“Per uscire dalle infinite pastoie burocratiche, vogliamo adottare il modello Genova sul ponte Morandi”
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale, avv. Andrea Annunziata, ha ripreso il suo posto dopo la sospensione determinata da un provvedimento dell’autorità giudiziaria relativa a un presunto reato di peculato circa l’uso dei fondi utilizzati per una missione istituzionale a Miami (USA) svolta per promuovere il porto di Catania nel settore croceristico. L’inchiesta relativa è tuttora in corso ed aspetta di essere definita. In attesa di conoscerne gli esiti abbiamo incontrato il Presidente per fare un piccolo bilancio di quanto fatto finora e di quello che bolle in pentola, tenuto conto che il suo mandato durerà ancora per oltre un anno. Al fine di essere esaustivi il più possibile abbiamo rivolto le seguenti 18 domande a cui l’Avv. Annunziata ha risposto come segue:
Il commissario che l’ha preceduta ha dichiarato, nel suo saluto di commiato, di avere sbloccato le procedure per i concorsi. Perché erano bloccati? Quando si espleteranno le procedure?
Le procedure concorsuali erano state sospese in attesa che si potessero ratificare, a firma del Presidente, i documenti già deliberati dal Comitato di Gestione. L’Iter procedurale, quindi, si è concluso con la convocazione del Comitato di Gestione lo scorso 19 febbraio.
L’AdSP ha (nel Progetto III VIP: 3270 Porto commerciale di Augusta SR, terza fase realizzazione banchine containers, progetto unificato di primo e secondo stralcio Verifica Assoggettabilità a VIA (ex art. 20 del D. Lgs 152/06) proposto di impegnare due milioni con la Regione quali somme di compensazione per i suddetti lavori da attuare nel pSIC saline di Augusta e nell’area della foce del Mulinello. E’ stato fatto qualcosa?
Nell’ambito del progetto di realizzazione del Terminal Containers di Augusta, è prevista una prescrizione emanata dal Ministero dell’Ambiente circa la predisposizione di un progetto di riqualificazione e compensazione ambientale. Questa Autorità, una volta definite le questioni propedeutiche all’avvio dei lavori, predisporrà il progetto in questione e provvederà a realizzarlo, una volta acquisiti i necessari pareri.
Tempo fa si discusse in ordine alla necessità di rettificare i limiti delle aree di competenza dell’ASDP a sud verso Targia, a nord verso il Faro Santa Croce. Si è ottenuto?
Nel mese di dicembre 2019 l’Ente ha predisposto la documentazione tecnica per la rideterminazione dei confini di circoscrizione dell’AdSP. Nel mese di gennaio 2020 è stata presentata istanza presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la ridefinizione dei confini chiedendo l’ampliamento ad est, fino a Faro Santa Croce, e a Sud, fino alla Penisola Magnisi. Si è in attesa di riscontro da parte del MIT per l’avvio della procedura di rideterminazione dei confini di circoscrizione.
La barriera frangiflutti intorno al castello di Augusta è ormai obsoleta e poco efficace. Non pensa si possano utilizzare le imprese che dovrebbero occuparsi della rifioritura della diga foranea per rafforzarla?
Le norme vigenti sugli appalti, relativamente alla progettazione di infrastrutture d’interesse pubblico impongono rigide e non modificabili procedure, che riconducono alla realizzazione delle opere a precise destinazioni funzionali del bene oggetto d’intervento, in ogni caso, collegate all’economia dei trasporti marittimi. Premesso quanto sopra, nel caso in specie, viene meno la condizione essenziale per poter intraprendere qualsivoglia iniziativa, in ragione del fatto che il Castello Svevo non rientra ad oggi nella circoscrizione territoriale dell’Adsp del Mare di Sicilia Orientale. Occorrerebbe, quindi rivolgere il quesito agli Enti competenti (Regione Sicilia), affinché procedessero con la predisposizione di apposito specifico progetto da avviare a finanziamento. In ogni caso siamo pronti a dare il nostro concreto contributo.
Lei ha sottoscritto con il Comune un protocollo in cui si prevedeva la realizzazione di un pozzo per fornire l’acqua al comune oltre che alle banchine. Ci sono novità?
In esito alla convenzione sottoscritta con il Comune per il pozzo, questa Autorità ha predisposto tutti gli atti di competenza, incluso la relazione specialistica per l’individuazione della località ove procedere all’esecuzione del nuovo pozzo. I passi successivi sono la realizzazione del progetto del pozzo e l’esecuzione dei lavori, su cui sta lavorando il Comune di Augusta, cui spetta per legge la discendente competenza.
