Riflessione semiseria, anzi serissima, da una siracusana in Svizzera

Cu cancia a vecchia ca nova, sapi chi lassa ma non sapi chi trova. Difficile difendersi dal sentirsi sottovalutati in un paese straniero

 

La Civetta di Minerva, 26 ottobre 2019

Viaggiare in treno mi manca, per sette anni, per lavoro, ho viaggiato tutti i giorni, ho visto cose che voi umani … Uomini in completo grigio che sul treno si scambiano le scarpe maschili con un bel decolleté tacco 12 in pelle lucida rossa. Donne intente a leggere la Toràh accanto a un uomo che parla al telefono in arabo (nella mia voglia di pace ho immaginato che lui fosse un palestinese). Uomini con infradito con la neve alta 10 cm. Donna elegantemente vestita mangiare wurstel con le mani, inzuppandolo nella senape. Ho sentito annunci tipo “è il vostro capotreno che parla, abbiamo trovato un bimbo recatevi presso la locomotiva per ritirarlo”.

Mentre scrivo sono sul treno, io e Ambra andiamo a trovare un’amica italiana, Maria, una mia ex collega anche lei originaria del magnifico Sud Italia. Ogni tanto mi fermo a guardare la Svizzera che mi scorre davanti agli occhi, il cielo grigio esalta il verde e le varie sfumature dal rosso al giallo che assumono le foglie in autunno. Lo sapete che il tempo scorre, i bimbi crescono, le mamme imbiancano e le teglie hanno evidenti segni di usura? Dopo 10 anni, tante pizze e tanti polli arrosto, può una teglia, seppur sempre protetta con la carta forno, essere perfetta? Secondo gli svizzeri sì.

IL TRASLOCO, RACCONTO SEMI HORROR.

Non c’è persona che dica quanto sia traumatico traslocare. E farlo in Svizzera? Credetemi, è più difficile: quando affitti casa l’agenzia che gestisce gli appartamenti ti dà un protocollo, ossia una lista di cose che ti lasciano, descrive in quali condizioni è la casa, se c’è un graffio sul pavimento, o una macchia sul piano della cucina.

Dopo 10 anni quando lasci l’appartamento deve tornare tutto esattamente come era, quindi via segni sul muro, buchi dei chiodi, finestre immacolate, bagno senza alcun segno di calcare e le teglie come se non avessi mai cucinato in 10 anni. Il giorno in cui lasci casa viene la signorina per conto dell’agenzia affittuaria, con il protocollo. E guarda tutti gli angoli e segna, segna, scrive… E tu? Hai trascorso le ultime due settimane a pulire e pensavi di aver fatto un buon lavoro, ma mentre lei osserva ogni angolo della casa ti senti l’ultima zozzona della terra, perché non ce la farai mai, levici manu, non si può. Ora ho capito perché ci sono tante società che si occupano della pulizia delle case, paghi dai 1000 ai 3000 franchi, a seconda della grandezza dell’appartamento, loro puliscono in modo certificato ossia finché il padrone di casa non è soddisfatto. Vabbè è andata, aspetto la parcella della ditta alla quale è stata affidata la pulizia definitiva, quella al Napalm. Io mi sono arresa. Il nuovo appartamento comunque ci piace, mi sto riprendendo dal trauma. Prossimo trasloco solo se compro casa, cioè mai perché qui in Svizzera per comprare casa si parla di un milione di franchi.

 

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