Si è costituito a luglio l’Ente di Terzo Settore “Si può fare per il lavoro di Comunità” con 45 soci di cui 25 associazioni di utenti e familiari e cooperative di tutta la Sicilia che rappresentano le realtà attive nella promozione dei diritti delle persone affette da patologia psichiatrica e che portano avanti buone pratiche di riabilitazione nel campo dell’inserimento lavorativo, dell’abitare e del tempo libero. E proprio il 29 luglio scorso c’è stata la prima manifestazione, a Palermo, presso la sede dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Al Sit-in, organizzato per sollecitare immediate risposte a una serie di richieste per gli utenti delle CTA e per chiedere un incontro con l’assessore regionale.
Ce ne parla il dottore Gaetano Sgarlata, presidente dell’Ente. “L’incontro c’è stato… con i dirigenti, a cui abbiamo consegnato alcuni documenti con le nostre proposte. Finora non abbiamo avuto alcuna risposta, né in senso positivo, né in senso negativo. Ma continueremo a chiedere e ad esigere risposte. Ma c’è un caso che desidero segnalare, quello della cooperativa Tempi Nuovi, una realtà “storica” di Siracusa, nata pochi mesi dopo la promulgazione della Legge Basaglia che istituiva la chiusura dei manicomi. Con questa cooperativa hanno lavorato decine di persone affette da patologia psichiatrica, persone che si sono riabilitate, che sono riuscite ad utilizzare una quantità inferiore di psicofarmaci, che molto spesso non hanno più avuto ricoveri, che hanno vissuto una vita da cittadini e che sono anche andati in pensione dopo il lavoro con la cooperativa. L’unica cooperativa sociale di tipo B che in maniera continuativa, in provincia di Siracusa, ha introdotto al lavoro persone affette da tale problematica. Un valore e un bene per la città. Ma negli anni la cooperativa ha perso appalti e lavori, i soci lavoratori sono via via diminuiti e sono cominciati i guai economici. Alcuni di noi amici le sono stati sempre vicini ma ultimamente è accaduto qualcosa che di fatto crea le condizioni per una sua prossima chiusura. È stato sospeso l’appalto di pulizia e custodia dei bagni pubblici di Siracusa: il servizio, che già aveva avuto una proroga per 13 mesi, non poteva più averne. In più si è aggiunta la necessità di ristrutturare i bagni ormai in cattive condizioni. Alcune osservazioni sono d’obbligo. Come si fa a lasciare una città a vocazione turistica senza bagni pubblici in piena estate? Perché non si è provveduto per tempo ai lavori di manutenzione straordinaria? E se non era più possibile andare in proroga, perché non è stata predisposta mesi prima del 30 giugno la nuova gara di appalto? Non voglio utilizzare parole forti e frasi altisonanti contro l’Amministrazione Comunale. Non è nel mio costume. Ma non posso non esprimere tanta delusione per aver creato le condizioni perché Siracusa perdesse un altro suo pezzo di storia, perché otto persone, di cui sei affetti da disturbi psichiatrici, perdessero il lavoro. Non si può non constatare che in questa occasione la parola programmazione non è stata presa neanche in considerazione dal Comune di Siracusa. Abbiamo creato un piccolo gruppo “Salviamo la cooperativa Tempi Nuovi” e porteremo avanti alcune iniziative pubbliche. Spero che saremo in tanti a sostenere la cooperativa e a chiedere al Comune di provvedere immediatamente alla ristrutturazione dei bagni pubblici e alla gara di appalto per il nuovo affidamento”.

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