A che punto siamo con il deposito GNL, conclusa la procedura della manifestazione di interesse? Quale soluzione è stata proposta a tutela della sicurezza delle popolazioni?
Sul GNL occorre precisare che l’Amministrazione ha avviato una procedura pubblica per l’individuazione del soggetto in possesso dei requisiti di legge in grado di realizzare la soluzione più idonea per garantire la sicurezza delle strutture e della popolazione. Nel contempo l’Autorità sta procedendo, nell’ambito della redazione del nuovo Piano Regolatore del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, all’individuazione della funzione relativa al GNL nel porto di Augusta.
Tempo fa lei accennò alla volontà dell’AdSP di intervenire sul San Domenico per farne la sede dell’autorità. Cosa si è concretizzato? E per l’elettrificazione delle banchine?
L’Adsp in merito al quesito ha predisposto una prima valutazione economica (stima) sul costo dell’eventuale ristrutturazione. L’interesse dell’Adsp potrebbe, nel caso di specie, essere ricondotto ad una riorganizzazione degli Uffici dell’Autorità, anche alla luce del riordino del Porto Commerciale (in corso di predisposizione nell’ambito del nuovo PRP). Il Convento San Domenico ristrutturato consentirebbe la giusta collocazione alla sede legale dell’Adsp del Mare di Sicilia Orientale, restituendo un bene di rilevanza storica alla Cittadinanza.
Dal 1° gennaio 2020 sono entrati in vigore i limiti di tenore di zolfo nei combustibili marittimi, come ha deciso l’IMO. Le navi potranno usare combustibile con massimo 3,5% m/m di zolfo e questo limite sarà abbassato allo 0,5. Come si procede da noi per i controlli? Quali sono i dati reali sulle emissioni?
Si tratta del rispetto di quanto sancito dalla Convenzione Marpol Annex VI Regola 14 emendata MEPC.305(73) il 26.10.2018, discendente da una circolare IMO. Il rispetto delle indicazioni contenute nella citata Convenzione rientrano nelle competenze dell’Autorità Marittima, nello specifico attraverso i propri Ispettori Port State Control nelle ordinarie attività di controllo sul naviglio internazionale.
Quali iniziative sono state poste in essere per il controllo dell’inquinamento atmosferico determinato dal movimento delle navi?
L’Autorità di Sistema non ha una competenza specifica sul controllo dell’inquinamento atmosferico delle navi; ciononostante ha in corso delle attività di monitoraggio dell’aria, acqua e rumore eseguite nel contesto dei lavori in esecuzione per il rifiorimento della mantellata della diga foranea del Porto, sulla scorta di piani di monitoraggio preventivamente concordati con ARPA. Inoltre, risulta in fase di definizione il Documento di Pianificazione Energetica ed Ambientale dell’Ente in tema di emissioni. Mentre nelle aree urbane i veicoli elettrici o a idrogeno rappresentano una valida alternativa già in parte in uso, nel trasporto stradale e marittimo l’attenzione va al Gas Naturale Liquefatto: una soluzione di transizione che, pur non centrando pienamente gli obiettivi entro il 2050, costituisce l’unica opzione realistica per i prossimi 15-20 anni e pertanto, in stretta cooperazione col ministero dell’ambiente e di tutti gli organi tutori, lavoreremo per trovare una soluzione innovativa che dia tutte le garanzie alle popolazioni residenti.
Avete revocato il bando per i nuovi piazzali poiché si è scoperto che le aree oggetto dell’intervento erano vincolate paesaggisticamente. Come è potuto accadere che l’Adsp non fosse a conoscenza dei vincoli ed abbia perso tempo e denaro inutilmente?
Le opere di ampliamento piazzali attrezzati rientrano in un progetto complessivo di sviluppo infrastrutturale in linea con le attuali previsioni urbanistiche portuali e con gli strumenti di pianificazione e programmazione nazionali. Il bando relativo al primo e secondo stralcio unificati del progetto ampliamento piazzali è stato revocato in autotutela con Delibera del Commissario p.t. n. 11/20 del 30/01/2020 per le sopravvenute modifiche all’assetto ambientale del contesto indipendenti da questa Adsp.
