Il contramm. Cottini: “La Regione sposterebbe ad Augusta un suo bacino galleggiante di 19 mila tonn”

“Per renderlo funzionante, occorre una manutenzione di 8 milioni. Ciò potrebbe aumentare la capacità operativa di lavoro della Marina, ma anche delle società private che operano nel settore”

 

Alla ripresa delle pubblicazioni, dopo la pausa estiva, abbiamo incontrato il contrammiraglio Andrea Cottini nuovo comandante che, dopo il pensionamento, ha sostituito l’ammiraglio De Felice alla guida di Marisicilia. È stata l’occasione per fare il punto della situazione, anche in relazione alle informazioni date dal suo predecessore sul potenziamento dell’arsenale militare, che, però, a suo tempo furono contestate dai sindacati che denunciavano, al contrario, un depotenziamento della struttura. La risposta dell’alto ufficiale è lapidaria: “Allo stato attuale, vi sono disponibilità finanziarie per la manutenzione delle banchine ammalorate e per altri interventi della stessa natura, non altro; Questo comando, in verità, ha prospettato quanto affermato dal mio predecessore allo stato maggiore ma , allo stato attuale, non vi sono risposte e tenuto conto dello stato dei conti del paese e dei tempi burocratici necessari per l’intervento annunciato (cfr, articolo sul tema su La Civetta di tre mesi fa, n.d.r.), penso che, almeno per i prossimi tre anni, non sarà in programma nulla di concreto sull’Arsenale, mentre, sicuramente, nello stesso periodo, vi saranno maggiori investimenti sulla manutenzioni delle navi e, quindi, maggiori risorse da impiegare.

Per Augusta è utile potenziare il settore manutentivo tanto che è stato messo in campo un progetto per spostare in Augusta un bacino galleggiante di 19.000 tonnellate di proprietà della regione, fermo a Palermo e su cui è necessaria una manutenzione di circa 8 milioni di euro per renderlo funzionante, che potrebbe aumentare la capacità operativa di lavoro della marina, ma anche delle società private che operano nel settore. La regione, però, finora non ha dato alcuna risposta nonostante le sollecitazioni e la pluralità di interventi finalizzati ad ottenere una decisione in merito. Allo stato, la marina ha due bacini: uno da 2000 tonnellate e uno da 6.000, mentre i privati hanno un bacino di 8000 tonnellate. Si comprende che un bacino aggiuntivo di quella portata consentirebbe alla marina di manutenere navi più nuove di quelle attuali e ai privati, in regime di convenzione, di operare su un naviglio più consistente di quello su cui operano ora. Da previsioni fatte da noi, questo bacino potrebbe essere utilizzato per 5 mesi dalla marina e per i restanti 7 mesi dalle società private di settore.

“In merito è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra la marina e la regione siciliana, poi una volta manutenuto (saranno necessari circa 8/12 mesi di lavori, in merito già Fincantieri ha fatto uno studio di fattibilità) sarà sottoscritto un protocollo di esternalizzazione della nuova struttura con le società interessate. Non c’è bisogno di dire altro per sottolineare quanto questo sarebbe utile per potenziare il lavoro ad Augusta.

Tempo fa, quando il Ministro Del Rio venne ad Augusta, colpito dalla grandezza della rada e dalla molteplicità di aree fronte mare disponibili, ipotizzò un intervento su MSC per localizzare in Augusta un groppo polo cantieristico navale. C’è qualcosa di concreto?

Esiste un’idea in merito che coinvolgerebbe marina e privati nella realizzazione di un polo manutentivo, ma, a mia conoscenza, è solo un’idea, solo un progetto a grandi linee. Tenga conto che per un progetto del genere non basta un bacino galleggiante ma un bacino fisso per operare su natanti fino a 100.000 tonnellate da realizzare su un tratto della costa e sarebbe quindi un’opera che comporterebbe investimenti consistenti che, allo stato, non mi sembrano nella disponibilità del Paese.

La base di Augusta. Dal punto di vista dell’importanza strategica, che prospettive ha?

Continua ad essere la base principale in Sicilia e in questo contesto si vuole rendere più efficiente e produttivo l’arsenale, c’è un progetto di ristrutturazione della base (prioritaria nella gerarchia nazionale degli investimenti) e la proposta di riportare ad Augusta i sommergibili. Che Augusta sia una base importante nel nuovo assetto geopolitico del Mediterraneo è confermato anche dall’incremento dell’attività che si registra al pontile NATO oltre alle mutate condizioni delle problematiche connesse alla nuova situazione del Medioriente e in Libia.

Tempo fa, fu denunciato da Legambiente la presenza di una nave a propulsione nucleare e l’assenza di informazioni alla popolazione sui rischi che tale presenza avrebbe potuto comportare. Come valuta questo fatto?

In merito a presenza di navi nucleari va detto che è stato presente solo un sommergibile francese per una sosta tecnica che non ha generato nessun problema e nei confronti del quale sono state poste in essere, in accordo con la prefettura, tutte le norme previste dal caso, fatto che è durato qualche giorno. Non mi sembra opportuna una informazione sulla movimentazione delle navi militari di natura pubblicistica, chi doveva essere avvertito lo è stato e si è operato nel rispetto delle norme vigenti; ogni allarme in merito è, quindi, a mio giudizio ingiustificato poiché le autorità competenti erano perfettamente informate e hanno seguito le operazioni con attenzione a tutela delle popolazioni civili e militari.

Sono previste presenze sistematiche di navi a propulsione nucleare?

No. Quella segnalata è stata l’unica nel paio d’anni in cui opero nella zona di Augusta, né, allo stato, se ne prevedono in avvenire.

La marina ospitò qualche anno fa un convegno sull’uso del GNL nel trasporto marittimo. Vi sono novità, avete un deposito?

No, la marina non ha depositi di GNL. Con l’autorità portuale stiamo valutando una richiesta sull’uso di un gruppo di serbatoi, esattamente il gruppo 2, tra i quattro gruppi presenti in zona Punta Cugno, formulata dall’autorità portuale stessa che nel mese di luglio è stata trasmessa allo stato maggiore per la valutazione.

Cosa pensa dell’allarme sulla sicurezza dell’area, prospettato da gruppi di vario tipo, con la costruzione di un deposito GNL nella zona di Punta Cugno?

La tecnologia moderna permette di realizzare serbatoi a prova di terremoti, attentati e simili, pertanto mi sembrano esagerate le preoccupazioni espresse, almeno nella forma in cui si sono manifestate.

 

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