I Diari della Quarantena. Selene

 

Una luna appesa

vicaria di pochi edifici

Una luna accesa

pone la sua ruvida luce

sopra una serpe

che si morde la coda

in attesa che esploda

 

Chiedilo a lei

Direttrice d’orchestra muta

Si posa sulla ginestra

su un filo di sale, nuota

Il sommozzatore di sete

ad occhio nudo

nemmeno la nota

 

Chiedilo a lei Selene

dietro la pioggia

A lei che la svuota

e si poggia

su terra ruvida e roccia

Lei non si stanca

Non ha bisogno di uomo

per fare da torcia

 

Terra caleidoscopio

pare essersi fermata

Invasa da un silenzio

Che ha un rumore di fondo

piuttosto profondo

Di una luna che sola

Si poggia sul giorno

 

Il corriere non è tornato

non è con dio,

ma su un ponte in Liguria

In una stanza bianca grida e

tortura

Di nuovo nel Mediterraneo

Amir è morto affogato

 

Chiedilo a lei,

che non illumina i corpi

Il buio quant’è costato

Che suoni ascoltare

di cosa guarire

E quando sei nato

che cosa mutare

di cosa morire

di cosa esser grato

Da leggere

I Diari della Quarantena. Tutti come in uno sceneggiato tv di cui si aspetta l’ultima puntata, di cui non si conosce la fine

  In questi giorni guardo tantissima televisione. Nessuna particolare selezione di film o serie. Guardo …

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