QUANDO CERTA POLITICA FA PIÙ DANNI DI UN VIRUS

Ai medici dispiace essere interpellati da persone di sicura e consolidata levatura culturale che chiedono pareri tecnici sulla pandemia. Persone che, altrimenti, avrebbero avuto idee chiarissime sui rischi e sugli sviluppi futuri, anche se non appartenenti al mondo scientifico e medico. In fondo basterebbe ascoltare i telegiornali per rendersi conto di come vadano le cose. C’è una pessima aria in questa caldissima estate in Italia. Il pentolone dei media cucina una sbobba puzzolente e rimesta nel torbido a tutto beneficio di una Italia che non ci piace più da tempo. Non c’è dubbio alcuno che tutto il mondo viva una condizione pericolosa di destabilizzazione. Non che le cose, prima, andassero bene ma una pandemia così importante e inarrestabile tiene molte nazioni sull’orlo di un baratro che non è eguale per tutti ma fa terrore lo stesso.

Con buona pace di alcuni deficienti, convinti di poter fare congetture personali in virologia, il Covid 19, virus serissimo seppur privo di cervello, sta debellando tutte le castronerie che erano state gettate sul tavolo. Intanto non teme l’estate e il caldo, colpisce anche i giovani e ci sorprende per la sua multiforme attività di contrasto alla vita delle sue vittime, capace com’è di usare le cellule altrui per perpetuare la sua specie. Un vero funambolo, capace di uccidere ma anche, soltanto, di usare un ospite per invaderne altri senza farsi notare e senza portar alcun disturbo. Ci potremmo scrivere un giallo. Se volessimo romanzare le sue gesta potremmo affermare che si tratta di un criminale imprevedibile per la nostra specie, abile a dissimularsi, velocissimo a far fuori le nostre tutele.

Ma ciò che più lascia perplessi, in questa difficile e dolorosa lotta per la nostra salvezza, è il fatto che il virus abbia trovato alleati umani degni di lui. Mi sembra inutile ricordare ai lettori come le tracotanti parole di sicurezza nelle interviste a Trump, Johnson, Bolsonaro siano state subito smentite da un numero paurosamente alto di morti quotidiane di cittadini innocenti. Se è vero che la politica nasce per il bene delle persone consorziate in una nazione, certi leaders di una destra ruvidamente insipiente sono stati il mezzo per insegnare a tutto il resto dell’umanità che non conta quello che noi pensiamo del pericolo quanto invece la prudenza e l’adeguarsi alle direttive della vera scienza. Quando la politica assume posizioni proprie su argomenti di salute pubblica delicati e di interesse mondiale, dimostra la propria dimensione mentale. Ci sono chiarissimi e autorevolissimi organismi mondiali che decidono con il metodo scientifico il da farsi. Chiunque dissenta può e deve intervenire argomentando nello stesso ambito scientifico, senza mai cercare consensi in altri contesti non qualificati. Non accade così e dispiace notare come solo e soltanto una parte politica stia giocando sulla salute di tutto il pianeta, cavalcando lo scontento di quelli che temono i danni economici della pandemia. Addirittura si nega il pericolo, ci si toglie la mascherina, si grida al complotto e, con la vigliaccheria tipica di chi sposa certe forme di delinquenza politica, si grida all’untore, indicando i più derelitti del pianeta come vettori dell’infezione.

È troppo, anche per il paese di Pulcinella. Notiamo, poi, che proprio il leader leghista dai mille travestimenti, reduce da uno dei più gravi e temibili focolai internazionali proprio nella sua regione, è quello che capeggia la rivolta contro le mascherine e il lockdown. Cosa mai può spingere un senatore a mettere a rischio un’intera nazione parlando alla pancia di un certo elettorato che si ritiene danneggiato dalle norme restrittive, senza capire nulla di epidemiologia? Non vogliamo essere malevoli ma ci sembra che parli a dei consimili più avvezzi all’evasione fiscale che alla cultura generale, più attenti all’uovo oggi che alla gallina domani. Propalando notizie false (i migranti che contagiano) si persegue una delinquenza politica volta alla strumentalizzazione elettorale, non tenendo in alcun conto la salute dei cittadini. In questa miserabile parvenza di destra populista si è sviluppata più l’abilità ad agitare masse, a loro volta semi-illetterate e desiderose di truffare ed essere truffate, che di progettare modelli di governo. Con l’aiuto di un sistema mediatico completamente privo di etica e prono nel mettere al centro della comunicazione questi personaggi, si confondono le menti già preoccupate di tutta la nazione. Al punto che molti dubitano dei provvedimenti presi per arginare il virus, attualmente insidiosissimo e che solo il lockdown ha messo in un angolo.

Certo non è il virus che pessimi profeti ritenevano mutato in maniera meno aggressiva o addirittura scomparso. È sempre lo stesso che riempiva le rianimazioni e privava di sepoltura le salme. E non è un virus che risente di qualche cura sperimentale, anzi è opportuno divulgare quello che a nessuno conviene far sapere: sono fallite tutte le cure sperimentali che qualche imbonitore, anche a Siracusa, spacciava per efficaci se usate precocemente. Continuano le sperimentazioni ma i farmaci che riempivano la bocca degli ottimisti hanno fallito miseramente, tranne nel fare la fortuna di chi li vendeva: vendite aumentate di quattromila volte!

I giochi sono aperti, i rischi sono sotto gli occhi di tutti: basta guardare i telegiornali per capire che che non vi è alcuna montatura e bisogna dire che l’attuale governo, dopo la confusione iniziale, ha iniziato a comportarsi in modo lodevole. Chiunque professi convinzioni diverse o suborni la fede pubblica, ipotizzando disegni politici volti a manipolare la pandemia, va associato alla levatura di quei tre leader mondiali di cui sopra. Si immagini quali tragedie ci aspetteranno quando l’immondizia politica e morale tornerà al potere. Meglio altri lockdown che le salme nei camion militari, ci sembra logico. Ebbene questo ignobile populismo è capace di incrementare entrambe le possibilità! Pur di acchiappare i voti dei gonzi si fa e si dice qualsiasi cosa.

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