Lei aveva affermato che questi piazzali fossero fondamentali per lo sviluppo del porto al fine di poter sviluppare commerci nel settore agroalimentare che abbisogna di ampi spazi e capannoni per poter assicurare la continuità nella catena del freddo. Come si interverrà adesso in questo settore in assenza di ulteriori spazi?
E’ già in corso una rielaborazione progettuale dell’intero spazio retroportuale che ricomprenda l’ampliamento piazzale e la realizzazione della ferrovia, oltre ad una serie di autorizzazioni divenute inefficaci per scadenza dei relativi termini.
RFI ha assunto impegni concreti nella recente riunione svolta a Roma?
L’Adsp ha in corso di ratifica un accordo di collaborazione che consentirà lo sviluppo di un’analisi di perfettibilità su varie soluzioni progettuali al fine di individuare il percorso della bretella di collegamento ultimo miglio più idoneo a salvaguardare gli interessi commerciali ed ambientali del porto e del territorio.
Le gru fanno ancora bella mostra di sè sulle banchine. Lei aveva detto che sarebbero state smontate perché inidonee con procedura di richiesta danni alla società che le aveva costruite. Perché sono ancora li e a che punto siamo con la richiesta danni?
Un errore di valutazione da parte dell’ex responsabile della procedura ne ha determinato un certo rallentamento. Per recuperare il tempo perso è stato individuato, a seguito di gara pubblica, il tecnico che predisporrà entro 60 giorni il progetto di smontaggio delle gru. Occorre precisare che ancora oggi gli obblighi di messa in sicurezza delle gru competono all’appaltatore inadempiente “Consorzio Valori”. La controversia giudiziaria, ad oggi intentata presso il Tribunale di Siracusa, non ha ancora determinato l’assoluta responsabilità. Posta, però, l’inerzia e l’inadempienza dell’appaltatore ed il pericolo che le gru potrebbero rappresentare per la navigazione, l’Autorità si sostituirà a quest’ultimo, quando saranno ultimate le procedure previste dalle norme vigenti, in danno del medesimo, verso il quale verranno ripetute le spese sostenute.
Analogo discorso per il naviglio abbandonato in secca. Bisognava eliminarlo ma non è successo nulla. Non le sembra che tutto resti immobile nel nostro porto?
Con riguardo alla problematica dei relitti all’interno della rada di Augusta sono state attivate le operazioni di monitoraggio sullo status giuridico delle navi abbandonate e sono in corso delle interlocuzioni con il Ministero dell’Ambiente e con la Marina Militare al fine di avviare le attività di monitoraggio e dismissione degli stessi nel più breve tempo possibile. Da verifiche effettuate dal personale di questo Ente non risulta presente naviglio abbandonato presso i Forti Garcia e Vittoria.
In tutte le città con un porto si è realizzata una integrazione tra spazi portuali e spazi della città. Ad Augusta si continua a vivere in spazi separati e con scarse informazioni sull’evoluzione dei suoi traffici.
Nel documento di pianificazione strategica di sistema sono state evidenziate le aree con vocazione “prettamente urbana” per le quali la legge 84/94, come novellata, prevede una pianificazione da parte del Comune. Per quanto concerne le informazioni sui traffici sono pubbliche e possono essere consultate sul sito istituzionale di questo Ente all’indirizzo www.adspmaresiciliaorientale.it.
Nel Piano Promozionale 2020 sono state destinate delle risorse economiche per lo sviluppo di misure di integrazione sociale dei Porti con i contesti cittadini e la cittadinanza.
Cosa pensa di fare per ricongiungere queste due realtà? Non pensa sia opportuna una attività di informazione costante che renda più partecipi i cittadini della vita del loro porto?
Come già detto in precedenza il documento formalmente più idoneo alla progettazione di spazi ad uso integrato tra Porto e città è proprio il DPSS in corso di redazione e sul quale a breve il Comune verrà chiamato ad esprimere le proprie considerazioni.
Sul forte Vittoria sono stati spesi milioni per restaurarlo e renderlo agibile. Cosa si aspetta per renderlo fruibile alle popolazioni e mettere a frutto quell’investimento?
