S.L.Ficarra: “Sono stato nominato principalmente per il nuovo ospedale. Se debbo fare un passo indietro ovviamente ne tragga le conseguenze”

 

Hanno sconcertato le parole del Direttore Generale dell’Asp di Siracusa Ficarra in merito alla costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Nella intervista del 21 aprile scorso, alla giornalista Laura Valvo de La Sicilia che gli chiedeva se pensasse di fare un passo indietro a fronte delle critiche ricevute da mezza città, e non solo, ha infatti così ha risposto: “Sono stato nominato principalmente per il nuovo ospedale. Se debbo fare un passo indietro ovviamente ne tragga le conseguenze”. Si spieghi meglio, lo ha incalzato la giornalista. E lui: “Le ho detto più di quello che dovevo dire.”

Cosa avrà voluto dire?

“L’urgenza ben più drammatica delle vicende sanitarie di queste settimane – ha commentato per noi l’ingegnere Roberto De Benedictis -, le numerose criticità e défaillance dell’organizzazione da lui presieduta (e sottolineiamo dell’organizzazione, non certo dell’impegno né del valore di medici ed infermieri), nonché lo sconcerto suscitato nell’opinione pubblica cittadina e nazionale dall’atteggiamento di questa persona, hanno evidentemente fatto passare in secondo piano la gravità di queste affermazioni. Si tratta certamente di risposte sibilline e inquietanti, di cui bisognerebbe chiedere conto e avere chiare spiegazioni, se sapessimo confidare nella statura istituzionale di chi le ha pronunciate. Di quale conseguenze sta parlando il dottor Ficarra? E’ mai possibile che abbia voluto lasciare intendere che se facesse “un passo indietro” la nostra popolazione vedrebbe compromesso il suo diritto ad una struttura fondamentale per la sua salute?

E perché un’opera pubblica, da farsi con soldi pubblici, con una procedura pubblica ed affidata ad un ufficio pubblico, dovrebbe dipendere dalla sua speciale persona? Se non è un mitomane o un demiurgo, chi è il dottor Ficarra per ritenere che la realizzazione di un’opera pubblica da 150 milioni di euro si potrebbe fare solo se lui ci fosse? Domande che vorrei rivolgergli – ha continuato De Benedictis -. Gli chiederei ancora soprattutto: perché dottor Ficarra ha precisato di avere detto “più di quello che doveva dire”? Che segreti non può svelare il dirigente di una amministrazione pubblica che opera nell’interesse pubblico?”

Domande legittime che rappresentano il sentire di molti cittadini a giudicare dai commenti sui social seguiti a quest’intervista e ad altre che hanno provocato anche la reazione del geometra Salvo Scarso che ha inviato in redazione una sua lunga memoria riportata, senza nostri commenti, nei passaggi principali e … “pubblicabili”.

“Appena finito di vedere la sconcertante intervista al D.G. dell’ASP di Siracusa Dott. Ficarra… che ha delle responsabilità dirette e indirette sulla salute di miei concittadini, non posso fare a meno di scrivere questa memoria/denuncia per mettere sotto i riflettori fatti abbastanza gravi e poco chiari alla stra-maggioranza dei Siracusani. L’Ospedale Umberto I di Siracusa, edificato nel lontano 1956, fu poi ampliato negli anni 70/80 con una struttura più moderna e con un’altra più preesistente e adattata posta dietro le prime due. Ovvio che tutt’e tre le strutture non hanno nessun principio (organizzativo) né nel tempo sono state adeguate agli standard delle discipline e criteri di sicurezza moderni … rimanendo alla preistoria sanitaria.

Ancora peggio le divisioni sono allocate senza logica, basti pensare che nella struttura separata posta sul lato nord del nosocomio, al piano terra, oltre alle catacombe sul quale fu edificato il complesso, è posta la sezione dell’AVIS, al primo piano la sezione della Pediatria e, sentite sentite, al piano secondo la sezione Malattie Infettive. I tre piani non hanno alcuna separazione che possa intendersi quale separazione di percorsi sanitari, l’unica separazione è quella antincendio che non è assolutamente in conformità alle norme tecniche né passate né attuali.

Da circa 30 anni si parla di realizzare un nuovo Ospedale.

Nei due piani regolatori della città, dalla fine degli anni 70 fino ad oggi, venne individuata e destinata con apposita zonizzazione un’area adiacente al vecchio ospedale psichiatrico nella zona nord della città di futura espansione. Trent’anni fa poteva sembrare periferica e adeguata, ma già nel 2012 era area fortemente urbanizzata e priva di qualsiasi caratteristica per insediarvi un ospedale moderno, dinamico e polivalente che tenesse conto dei due gravi pericoli (e ahimè oggi anche di un terzo, il Covid-19) a cui poteva e doveva fare fronte la struttura, ovvero una crisi di emergenza industriale, data la vicinanza del più grosso polo industriale d’Italia, e dei possibili sismi considerata la nostra area ad altissimo rischio.

