Giorno 17 La memoria
Ci deve essere un modo per evitare di ricevere foto e messaggi non desiderati. Quanti buon giorno, buona domenica e ce la faremo, quante pizze, forme di pane e crostate, quanti video dell’infermiera di Voghera o del sindaco di Vigata, quante foto con le statistiche e il numero dei morti o dei guariti. Al mattino mi sveglio apro il telefono e già ne trovo una ventina. E poi per tutto il giorno in continuazione fino a quando vado a letto. Svuoto la memoria almeno 2 o 3 volte al giorno. Ma è comunque un lavoro impegnativo: prendere il cellulare scorrere tutti i video, meme, foto, schede, avvisi, annunci, vignette e messaggi accumulati in tante chat di gruppo che diventano ogni giorno sempre più noiose e stressanti. Tempo, fatica e ingegno sprecato da parte dei miei contatti che non arrivano ad immaginare che i loro pensieri siffatti potrebbero essere inutili o sgraditi; risaputi e ridondanti; banali e spesso falsi. Al bisogno di silenzio, di misura, di moderazione si sovrappone un compulsivo bisogno di inviare buon lunedì, il caffè è uscito, ho fatto la pizza, il mio gatto è felice e fratelli d’Italia. Io ne apro pochissimi, forse meno del 10%, solo quelli originali o personali che sanno di vero, che non hanno il carattere delle catene o delle condivisioni di massa e di provenienza anonima. Sorry.

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