Lascia Siracusa Vincenzo Frontera, promosso Primo Dirigente a Nuoro
Vincenzo Frontera ha svolto gran parte della sua carriera tra Siracusa e provincia (Commissariato di Pachino, Squadra Nautica e Polizia di Frontiera ad Augusta, Sezione Falchi ed infine dirigente della Digos a Siracusa per 13 anni). Pur non essendo né siracusano né siciliano si è pienamente inserito nel tessuto territoriale e conosceva molto bene soggetti e dinamiche al punto da potersi considerare cittadino aretuseo. Nella sua lunga e brillante carriera si è sempre distinto per le doti di grande professionalità e competenza ma soprattutto per la carica di umanità che tutti gli riconoscono. Riservato, discreto, sempre gentile e disponibile con tutti. Oltre agli apprezzamenti dalle sedi pubbliche ed istituzionali, il dr. Frontera gode di grande stima anche nel quartiere dove vive. Dal fruttivendolo, al panettiere, all’edicolante, tutti hanno manifestato il rammarico per il trasferimento di una personalità amabile, socievole e cortese che ha saputo lasciare una traccia di gentilezza, simpatia e grande ammirazione.
Dr. Frontera dopo tanti anni lascia Siracusa, con quale animo?
Con l’animo di chi si è dedicato alla Comunità con tanta passione, cercando sempre di essere vicino alla gente indistintamente, soprattutto verso i più deboli, quelli che hanno bisogno, perché se il cittadino si rivolge allo Stato significa che ha bisogno e lo Stato deve saper rispondere e dimostrare vicinanza
Dopo tanti anni si può considerare nostro concittadino, cosa lascia a Siracusa e cosa si porta con sé?
Sono arrivato a Siracusa nel 1997, 23 anni fa. Lascio una fetta importante della mia vita professionale e privata. Qui ho svolto gran parte della mia carriera, qui ho preso casa e ho scelto di far nascere i miei due figli. Ho eletto Siracusa a mia città ideale, una scelta di vita. Porto con me tanti bei ricordi, tante situazioni da gestire che mi fanno sentire vicino alla Comunità a cui sono profondamente legato
A Siracusa ha svolto la sua funzione con grande professionalità e con molta umanità facendosi stimare da tutti, la Città sentirà la sua mancanza
La ringrazio per questa sua considerazione. Ho avuto moltissimi messaggi di stima, anche su whatsapp che mi hanno colpito e commosso. Io, in particolare come dirigente della Digos, ho dovuto occuparmi di moltissime situazioni anche critiche. Mediando spesso con i politici, le imprese, i lavoratori, le associazioni di categoria, le persone comuni, ascoltando tutti ho cercato di dare il mio contributo con onestà. Un uomo dello Stato deve dare un contributo alla Comunità, e quando se ne va sa che ci sarà qualcuno che prenderà il suo posto. Ho dato tanto, spero che chi mi succederà potrà fare lo stesso e ricevere la stessa stima. Per tanti anni, ma è nella mia natura, ho scelto di andare da casa a piedi in Questura. Era un modo per stare con la gente vera, ascoltare direttamente le loro esigenze, conoscere le problematiche sociali. La mattina incontravo il parroco, il netturbino, il fruttivendolo e mi faceva piacere parlare con tutti. La gente mi conosceva, mi salutava. Mi sono sempre interfacciato con chi ho incontrato nella vita senza distinzioni, anche con i politici che si sono dimostrati attenti e garbati. Mi sono molto interessato al territorio, al mondo del lavoro, alla politica locale, ho scelto di farlo con discrezione ma con attenzione. Sento di dover ringraziare i miei uomini, un gruppo di lavoro molto in gamba che mi ha consentito di svolgere adeguatamente il mio servizio.
La sua è una promozione meritata, di cosa si occuperà a Nuoro?
Meritata lo dice lei e la ringrazio. Sono stato nominato Primo Dirigente e andrò a dirigere la Divisione di Polizia Amministrativa e della Sicurezza e anche dell’Ufficio Immigrazione. In particolare mi occuperò del buon funzionamento del Centro per Rifugiati. Spero di poter servire anche qui la Comunità in maniera utile come spero abbia fatto a Siracusa.
Un funzionario dello Stato è sempre con la valigia in mano, la rivedremo ancora tra noi o il suo è un addio?
Potrebbe non essere un addio. Anche se i miei familiari sono a Catanzaro, se non dovessi tornare da funzionario dello Stato appena conclusa la mia carriera tornerò da normale cittadino a Siracusa che ormai è la mia città, dove ho gli affetti, gli amici. La mia vita è lì.
Vincenzo Frontera è stato un protagonista della vita sociale e civile del nostro territorio negli ultimi decenni. Senza mai mettersi in evidenza o al centro dell’attenzione, con umiltà ma con autorevolezza ha saputo svolgere un ruolo determinante nella nostra Comunità (termine da lui scelto ed usato spesso in questa intervista). Nella sua discrezione non ha mai citato le difficoltà e i rischi a cui è andato incontro (per es. atti persecutori, minacce di morte) così come, nella sua modestia, non ha mai sfoggiato il riconoscimento che il Presidente Mattarella gli ha conferito nominandolo, quattro anni fa, Cavaliere della Repubblica. L’ex dirigente della Digos non è lontanissimo dalla pensione e se non dovesse tornare da funzionario, riteniamo che saprà ritagliarsi un ruolo da protagonista anche da semplice cittadino. Siracusa ne avrebbe bisogno.

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