Perché dico 2012? Nell’agosto del 2007 viene approvato l’ultimo PRG della città, ancora vigente, nel quale viene reiterato il vincolo sempre nell’area di sempre per l’insediamento del nuovo ospedale, dando all’ASP il diritto di esproprio con la finalità di pubblica utilità.

Tale diritto può esercitarsi solo entro cinque anni dall’approvazione del PRG … e infatti nell’imminenza della scadenza (metà di settembre 2012), l’ASP allora diretta dal dottor Franco Maniscalco, affidò a me, nella qualità di libero stimato professionista iscritto all’albo dei Geometri della Provincia di Siracusa da ben 42 anni, l’incarico di provvedere a tutte le procedure relative. Già nella mia prima relazione feci subito notare che l’area in questione poco si addiceva all’insediamento di un Ospedale interprovinciale per tanti motivi ampiamente documentati e che il valore di esproprio liquidato agli stessi proprietari delle aree limitrofe per la realizzazione delle strade di prg erano state valutate con sentenza del CGA della Regione Sicilia in circa 120 euro mq senza che il comune di Siracusa si sia mai opposto a questa scandalosa liquidazione.

L’area da espropriare era di circa 125.000 mq per cui l’ASP senza il mio contributo e la diligenza del dottor Mario Zappia, intanto subentrato a Maniscalco, oggi per allora si sarebbe indebitata per una somma di 15milioni di euro e per un’area non idonea come confermato nel settembre 2019 dal prof. arch. Giuseppe Pellitteri dell’Università di Palermo incaricato con il mio stesso mandato sebbene il dottor Zappia avesse manifestato l’intenzione di incaricare sempre me per individuare un’area idonea alternativa, zona che in fiducia, senza chiedere la formalizzazione dell’incarico, secondo un criterio avanzato di strategia e di pianificazione sul territorio non poteva che attestarsi sullo svincolo autostradale più importante della città, Siracusa Sud.

La cosa evidentemente non piacque a qualcuno poiché di lì a poco il dottor Zappia fu trasferito e tutto tacque fino all’anno scorso in cui si scatenò di nuovo la bagarre per la realizzazione del nuovo Ospedale, prima dato in pasto stranamente alla politica locale, priva delle giuste competenze per decidere, a mio avviso per prendere tempo. Poi con Ficarra, scavalcandomi e senza liquidazione della mia parcella, ecco la nomina di Pellitteri in realtà poco conoscitore dei luoghi come i fatti hanno dimostrato. Tutto questo è stato oggetto di una mia lagnanza in assessorato: il capo di gabinetto architetto Berlingheri, avendo compreso le mie ragioni, ha investito della questione l’assessore Razza e il Presidente Musumeci che hanno inoltrato il tutto agli uffici regionali di competenza, all’ASP di Siracusa e naturalmente a me per conoscenza.

A tutt’oggi il Dott. Ficarra non si è mai degnato di sentirmi e ha portato avanti l’organizzazione per la realizzazione del nuovo ospedale a modo suo organizzando, dopo le due delibere relative al recepimento delle aree indicate dal Prof. Pellitteri e della nomina del RUP, un concorso internazionale di IDEE per il nuovo Ospedale con scadenza per la presentazione dei progetti entro il 22 Maggio corrente ed espletamento del bando entri il 31/12/2020 spendendo circa 250mila euro per tale operazione. Al di là del fatto che si poteva, senza bisogno di Corona Virus, proporre un Project Financing e iniziare i lavori a maggio, oggi più che mai, vista la necessità dell’immediata realizzazione dell’opera per i motivi a tutti purtroppo noti, faccio notare che essendo tutti gli studi professionali in Italia chiusi per il lookdown potrebbe trovarsi avvantaggiati solo gli studi esteri. Pertanto sarebbe opportuno ritirare il bando, risparmiare tali somme e cerare in questo momento di grande ed assoluta solidarietà un progetto confacente alle caratteristiche di un DEA di 2° livello di circa 420 posti magari donato da chi già lo ha realizzato o da realizzare con i giusti compensi ed investendo gli organi professionali della provincia di Siracusa in nome della stessa solidarietà per dare un vero e sostanziale contributo alla realizzazione del tanto atteso nosocomio. C’è tanto altro ancora da dire ma molte volte è meglio tacere perché è più facile capire che dire”

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