Assemblee di cittadini per la democrazia a Siracusa

Durante il lungo periodo della chiusura, alcuni amici, spronati dall’associazione culturale Il Cerchio di Siracusa, si sono incontrati in videoconferenza per discutere della proposta di legge di costituzione di assemblee di cittadini scelti a sorteggio.
Dopo quest’incontro si è avuto a Siracusa un fiorire di iniziative e di contributi, alcuni indipendenti dalla nostra riunione, che hanno ripreso il tema del vuoto della democrazia partecipata.
In una seconda riunione si è quindi deciso di richiedere ufficialmente al Sindaco, con lettera inviata per posta elettronica certificata, di collaborare ad un’assemblea da tenere entro il corrente anno, per analizzare le varie proposte e comprendere meglio il valore del sorteggio.
Qualcuno ha preferito anticipare l’iniziativa elargendo il proprio parere sulla cosiddetta irenica ipotesi di una democrazia del sorteggio, altri hanno proposto assemblee costituite da sindacati, associazioni di categoria ed altro a cui pensano di essere più vicini, chi poi non possiede queste “vicinanze”, ha proposto assemblee di cittadini scelti tra le organizzazioni e associazioni culturali, oppure tra coloro che essendo stati “bocciati” alle elezioni potrebbero essere scelti a deliberare sol perché sono stati inseriti in liste elettorali, in cui poi non sono stati eletti.
Nessuno però ha approfondito l’idea che sta dietro alla proposta del sorteggio, immaginando che le proposte di “una democrazia a sorte” siano prive di competenze e colme di superficiali entusiasmi giovanili. La democrazia a sorte è un’idea che rievoca, forse solo nel nome, esperienze passate, ma è strettamente legata all’intreccio di complessità tra specialismi tecnici e ambito delle decisioni politiche. Tra i promotori vi sono fisici teorici esperti nell’utilizzo dei big data, ingegneri votati alla realizzazione di proposte politiche, filosofi della complessità e di tutti quei “saperi” moderni fondamentali per la gestione del potere di una società globale e complessa.

Qualche considerazione sui sistemi complessi, in sette passi
La nostra società globalizzata è sicuramente un sistema complesso e non complicato, cioè va trattato con un approccio sintetico e non analitico, va compreso nel suo insieme e non nelle sue singole parti, è come un organismo vivente e non un meccanismo inerte, così come un uomo è diverso dalla somma degli atomi che lo compongono.
Un Sistema complesso è composto contemporaneamente da:
* Molti elementi (economia, clima, politica e potere, ecc.)
* Moltissime connessioni (lineari e non lineari)
La pandemia dovuta al SARS-Cov2 è correlata all’organizzazioni della società particolarmente accentrata ove è più facile consumare e accumulare profitto, grandi megalopoli, veloci scambi di merci e persone, con aerei, metropolitane, treni e navi, tutto ciò che trasporta uomini suscettibili di malattia. La crescita, non lineare della malattia è correlata alla crescita non lineare della popolazione e all’idea di una crescita infinita della produzione e della ricchezza indipendente dalla futilità dei beni prodotti.