Sono beni tutelati dalla Sovraintendenza, quindi ogni intervento, qualora consentito, deve essere sviluppato sotto il coordinamento dei soggetti competenti (si tratta di opere museali) che mantengano un legame funzionale con le competenze di questa Adsp. Il forte Vittoria è nella disponibilità a titolo gratuito delle Autorità Pubbliche che ne facciano richiesta per finalità istituzionali e divulgative. La Soprintendenza ai BB.CC.AA. ha restaurato il Forte Vittoria secondo un progetto finalizzato ad utilizzare l’immobile quale centro studi / centro di ricerca. Questo Ente, negli anni, si è adoperato per individuare un soggetto disponibile a prendere in concessione l’immobile vincolato senza esito positivo. Hanno influito ed influiscono probabilmente, in maniera preponderante, sulla possibilità di utilizzo della struttura storica da parte di un Ente di ricerca, le problematiche connesse alla gestione degli spostamenti e dei relativi costi, da e per il Forte, ed ai costi di gestione della stessa. Nelle more di acquisire la disponibilità di un soggetto ad acquisire in concessione l’immobile, è stata, comunque, garantita la possibilità di accedere alla struttura e, con la collaborazione di diverse Associazioni culturali locali, il Forte Vittoria è stato visitato, negli ultimi anni, da migliaia di persone e si sono tenute diverse iniziative culturali ed eventi. Inoltre, il concessionario TERNA, presente al Porto di Augusta, ha donato all’Ente il progetto, attraverso un cavo sottomarino, dell’elettrificazione del Forte Vittoria, oggi alimentato con un gruppo elettrogeno. Con ciò avremo meno spese e maggiore tutela dell’ambiente.
Siamo ormai ad oltre tre quarti del mandato. Cosa può dire di avere realizzato in questi anni di concreto?
Brevemente e non in maniera esaustiva: Da premettere e senza entrare nei dettagli che, per diversi motivi, interni ed esterni, non abbiamo avuto la possibilità di realizzare in maniera più veloce (come sono abituato a fare) quanto programmato fin dall’inizio del mio incarico.
- sono state riavviate le procedure per la Pianificazione Portuale con la predisposizione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema alla luce dell’unificazione dei Porti di Augusta e Catania sotto un unico Ente di gestione;
- hanno avuto inizio i lavori di rifiorimento della mantellata della diga foranea del porto di Augusta (euro 12 milioni);
- è stato definito il progetto esecutivo ed è stato reperito il relativo finanziamento per la realizzazione del completamento del rifiorimento del secondo stralcio delle dighe di Augusta (euro 56 milioni);
- è stato avviato il progetto esecutivo per il rifiorimento della mantellata della diga foranea del porto di Catania (euro 49 milioni);
- sono in corso di esecuzione i lavori di recupero del sedime portuale (ai fini della sicurezza) di Catania (euro 3,5 milioni);
- è in stata stipulata una convenzione di collaborazione scientifica con l’Università di Catania per la redazione del Documento di Pianificazione Energetica ed Ambientale;
- è stata avviata la procedura per l’individuazione, a seguito di un’indagine di mercato pubblica, del soggetto idoneo alla realizzazione dell’impianto per lo stoccaggio in sicurezza del GNL;
- È stato incrementato il traffico croceristico nella percentuale di 110% per numero di passeggeri e nella percentuale del 75% per numero di navi; sono state riportate a Catania le principali compagnie di navigazione che solcano in mari di tutto il mondo (valutazione dal 2017 alla fine del 2019);
- è stato ultimato il progetto definitivo per la realizzazione per il consolidamento delle banchine del porto nuovo di Catania (euro 16 milioni);
- è stato coordinata tutta l’attività di creazione delle ZES della Sicilia orientale che fanno capo all’Asdp del mare di Sicilia Orientale.
- E’ stata contrattualizzata la ripresa dei lavori per la realizzazione del nuovo terminal Porto di Augusta.
- Un particolare e complesso lavoro per completare la pianta organica con quaranta nuovi posti di lavoro.
In definitiva abbiamo cercato di recuperare un gap storico presente in tutte le realtà del Sud. Non si va lontano con poco personale e mancanza di infrastrutture: le poche esistenti sono obsolete e non rispondono alle esigenze dei mercati e che ci richiedono i grandi armatori. Siamo di fronte ad importanti e difficili sfide. Solo uno sforzo comune che vede insieme comunità ed istituzioni potrà affrontarle e risolverle: faccio sempre riferimento al “modello Genova” per la ricostruzione del Ponte Morandi: anche per il sud lo stesso modello per uscire dalle infinite pastoie burocratiche per ridare a tutti una vera speranza con nuova economia e tanta nuova occupazione.

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