Locali in disuso della stazione ferroviaria: il Comune prima li assegna e poi si pente. Due anni di trattative e impegni per lasciare tutto in un desolante abbandono
Ecco come racconta una delle tante storie di ordinaria “follia” (amministrativa) che accadono ad Augusta (oltre che a Priolo) il presidente dell’associazione culturale 37° parallelo (un’associazione con carattere scientifico-tecnologico operante ad Augusta) su una pagina fb di un gruppo cittadino: “Qualche anno fa, la RFI decise di dare i locali della stazione ferroviaria di Augusta in uso gratuito a chi ne facesse richiesta in quanto ormai completamente automatizzata e il nostro Comune ne fece richiesta ottenendone il comodato d’uso dopo poco tempo. In seguito a tale assegnazione, il 22 gennaio del 2018 pubblicò una manifestazione di interesse per l’uso dei locali aperta a tutte le associazioni che ne volessero usufruire, con l’onere della presentazione di un progetto che ne descrivesse l’utilizzo per scopi sociali.
L’8 maggio u.s. una decina di associazioni augustane, insieme all’assessore al ramo e a un responsabile della RFI, hanno effettuato il sopralluogo dei locali della stazione per verificarne la compatibilità con l’uso che ognuno voleva farne. E l’8 ottobre il Comune di Augusta, con nota scritta a firma dell’Assessore e del Sindaco, ha comunicato il progetto prescelto in quanto più idoneo per l’assegnazione dei locali della stazione.
In presenza di tutti i responsabili delle varie associazioni che avevano partecipato, l’assessore ha assegnato ufficialmente alla nostra associazione 37° parallelo questi locali (senza alcuna lamentela da parte degli altri concorrenti) in quanto si è evidentemente ritenuto che il progetto presentato fosse il più congruente: la realizzazione di una stazione sismologica e meteorologica fruibile a tutti i cittadini gratuitamente mediante internet nonché la realizzazione di un trenomuseo.
Ma da questo momento inizia un’odissea che dura da 1 anno e due mesi.
Il Comune di Augusta, non si capisce perché, non rispetta gli impegni assunti e inizia un rimpallo di responsabilità dall’assessore al dirigente di Settore, al Segretario generale, ma nessuno porta avanti la pratica pur avviata e voluta dallo stesso Comune e comincia uno scaricabarile tra i vari attori istituzionali. Il tempo passa, finché il segretario generale (a detta dell’Assessore) ritiene che la manifestazione di interesse non sia stata adeguatamente trasparente nella procedura, e così nuovamente il Comune di Augusta, in data 29/11/19, indìce un’altra manifestazione di interesse, ma con condizioni e clausole nuove e completamente diverse dalla precedente.
La beffa comunque arriva, leggendo le nuove condizioni a cui sottostare al fine di avere in concessione i locali.
Primo fra tutti e più evidente, l’obbligo di effettuare lavori straordinari a nostra cura e spese e, la cosa che più lascia perplessi e basiti, la durata contrattuale di soli due anni. Sfido chiunque a rientrare nelle spese straordinarie in soli due anni, con un progetto sociale dove non ci sono guadagni bensì moltissime spese.
Ma tra le clausole compare anche la richiesta di ben tre importi da sborsare: il primo per una assicurazione con massimali alti, per eventuali danni arrecati a persone o cose, una polizza incendio, e non ultimo una garanzia provvisoria di € 1000 da versare direttamente al Comune, questo nonostante, a detta di RFI, nessuna polizza è stata chiesta al Comune di Augusta (che però ne chiede ben tre ai suoi subcomodatari). Stranamente nella nuova manifestazione di interesse non si accenna minimamente alla tipologia della proposta, alla qualità e all’inclusione sociale che può (e deve) nascere dall’avviamento di questi progetti, nonostante la nostra associazione abbia già presentato una richiesta di fondi europei per progetti di inclusione sociale, quale è il nostro, dove sono previste figure lavorative specializzate nella gestione delle apparecchiature informatiche che andremo ad installare, e alla guardianìa del museo e dei locali.
Il 27 dicembre abbiamo comunque ripresentato la domanda con la nuova documentazione e i dettagli dei progetti, e nonostante le molte remore che ci affliggono, abbiamo partecipato nuovamente. Non sappiamo come andrà a finire, nessuno può dirlo, di sicuro le lungaggini burocratiche continueranno, soprattutto quando i solerti funzionari comunali dovranno scontrarsi un domani con le problematiche relative ai contratti di servizi (acqua, luce, telefono), visto che RFI (è stata chiarissima) esigerà contratti di servizi solo ai “loro” comodatari
Ma questa è un’altra storia…Vi terremo informati…”
Intanto la stazione resta in un desolato abbandono.

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