Il profumo delle mandorle tostate ci inebriava, riempiendo l’aria di Dicembre.
La sera della vigilia di Natale, a casa dei nonni, il torrone era già tagliato e disposto a pezzi l’uno sull’altro, in grandi vassoi poggiati in bella mostra su di un tavolino preparato appositamente con dei bei centri di cotone bianco fatti all’uncinetto dalla nonna.
L’odore inconfondibile della pasta che giaceva sotto le coperte a lievitare ci faceva venir voglia di addentarla così, anche cruda. Tutta la parentela invitata era coinvolta, tutti si davano da fare: chi preparava i ripieni, chi iniziava a spianare la pasta, chi apparecchiava la tavola, chi si occupava dei posti e sistemava le sedie… e noi bambini aiutavamo a modo nostro, e ci scappava sempre qualche assaggino…
In un angolo del salotto il grande albero con le luci colorate ad intermittenza luccicava circondato da un alone di magia, e sul pavimento il presepe con i suoi personaggi, il ruscello di carta d’alluminio, le montagne di cartapesta… tutto attendeva il bambinello nella mangiatoia ancora vuota.
A centro tavola, accanto al panettone tradizionale, ci appariva maestoso il Buccellato, antico dolce siciliano, tipico del periodo natalizio, che consisteva in una ciambella di pastafrolla con frutta candita e farcita con uva passa, fichi secchi, mandorle, scorze d’arancia, scaglie di cioccolato. Lo sfornare delle impanate (o scacce) con patate, e verdure varie, era già una festa. Tutti seduti attorno al grande tavolo del salone, dove non c’era la tv, e non era necessaria, non esistevano pc. né smartphone, eravamo tutti noi a rallegrare e riscaldare la casa che si riempiva di quella autentica e sentita atmosfera magica e della gioia di stare insieme grazie a quella occasione che noi bambini aspettavamo tutto l’anno, ed era un continuo scambio di emozioni, un contatto che sentivamo necessario.
Dopo cena si giocava a carte e noi bambini anticipavamo la tombola anziché aspettare l’ultimo giorno dell’anno, con le cartellette di cartone e i legumi secchi che facevano da segna-numeri.
Oggi sempre più famiglie preferiscono prenotare nei locali cenoni e pranzi, oppure ordinare i pasti già pronti. I regali non sono più le cose semplici ma sempre gradite di una volta, come presine e grembiulini da cucina, sottopiatti e sottobicchieri, portatovaglioli decorati, angioletti augurali di argilla dipinti a mano, bamboline di pezza, trenini di legno…
Oggi, in un periodo in cui tutti ci lamentiamo per l’alta percentuale di disoccupazione specie in Sicilia, e per la globalizzazione che ci ha gravemente danneggiati, è strano ma si regalano gioielli, auto, capi d’abbigliamento firmati, profumi di marca, poi i dispositivi d’alta tecnologia sono d’obbligo, per essere tutti vicini… ma tanto lontani…
Sempre connessi… sempre più soli.

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