Gli “amanti” degli animali

 

Ognuno, si direbbe, ha diritto di tenere con sé un animale. Prescindendo dai pazzi che accarezzano, in casa loro, pitoni, coccodrilli e quant’altro, è evidente che non sempre tenere in casa un animale è dimostrazione di amore verso di esso.

Per esempio, tenere dei passerotti in gabbia è crudele, e non c’è bisogno di alcuna spiegazione né di dotti studi. Anche tenere un pesciolino rosso dentro una boccia finché non muore è crudele e non servono neanche in questo caso grandi spiegazioni. Cosa abbiano fatto questi poveri animali per essere costretti a vivere tutta una vita in quelle orribili condizioni non è dato sapersi. Quali colpe debbano scontare e quali peccati debbano espiare non saprei proprio.

Ora, secondo la mia opinione, anche tenere i cani in casa non è segno di amore verso gli stessi e, anzi, alcune volte è sintomo di mancanza di amore verso gli animali e, soprattutto, verso i vicini. Infatti, capita a me – ma anche a molte altre persone che conosco – di dover sopportare gli incessanti abbai di cani, i quali fanno proprio il loro lavoro che è, appunto, abbaiare.

Secondo me tenere un cane in casa, farlo accomodare sul divano davanti alla tv o portarlo a passeggio per tot minuti al giorno è una sevizia nei suo confronti, atteso che il cane vorrebbe magari correre in campagna, scavare fossi, inseguire lucertole e saltare e sudare e dormire sotto un albero, o azzuffarsi con un altro cane eccetera.

Ma, ovviamente, questa è un’opinione del tutto personale e probabilmente con la stessa serenità qualcun altro potrebbe dirmi che, invece, il cane è più contento se guarda “uomini e donne” in tv piuttosto che se dorme sotto la pioggia.

Può darsi. Tuttavia qualcuno dovrà spiegarmi perché mai io debba essere costretta a sentire dei cani abbaiare in un balcone a sette centimetri dal mio per l’intero giorno e anche per l’intera notte. I suddetti proprietari hanno consapevolmente scelto questa compagnia, ma hanno diritto di impormela?

Ricordo che a difendere il Campidoglio furono richiamati i romani dallo starnazzare delle oche. Effettivamente, le oche (ma anche i galli, gli asini, le papere) producono dei suoni che sono assordanti e fastidiosissimi. Cosa ne direbbero i miei amati vicini di casa, i famosi “amanti degli animali” se io tenessi un paio di oche nel mio balcone? E se queste starnazzassero ogni santa volta che qualcuno ci passi sotto? E se queste volessero tenerci compagnia durante la notte (tutte le notti)?

In definitiva, il quesito è questo: tu che hai diritto di tenere in casa un cane, hai anche diritto di tenermi sveglia durante la notte perché il suddetto cane vuole abbaiare?

Io che non ho voglia di sentire questi abbai, devo necessariamente ricorrere alla Polizia Municipale, all’ASP, al giudice di pace o al tribunale perché tu ti renda conto di quanto fastidio dai ai tuoi vicini, o posso semplicemente comprarmi una morbidissima oca da tenere, anche solo sporadicamente, in balcone?

Tu, sei un “amante” degli animali o sei un animale a tua volta?

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