Ricomincia con le provocazioni il quotidiano locale per eccellenza “La Sicilia” con questo titolo: Madeddu «E’ il frutto di un lavoro di squadra, i cui meriti vanno dati a tutti, a cominciare dal manager dell’Asp Ficarra». «Il presidente della Regione Musumeci e l’assessore alla Salute Razza sono i veri vincitori morali in Sicilia per come hanno gestito l’emergenza sanitaria».
Abbiamo provato a verificare queste belle notizie con i cittadini e gli operatori sanitari.
Pubblichiamo l’esperienza di una funzionaria che vuol rimanere anonima, ma non possiamo pubblicare le confidenze di un altro cittadino che ha dovuto cercare una raccomandazione per avere un tampone che non riusciva a prenotare, continuamente corbellato da un numero di emergenza che lo metteva un’ora in attesa e poi lo abbandonava senza risposta.
Non abbiamo potuto chiarire direttamente con il coronavirus il vero motivo per il quale sia stato latitante a Siracusa e così presto, in apparenza, si sia dileguato. È certo che, in un primo momento, questo figlio di pipistrello aveva deciso di dimostrare quanto valessero gli allenatori della squadra della sanità siracusana e ci ha fatto mettere le mani ai capelli quando si è diffusa la notizia che trenta operatori sanitari, medici e infermieri, del nostro valentissimo Nosocomio erano stati contagiati. L’Infermiere mascherato, subito dopo contagiato, il primario che vietava le mascherine al pronto soccorso, anch’esso contagiato e poi trasferito, la chiusura lunghissima di tre reparti chiave (medicina, stroke unit, geriatria), ispettori regionali mandati dall’assessore alla sanità, la sfiducia del Sindaco, diecimila firme per decapitare la sanità siracusana, Nas a sorpresa in ospedale e Azienda sanitaria, defenestrazione del direttore sanitario dell’ospedale e della dirigente del dipartimento di epidemiologia sono tutte cose che sono già svanite nella memoria dei vertici sanitari siracusani.
Rimane difficile valutare i risultati di questa vittoria quando si cerchi di chiamare il famigerato numero telefonico dedicato al Coronavirus 0931484980, o si scriva una mail a siracusacoronavirus@asp.sr.it che rimane qualche giorno senza risposta.
Proviamo a metterci nei panni di un cittadino costretto a fare i test sierologici per motivi di lavoro, che risulti positivo, che sia lasciato a sé stesso a reperire la possibilità di un tampone e che si trovi per due giorni appeso per ore ad un numero telefonico che non risponde.
A Siracusa non c’è mai stata emergenza coronavirus. I casi sono stati molto pochi.
L’unica emergenza che si è verificata, e continua ad essere così anche a bocce ferme, è quando hai bisogno della sanità pubblica.
Non si risponde al telefono, non si risponde alle pec, non c’è rispetto alcuno della sensibilità personale e delle esigenze emergenziali piccole piccole, anche se ingigantite da una atmosfera mediatica ferocemente incalzante. Figuriamoci cosa sarebbe accaduto a Siracusa in corso di una emergenza come quella lombarda!
Diremmo, con maggiore aderenza alla realtà, che, anche se a questa città il virus ha concesso una grazia temporanea, la sanità pubblica deve delle scuse ai siracusani.
Non sta bene prendersi i meriti del virus che ci ha risparmiato.
ASP Siracusa Coronavirus: la preghiamo di rimanere in attesa
Essendo soggetto fragile, e per di più non giovanissimo, costretto ad operare in presenza presso la Pubblica Amministrazione in frequente contatto con utenza di ogni età e in presenza per attività indifferibili, effettuo il test sierologico per scongiurare una presunta positività: so bene che esiste una percentuale di falsi positivi, sebbene inferiore al 10%, ma ripetere il test due volte e sapersi positiva alla presenza di IGM, anticorpi specifici che potrebbero essere o essere stati in lotta con il Covid 2, è come apprendere di avere vinto alla lotteria il più infausto dei premi.
Come suggeritomi dagli operatori del Centro dove effettuo il test, chiamo il mio medico di famiglia, sempre immediato nella risposta, e il numero dell’ASP Emergenza Coronavirus, la cui risposta contrariamente non solo non è immediata, ma assente. Pare io debba fare il tampone e, a parte la naturale preoccupazione per la mia salute, sono consapevole del fatto che si tratta di un problema di salute pubblica.
La mia domanda è: se c’è un numero di telefono dedicato, perché nessuno risponde? Perché lasciare in attesa gli utenti anche più di un’ora e poi non rispondere, o lasciare che squilli a vuoto, anche per più giorni?
Se è un numero di ‘Emergenza’, peraltro in una situazione oggi fortunatamente non di eccessiva pressione sanitaria per la nostra provincia, tenuto conto dell’esiguo numero di casi, perché non rispondere con immediatezza? E se fossimo davvero in regime di emergenza? I cittadini non hanno il diritto ad una risposta immediata, considerato lo stress psicologico e l’eventualità che si debba agire con urgenza? Si tratta di vite, eventuali malati, pazienti, cittadini e salute pubblica, non di numeri. Un sistema sanitario che funzioni veramente, anche e soprattutto nella gestione dell’emergenza, dovrebbe assicurare a tutti una risposta corretta e tempestiva, un numero dedicato sempre attivo in grado di dare risposte immediate: questo continua a non accadere, e sappiamo come soprattutto in passato e in piena emergenza COVID sia stato causa di gravi disfunzioni anche evitabili. E’ e resta sempre un nostro diritto capire perché continua ad esserci questa inaccettabile anomalia disfunzionale, chi sono i responsabili e che misure adottare perché non si verifichi più, rischiando di vanificare il lavoro ammirevole di tanti infermieri e tanti medici, in corsia e di base: non ci sono più scuse per la cattiva gestione della sanità pubblica in questa provincia, e come cittadini non dovremmo dimenticarlo.
F.to: un privato cittadino che rifiuta di continuare a rimanere in attesa

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