La polemica in corso sul Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio è sfociata nella richiesta del professore Paolo Giansiracusa sottoscritta da 350 fra docenti, accademici, artisti e intellettuali vari siciliani, con cui si chiede al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e a quello degli Interni Luciana Lamorgese – per le rispettive competenze – di emanare un decreto di inamovibilità del dipinto, a causa delle sue precarie condizioni, in modo da bloccare eventuali prestiti e trasferimenti, e a tal fine attivare le iniziative necessarie alla musealizzazione dell’opera nella città di Siracusa. A sostegno dell’istanza è stata avviata pure una petizione online.
Insomma, una risposta decisa al progetto ideato da Vittorio Sgarbi di esporre il quadro in una mostra programmata al Mart di Rovereto, in cambio di un finanziamento di 350mila euro della Provincia di Trento per la messa in sicurezza dell’opera, in particolare la costruzione di una teca microclimatizzata. Alle prime contrarietà Sgarbi aveva reagito coi suoi toni abituali, anche nei confronti del Comune di Siracusa che del progetto era stato tenuto all’oscuro. La scorsa settimana c’è poi stato un tentativo di mediazione dell’assessore comunale alla Cultura Fabio Granata, il quale ha proposto che prima venga eseguito a Siracusa l’intervento di restauro, comunque di accertamento dello stato in cui versa l’opera; sia inoltre realizzata la teca protettiva e dopo effettuato il trasferimento per la mostra in Trentino. Come ulteriore contropartita, Siracusa avrebbe a sua volta in prestito delle opere di prestigio.
Assessore Granata e adesso che succede? Salta tutto il progetto?
Faccio una premessa. L’amministrazione comunale non ha competenza alcuna sull’eventuale prestito dell’inestimabile dipinto. Insieme al sindaco Italia abbiamo espresso una posizione di formale contrarietà al progetto, sia per la delicatezza dell’opera che per il vulnus all’offerta culturale della città. La mia successiva proposta supera questo vulnus e tende a ottenere la certezza del restauro e del clima box (la teca ndr) con il quale trasferire il Seppellimento alla chiesa del borgo Santa Lucia, recentemente ristrutturata, per favorire una rigenerazione culturale e turistica del quartiere della Borgata. Se quindi il restauro si farà a Siracusa e se gli istituti nazionale e regionale del restauro daranno l’assenso, il progetto andrà avanti. La città ne guadagnerà un’importantissima mostra sul ‘900 italiano con opere di De Chirico, Balla, Boccioni da ottobre ai primi di dicembre. Inoltre il quadro con bacheca climatizzata potrà a dicembre tornare al suo contesto naturale. Tutto qui.
Nel progetto di Sgarbi è ricomparsa la soluzione della teca per proteggere la tela da umidità, microorganismi e altre cause di deterioramento. Ha peraltro rinfacciato che lui ha trovato i soldi necessari, diversamente dalle istituzioni siciliane – rivolto in particolare a sindaco e Comune – che in 15 anni non ci sono riuscite. In un recente articolo su La Civetta ho scritto che nel maggio del 2006 l’architetto Guido Meli, allora direttore del Centro regionale per il restauro e la sovrintendente dei Beni culturali di Siracusa Mariella Muti, sostennero che era in corso di realizzazione proprio una teca di moderna tecnologia che avrebbe salvaguardato come si deve il capolavoro caravaggesco. E lo affermarono nel bel mezzo della diatriba innescata dalla decisione di riportare il quadro nella Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, osteggiata da alcuni storici dell’arte, scrittori e studiosi – anche allora ci fu un appello – preoccupati delle condizioni ambientali della chiesa: forte umidità e quant’altro era stato, nel corso dei secoli, responsabile del danneggiamento del quadro. Fatto sta che la teca annunciata da Meli e Muti non venne mai realizzata, senza dare alcuna spiegazione. E possibile sapere cosa fece sfumare il progetto?
Fui, e resto, tra i sostenitori della collocazione del Seppellimento lì dov’era stato commissionato dal Senato Cittadino nel 1608. Per questo il quadro, di ritorno da un’importantissima mostra milanese e dopo un accurato monitoraggio dell’Istituto Centrale del Restauro, fu ricollocato nel 2006 alla Borgata. Io riuscii a trovare l’impianto di illuminotecnica dalla Guzzini e l’allora soprintendente Muti e Guido Meli, valoroso responsabile del Centro Regionale per il Restauro, commissionarono un progetto per la teca. Mentre cercavano sponsorizzazioni per lo stessa, come hai ricordato si accese la polemica a seguito dell’appello promosso da Vincenzo Consolo, altri scrittori e studiosi. In più, qualcuno criticò la soluzione della teca sostenendo che avrebbe rovinato la visione dell’opera. Che comunque fu collocata come già detto alla Borgata. Senonché i privati che avevano assicurato la sponsorizzazione della teca fecero marcia indietro; almeno così mi è stato riferito. In una parola non se ne fece più nulla.
