvato il 24 aprile dalla Giunta Comunale, nonostante il parere negativo della Terza Commissione per documentazione deficitaria (mancava l’allegato 4 contenente il Piano Economico Finanziario) ed è passato al vaglio del Consiglio Comunale il 18 maggio, ottenendone la delibera.
Poche, secondo il sindaco Salvatore Gallo, le firme raccolte.

“La vera democrazia – ha tuonato il primo cittadino alla fine della seduta – si esplica stasera. La petizione, giusta in linea di principio, ha visto però i mille rivoli della politica. Palazzolo è forse in una fase di risveglio. Si torna a fare politica in piazza, come si faceva vent’anni fa, e si è acceso un dibattito. E di questo bisogna dare atto al Forum Acqua e Beni Comuni. Ma gli elettori palazzolesi sono 7000. E se 1663 hanno firmato, ci sono 5335 persone che non lo hanno fatto e a cui stasera è stata data voce”.

Numeri e conteggi sommari a parte (gli abitanti di Palazzolo saranno, sì, più o meno 7000, ma 5170 elettori si sono recati alle urne per le amministrative, solo 3700 per le Regionali e 1600 circa, una sessantina in meno rispetto a chi ha firmato la petizione, hanno votato la lista civica che amministra oggi il paese), diversi sono i punti sollevati dal Forum, attraverso la voce dei rappresentanti locali, sull’opportunità di un progetto di finanziamento privato e sulla necessità di approvarlo in pieno Covid e in piena realizzazione dell’ATI Siracusa.

“Esternalizzare una parte del servizio idrico integrato – hanno sottolineato i portavoce del Forum -, in questo caso l’erogazione dell’acqua e la relativa fatturazione, significa affidare la gestione a un privato e creare di conseguenza profitto sull’acqua. Ma dopo il referendum del 2011 e la legge regionale 19/15 non si può fare profitto sull’acqua. La gestione dell’acqua è e deve restare pubblica. Tanti inoltre sono i punti che a nostro avviso restano poco chiari sul progetto di Idrica srl. Manca un timbro e la firma di un progettista qualificato, mancano le analisi comparative previste dal Codice dei Contratti, mancano i C.A.M. (Criteri Ambientali Minimi). Un salto nel buio, insomma, che rischia di costare caro alla cittadinanza. Con questi difetti di base, il progetto non doveva essere né approvato né addirittura valutato. Ogni Amministrazione è chiamata a gestire l’interesse pubblico. Sulla base di quali valutazioni questa Amministrazione ha dichiarato il progetto di pubblica utilità e di pubblico interesse? Sulla base di quale valutazione si sceglie un finanziamento privato e non di attingere a fondi pubblici?”

A rispondere, l’assessore alla Rigenerazione Urbana e alle Infrastrutture Sostenibili Riccardo Messina. “Chiariamo intanto – risponde l’assessore – che si tratta di un appalto di servizio, non di lavori. Pertanto non è soggetto né ai Cam né alla firma del progettista. Bisogna poi definitivamente chiarire che, secondo il DM 93 2017, la scadenza ultima per adeguare i vecchi contatori alla normativa è settembre 2020. Noi dobbiamo adeguarci alla direttiva e siamo costretti a cambiare i contatori, tutti obsoleti a Palazzolo. E fondi di bilancio purtroppo non ne abbiamo. Unica soluzione è un progetto privato che finanzi l’opera. Questo è secondo noi un servizio di pubblica utilità. Il famoso Piano d’Ambito di cui tutti si riempiono la bocca sostenendo che sia una borsa piena di soldi (forse lo stesso Forum non ha ben compreso cosa sia) è una chimera. Quest’idea dei fondi pubblici che arrivano dall’esterno non si realizzerà mai!”

“Le risposte dell’assessore – controbattono i tecnici del Forum – partono da assunti errati. L’appalto in questione non è solo di servizi ma un appalto misto di lavori, servizi e forniture. Nell’ambito dell’appalto è prevista l’installazione di antenne di ricezione dei dati trasmessi dai contatori. Già la sola installazione necessita di autorizzazione con progetto a firma di un tecnico abilitato. Ma se anche si trattasse di puro servizio, ciò non implicherebbe l’esenzione dal rispetto dei CAM. Vedi ad esempio il servizio di gestione degli impianti di pubblica illuminazione che addirittura ha un’apposita regolamentazione in merito”.

“Messina dice – aggiunge Anna Bonforte, vicepresidente Zero Waste Sicilia e membro del Forum – che si tratta di appalto di servizio. Noi diciamo che è misto, dunque tutta la procedura è irregolare. Perché il consiglio comunale non ha voluto aspettare il parere Anac? Idrica srl, tra l’altro, siamo convinti che non possegga i requisiti minimi per proporre un project financing. Tutto l’iter di approvazione è minato da serie mancanze di verifiche di legittimità e da una totale misconoscenza da parte del consiglio comunale di tutto il corredo finanziario e tecnico senza cui il progetto non poteva essere valutato, tanto meno approvato! Una leggerezza che potrebbe costare alla maggioranza il concorso nel risarcimento del danno insieme alla Giunta”.

“É singolare poi – rincara Fabrizio Raso, presidente regionale Centro Consumatori Italia – che mentre la Arera decide di fare una sperimentazione a campione, con 60 mila contatori Smart Meter in tutta Italia, a Palazzolo Acreide l’amministrazione decida invece di adottarne in maniera definitiva quasi 6 mila… equivalenti al 10% di quelli istallati come sperimentazione nel resto d’Italia. Certamente per le esigenze di un piccolo paese qual è Palazzolo basta molto meno per fare una rete efficiente, affidabile e conveniente di contatori idrici per l’utenza.
Inoltre si impegna il Comune con un contratto di 13 anni quando tra un anno o poco più Il Comune dovrà consegnare le reti al gestore unico e perciò tale contratto non potrà essere rispettato, rischiando il pagamento di pesanti penali. Non si capisce perché non affidarsi al futuro piano d’Ambito finanziato con fondi pubblici che non graverà sulle tasche dell’utenza”.

“Fare entrare un privato – conclude Antonella Leto, portavoce del Forum – sembrerebbe voler ipotecare la futura gestione interamente pubblica ed è preoccupante che sia lo stesso sindaco ad evocare gruppi privati come futuri gestori unici”.

(Continua con le dichiarazioni di Giorgio Azzarello, commissario regionale ATI Siracusa    https://www.lacivettapress.it/2020/08/18/le-dichiarazioni-del-commissario-regionale-dellati-siracusa-giorgio-azzarello-sul-piano-dambito-idrico-e-su-palazzolo/)

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