Secondo Tony Mazzarella, artista, fotografo, e anche custode di S. Lucia alla Badia da 11 anni – “Ero già qui quando il Caravaggio venne trasferito dalla Borgata. Era fine marzo del 2009” –, da subito, da allora, il flusso di visitatori per il Seppellimento di Santa Lucia è sempre stato costante, e importante. Una conferma quindi di quanto scritto da Carlo Castello, presidente guide turistiche Siracusa: “Il Seppellimento di Santa Lucia viene visitato annualmente da 500/700 mila persone, da considerare che la chiesa resta aperta solo 5 ore al giorno, tranne il lunedì. Questo significa che se si pagasse solo 1€ e si allungasse l’orario di apertura fino alle 23 in estate, e alle 20 in inverno, l’incasso supererebbe il milione di euro. Con questi soldi si potrebbero fare sia i lavori di restauro che la teca per tutelare e conservare il quadro. Grazie alla incompetenza e ignoranza delle più elementari regole di mercato di chi lo gestisce ciò non è possibile. Io denuncio questi signori e li invito a una discussione pubblica per spiegare alla cittadinanza perché la visita del Caravaggio non è a pagamento”.
La stessa domanda dell’assessore Fabio Granata: “Non ho mai capito come mai si disse no a un piccolo ticket che, con 3mila visitatori al giorno, avrebbe potuto garantire interventi all’opera, ma si è introdotto un biglietto per visitare la Cattedrale”.
E la possibilità di una raccolta fondi era stata suggerita anche dalla storica dell’arte Silvia Mazza nel 2017, dopo la famosa conferenza su Caravaggio al Bellomo.
“La solita carenza di fondi, pure invocata, la ritengo fuori discussione trattandosi di un capolavoro del Caravaggio. Siamo certi che si troverà uno sponsor o un mecenate, o ancora potrebbe attivarsi il primo crowdfunding in Sicilia, come è stato per esempio per il restauro della Nike di Samotracia del Louvre, o, più immediatamente, introdurre un biglietto per vedere il dipinto nell’attuale collocazione (attualmente la visita è gratis) indicando la precisa destinazione dei proventi, e proponendolo, magari, come una sorta di acquisto di “un’azione per il Caravaggio”, per cui i visitatori, ma anche gli stessi cittadini, sarebbero invitati ad accedere a una quota-parte del patrimonio sostenendolo pure così. La riappropriazione dei beni collettivi passa anche attraverso queste forme di protagonismo sociale” diceva. Ma sappiamo che non se ne è fatto nulla.
“Un biglietto da un euro o due – sostiene Mazzarella – per visite che, se non coprono l’intero anno, almeno un 290 giorni sì! Gli unici periodi in cui si riduce sensibilmente il numero dei visitatori è da fine ottobre ai primi di dicembre. Poi si riprende con la festa di santa Lucia e Natale; ancora una pausa fino a febbraio ma da marzo è un continuo. Non è vero che a ottobre non viene nessuno. A volte è un mese con un maggior numero di presenze persino rispetto a giugno anche perché è il periodo in cui le agenzie turistiche organizzano tour, come quello del 2017 per il presidente del Metropolitan Museum di New York, e in alcune occasioni abbiamo dovuto prolungare gli orari di apertura”.
Soldi a sufficienza per fare tantissimo, “soprattutto per dare più lavoro e anche per sistemare la pala del Guinaccia che non credo abbia subito danni ma certo sconta un “occultamento” che avrebbe dovuto durare solo pochi mesi. E invece… Con il geometra Gianfranco Buscetta avevamo pensato di spostarlo ma 500 chili hanno bisogno di un impegno “oneroso” e così lo abbiamo solo coperto. Ma da valorizzare ci sarebbe anche il quadro di Giuseppe Reati della seconda metà del XVII secolo (la Madonna dell’Itria e un miracolo di san Francesco di Paola) oggi in una posizione che non ne fa apprezzare il pregio. Per quanto poi riguarda le polemiche di questi giorni, mi limito ad osservare che davvero Sgarbi ha cambiato idea su tutto il fronte. Sia nel giugno 2011, in occasione della Biennale di Venezia con il Padiglione Italia qui a Siracusa, sia l’ultima volta in cui è tornato in città nel settembre 2016, a sorpresa, per la mostra “Con lo sguardo verso Caravaggio” di Mattia Preti, l’ultimo artista caravaggesco tra i più grandi pittori del Seicento – la mostra da luglio a settembre più visitata in Sicilia quell’estate, ricorda Mazzarella – non solo ha detto che la tela era in buono stato ma che pensarne lo spostamento in Borgata non era che “un atto di romanticismo”. E che il dipinto non stesse in cattive condizioni è stato anche il parere del critico e storico dell’arte Vincenzo De Luca che a Napoli ha seguito il restauro delle Sette Opere di Misericordia del Caravaggio. A suo giudizio l’intervento necessario avrebbe dovuto essere più che altro di ripulitura. Vedremo, a fine giugno, con l’arrivo degli esperti”.
E in effetti, in una intervista nel novembre 2016, alla domanda “Cosa ne pensa dell’idea di far tornare il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio nella sua collocazione originaria alla Borgata?” Vittorio Sgarbi rispondeva: “”Se si fa una valutazione di rigorosa testimonianza e di visita nel luogo dove era in origine, cosa che ha anche un suo fascino, potrebbe ritornare alla Borgata, ma se si pensa a una sistemazione più comoda e che porta turismo e può pure aumentarlo, la chiesa della Badia è la scelta più giusta, in considerazione dell’importanza dei monumenti che la affiancano, il tempio greco, il Vescovado. In ogni caso è una posizione controversa e sofistica e non credo che verrà risolta facilmente”.
Ma si dice che è delle persone intelligenti cambiare idea …
A noi poi resta un dubbio sul numero reale dei visitatori del dipinto, impossibile da definire con certezza dato appunto il libero ingresso alla Chiesa dove esso è conservato: tremila al giorno ci sembrano eccessivi. Abbiamo provato a fare una comparazione con quanti nel 2017 e nel 2018 hanno visitato, a pagamento, l’Artemision, il tempio ionico di via Minerva, gestito allora dalla Erga, a un passo dal capolavoro caravaggesco. Chi si è recato all’Artemision molto probabilmente ha visitato anche il Caravaggio e certo possiamo pensare che a questi siano da aggiungere anche altri turisti, in buon numero volendo.
Ma se la media annuale per l’Artemision è pari a circa tremila ingressi al mese, non al giorno, sembra difficile pensare che lo scarto con il Caravaggio sia così ampio. Sarebbe interessante saperlo con certezza.
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