Era l’estate del 2020. La quarantena era finita. La città riprendeva pian piano i suoi spazi, i suoi ritmi, le sue attività

Era l’estate del 2020.

di Duccio da Santa Panagia

La quarantena era finita. La città riprendeva pian piano i suoi spazi, i suoi ritmi, le sue attività. La stagione turistica dava i primi segnali di risveglio e bisognava allestire il programma degli eventi.

Il Teatro Comunale ristrutturato riaperto inaugurato dotato di tutti i comfort con tanto di climatizzatori e di permesso dei pompieri ancora senza nome finalmente poteva presentare il  cartellone della stagione 2020/2033. Ma la Commissione si oppose: a causa del pericolo del Coronavirus niente spettacoli al chiuso, gli spettacoli si devono svolgere in luoghi aperti. Bisogna evitare possibili contagi!

Allora gli Organizzatori si riunirono, discussero e decisero che gli spettacoli estivi non potevano mancare e si sarebbero svolti nella fantastica location del Teatro Greco. Quale altro luogo all’aperto migliore al mondo? Tutti i turisti ma anche i cittadini ne sarebbero stati entusiasti! Ma pure qui la Commissione trovò da ridire: i posti a sedere non consentono il distanziamento, c’è rischio di assembramento, niente spettacoli al Teatro Greco!

Gli Organizzatori si riunirono di nuovo e dopo un primo momento di sconforto trovarono la soluzione: la Marina. Per la Commissione non c’erano problemi. Ma neanche il tempo di pubblicizzare che arriva la protesta dell’Associazione Ortigia Isola Nostra: Non si può. Quello è un luogo di relax, di riposo, di passeggiate al tramonto. Volete rovinare uno scenario unico al mondo? E poi noi residenti non potremmo più dormire. Non se ne parla, noi vi risiediamo e vogliamo sicurezza e tranquillità.

Di nuovo altra riunione degli Organizzatori e di nuovo altra location proposta. Stavolta il luogo scelto fu il Castello Maniace. La piazza d’Armi si presta benissimo agli spettacoli e i posti a sedere si possono distanziare o addirittura eliminare: sarà perfetta, bellissima. La Commissione anche in questo caso non ebbe nulla da obiettare ma ci fu una seconda levata di scudi da parte dell’Associazione Ortigia Isola Nostra: non è possibile!. Non si può violentare la sacralità del luogo con spettacoli di massa, è un monumento e merita rispetto. E poi, noi residenti non troveremmo parcheggio e ci troveremmo persone a pisciare sotto casa Non è possibile! Gli spettacoli fateveli a mare dove non disturbate nessuno.

Sconsolati gli Organizzatori dovettero riunirsi di nuovo: discussero e parlarono, esaminarono e vagliarono senza perdersi d’animo. Alla fine fecero una scelta difficile: E va bene: facciamo gli spettacoli al mare, al largo del Porto Grande negli anni precedenti si sono già tenuti concerti in barca. Possiamo riprovare. Non si vìola nessun monumento, non si disturbano i residenti, il pubblico potrebbe partecipare lo stesso con gommoni e barconi oppure dalle rive adiacenti. Sempre meglio di niente …

Insomma …

Era l’estate del 2020, c’era stato il Coronavirus ma si doveva pur svolgere un programma di intrattenimento per i turisti, e anche consentire agli imprenditori del settore spettacoli e poi all’indotto di riprendere a lavorare. Gli spettacoli non si poterono svolgere al Teatro Comunale, manco al Teatro Greco e nemmeno alla Marina né al Castello Maniace. Si svolsero a mare nello specchio del Porto Grande. Gli artisti si esibirono in una piattaforma galleggiante mentre il pubblico presenziò con barche, barchette, barconi, canotti e gommoni. In tanti pure sulle rive adiacenti. Ma successe l’inaspettato e l’imprevedibile: gli scarichi a mare di un canale abusivo avevano gravemente inquinato le acque. Le persone che erano entrate in contatto con le acque del porto contrassero una grave pericolosa e contagiosa malattia: un nuovo virus  sconosciuto che toglieva la parola faceva cadere i capelli e procurava una potentissima diarrea. Vi furono 3750 ricoverati in terapia intensiva, tutti gli ospedali della regione furono messi a disposizione. Punti di soccorso furono allestiti al Teatro Comunale, al Teatro Greco, alla Marina e anche al Castello Maniace. Tutti i gabinetti di Ortigia si intasarono, le fognature scoppiarono. L’accesso all’isola fu chiuso sia in entrata che in uscita. Ma ben presto la pandemia si diffuse pure alla Borgata, Neapolis e Acradina. Ben presto tutta la città fu invasa da … dalle conseguenze del virus. Solo alcune zone franche si salvarono. Si trattava di buona parte di Santa Panagia, Mazzarrona e Villaggio Miano.

(continua)

Duccio da Santa Panagia

 

 

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