Inoltre
1. Un sistema complesso si auto-organizza.
È banale dietrologia pensare che ogni problema dipenda meccanicamente da qualcuno o qualcosa, e che dietro c’è sempre il guadagno di un gruppo di potere. Spesso l’evento scaturisce dal caso così come dal caso e dalla necessità è nata la vita.
2. Un sistema complesso è in perenne e precario equilibrio tra ordine e caos.
Moltissimi fenomeni fisici e biologici esistono in continuo equilibrio che può velocemente virare da una parte o dall’altra: il virus che improvvisamente passa da una specie (il pipistrello) all’altra fino ad arrivare all’uomo; oppure, ricordando “La leggenda del pianista sull’oceano” di Tornatore, .. –proprio in mezzo all’oceano cadde il quadro … stanno su per anni e poi senza che accada nulla, ma nulla ..framm, giù cadono.
3. Un sistema complesso interagisce strettamente con il suo ambiente (la parte è nel tutto e viceversa).
Le cellule staminali ne sono un esempio biologico. Racchiudono le informazioni di ogni possibile organo del corpo, pur essendo solamente una parte del corpo. Altro esempio è dato dagli ologrammi, foto che in ogni loro piccola parte racchiudono la foto intera (facendo a pezzi un ologramma ritroviamo in ogni pezzo l’intero fotogramma); oppure dai frattali che riproducono all’infinito l’oggetto che rappresentano (la lunghezza “al limite” di una curva frattale è infinita ed è superiore alla somma di tutte le lunghezze finite delle curve che la costituiscono, costruite ad ogni passo).
Nello stesso modo i problemi connessi al virus amplificano la somma di tutti i problemi della società globalizzata, e tutti i problemi della globalizzazione sono causa del virus che «può avere sul piano politico, economico e sociale un impatto più potente di qualsiasi azione terroristica», perché un virus è «più potente di qualsiasi attacco nel creare sconvolgimenti politici, sociali ed economici» (Direttore dell’O.M.S.).
4. Di un sistema complesso è impossibile prevedere con certezza quale sarà il suo stato futuro, per quanto si possa invece prevedere in linea generale quale sarà la sua struttura.
Per il virus, non sappiamo con certezza se ritornerà in autunno, sappiamo però che per situazioni simili è ritornato, possiamo e dobbiamo prepararci perché,
Questa epidemia è un test di solidarietà politica, finanziaria e scientifica. Dobbiamo riunirci per combattere un nemico comune che non rispetta i confini 
Le previsioni che nei sistemi, anche complicati, è probabilisticamente possibile prevedere, adesso, nei sistemi complessi «Tutto è possibile, ma, forse, niente si realizzerà. Ma, inversamente, […] tutto può essere. […] Forse è l’incommensurabile riserva dell’Essere, il serbatoio inesauribile delle forze non impiegate e che nessun sogno ci vieta, ci può vietare di veder impiegate domani.» (Andrè Neher, 1977).
L’assemblea dei cittadini scelti a sorte si rivolge a queste forze di cui fanno parte la massa dei Non Elettori, gli astensionisti che ormai hanno superato il 50% in tutti i paesi occidentalizzati).
5. In un sistema complesso sono le interazioni e le connessioni che permettono l’uscita dal labirinto e, nel caso della democrazia bloccata, la possibilità del cambiamento sub-ottimale.
La società globale è una rete composta da singoli individui. Ognuno di noi è un nodo sociale che può influenzare l’intera rete. Considerando tutte le connessioni tra gli individui, e quelle che si creano tra i popoli, nonché le connessioni con gli ecosistemi, il numero di possibili snodi è un numero superiore a quello degli atomi di miliardi di universi uguali a quello in cui viviamo. Ecco perché per cambiare occorre tentare una strada che ci permetta di raggiungere un risultato sub-ottimale.
L’ottimo non è possibile.
Avere decisori politici, che rappresentino la popolazione, che scelgano le soluzioni migliori, che abbiano le migliori competenze in tutti i settori della società, che siano motivati al bene comune, ecc.. è, probabilisticamente, di molto inferiore alla possibilità di trovare il numero di geni in grado di garantire ad un’alga la sua massima possibilità di adattamento 1/10300 . Dobbiamo ricercare il sub-ottimale.
6. In un sistema complesso non vige il principio di causa ed effetto, introdotto da Aristotile e fatto proprio da Kant. Oggi, nella società globale, il nostro modo di pensare deve accettare il disordine come necessario per la creazione. Dobbiamo accettare la contemporanea presenza di concetti inconciliabili (nei sistemi complessi non vale la regola del terzo escluso, se sopravvive il giaguaro, muore la gazzella e se sopravvive la gazzella muore il giaguaro.
7. – L’evoluzione in una società globalizzata e complessa è un misto di caso e necessità, è una co-evoluzione-.
Il sistema complesso richiede un approccio sintetico e non analitico, e deve essere compreso nel suo insieme (un uomo è un insieme di atomi e molecole, interagenti tra di loro, ma per capirne i comportamenti non studio gli atomi e le molecole)
* il cambiamento è discontinuo e non lineare
* l’evoluzione dipende dall’adattamento a questo cambiamento attraverso il caso e la necessità
* L’evoluzione dipende dagli individui, dalle popolazioni, dall’ambiente e dall’auto-organizzazione

In ultima analisi occorre elasticità mentale nell’accettare la novità e immaginare il futuro. La richiesta di conoscere meglio le varie proposte anche quelle relative all’introduzione del caso come elemento di promozione di partecipazione alla vita democratica della città, non possono essere preventivamente rigettate.

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