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Poco più di un anno prima, nel mese di marzo del 2005 al museo della Fondazione Mandralisca di Cefalù venne inaugurato il nuovo allestimento della sala del Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, collocato all’interno di una teca climatizzata dotata di dispositivo di umidificazione e deumidificazione, con mantenimento costante dell’umidità relativa al microambiente; illuminazione interna a fibre ottiche, ed altro creata dalla Goppion, azienda leader del settore. Un bel progetto finanziato dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali-Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro; ideato e realizzato da tecnici del Centro, partendo da una campagna di rilevamento microclimatico condotta nel 2003. Quindi quando eri ancora tu l’assessore ai Beni Culturali. Poi nel 2004 passasti al Turismo, e ai Beni Culturali subentrò Alessandro Pagano. Naturalmente parliamo di due opere diverse, e le dimensioni del Seppellimento di Santa Lucia sono davvero notevoli, tanto più se raffrontate con quelle del Ritratto d’uomo. Non si può però non notare anche una diversità di scelte e di progettualità rispetto a due opere importanti: una soluzione conservativa e un nuovo allestimento, a spese della Regione, per valorizzare l’Antonello da Messina del Mandralisca; nello stesso periodo per il Caravaggio di Siracusa – custodito da più di 20 anni in un altro museo regionale – approfittando si potrebbe dire della ristrutturazione della Galleria di Palazzo Bellomo lo si riportò nella Basilica del Sepolcro dove, a tutelarlo dal cattivo microclima della chiesa ed altri fattori negativi, avrebbe dovuto provvedere una teca da costruire con soldi di privati. Così era stato garantito ma così non fu.
Sì, per il Seppellimento doveva essere realizzata una teca analoga a quella dell’Antonello del Mandralisca ma ovviamente molto più impegnativa e costosa a causa delle dimensioni. Come ho detto prima non se ne fece nulla venendo meno i finanziamenti promessi dai privati. D’altra parte le somme che io riuscii a impiegare da assessore regionale, attraverso fondi comunitari, sono oramai uno sbiadito ricordo. Il risultato è che un progetto come quello di Sgarbi, a distanza di 14 anni, colma un vuoto della mano pubblica. Per questo ho proposto una strada vantaggiosa per la città e per l’opera. Vedremo come andrà a finire.
Nel 2009 Palazzo Bellomo venne riaperto dopo il lungo restauro. Ma la tela del Caravaggio, pochi mesi prima, dalla Basilica del Sepolcro (a sua volta oggetto di interventi di restauro) era stata trasferita nella chiesa di Santa Lucia alla Badia. Altra collocazione e condizione ambientale – a detta dei tecnici dello stesso Centro regionale per il restauro – non certo ottimali per il quadro. Viene da pensare a cosa poteva e potrebbe rappresentare un nuovo allestimento al Bellomo, coniugando conservazione e valorizzazione, e all’ulteriore capacità d’attrazione per un museo che custodisce l’Annunciazione, altro capolavoro di Antonello da Messina. Senza con ciò nulla togliere alla validità della “contestualizzazione” delle opere d’arte nei luoghi d’origine, sempre che le condizioni lo permettano. L’opera dell’eretico Michelangelo Merisi quale volano turistico del quartiere della Borgata l’abbiamo già sentito nel 2006, e anche tu hai ribadito che sei favorevole. Ma è proprio da scartare l’ipotesi del Bellomo?
Ero e resto assolutamente convinto dell’opportunità per la citta di “investire” sulla Borgata attraverso un’operazione culturale di grande respiro e sono certo che, con la collaborazione di tutti, il Seppellimento determinerà una rigenerazione importante e rapida di uno dei quartieri più belli e autentici della città. Penso a un dialogo con le Catacombe e con il Sepolcro e il suo prezioso bassorilievo di San Giovanni scolpito da Salvo Monica, e la smagliante statua di Santa Lucia Giacente, opera seicentesca di Gregorio Tedeschi: un nuovo tassello del nostro patrimonio culturale composito e prezioso e che attrarrà viaggiatori, turisti e cittadini. Una bellissima nuova pagina per la storia delle politiche culturali della nostra Siracusa.

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