Appalti pilotati nel Comune di Avola, diciotto indagati

Nell’informazione di garanzia del procuratore aggiunto Tommaso Pagano una serie di atti illeciti tra cui un “solitario” fatto recapitare a un impiegato di Tutela Ambientale

 

 

La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019

Non stupisce più di tanto – dopo aver letto l’informazione di garanzia a firma del sostituto procuratore della Repubblica dottor Tommaso Pagano a conclusione delle indagini su diciotto persone – la decisione della Prefettura di Siracusa, autorizzata dal ministero dell’Interno, di inviare una commissione d’inchiesta nel Comune di Avola con l’incarico di accedere agli atti dell’amministrazione (delibere, determine eccetera).

Due dei diciotto sono alti dirigenti dell’ufficio del Genio Civile. La Procura sciorina una serie di attività illecite: alterazione di documenti, spezzettamenti di appalti finalizzati a favorire un’impresa, lavori già eseguiti ma che si attestavano ancora da realizzare o, viceversa, opere non ultimate che si dichiaravano ultimate per rientrare nei vincoli di decreti e poter accedere a finanziamenti, redazioni retrodatate di verbali, dichiarazioni di ragioni di urgenza di fatto inesistenti, varianti migliorative già previste nei progetti che diventavano varianti in corso d’opera suppletive per evitare l’assegnazione delle opere con procedura ad evidenza pubblica, indebite pressioni, interventi edilizi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, concessioni in subappalto non autorizzate, persino un’impresa che, tramite un gioielliere, recapita un anello di milleduecento euro a un dipendente del settore tutela ambientale del Comune “per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio”.

Le imputazioni contestate sono così diffuse e talora “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” da dare la sensazione di un modus operandi all’interno dell’amministrazione, che certamente sarà lumeggiato dai commissari antimafia. E, di fronte all’inchiesta della Procura, che dovrà poi dimostrarne la fondatezza nell’iter processuale, a nulla valgono le rassicurazioni del vicesindaco Massimo Grande: “Da sette anni siamo sempre stati trasparenti e questo potrà solo rafforzare la limpidezza della nostra azione amministrativa”.

Ma veniamo ai nomi dei soggetti raggiunti dall’avviso di conclusione indagini. Sono: il sindaco Luca Giovanni Cannata; l’assessore Simona Loreto, con delega a manutenzioni, forniture, servizio Acquedotto e Depurazione, arredo urbano, centro storico; il geometra Sebastiano Anselmo, r.u.p. in taluni procedimenti; Pietro Argentino, coordinatore dell’Ufficio Staff Protezione Civile e Ambiente, responsabile del settore autonomo Tutela Ambientale, presidente di commissione di gara; Corrado Di Stefano e Giovanna Zocco, membri della commissione; Felice Nastasi, rappresentante legale della Calcina srl; Vincenzo Drovetti, legale rappresentante della V.D. Costruzioni; Francesco e Sebastiano Buscemi, il primo amministratore di diritto e l’altro di fatto dell’impresa Euroimpianti; Corrado Gugliotta, progettista e direttore dei lavori per la realizzazione del Centro Comunale di Raccolta; Giuseppe e Vincenzo Leone, amministratori l’uno di diritto l’altro di fatto della S.L. Infrastrutture srl; Umberto Masuzzo, progettista dei lavori di riqualificazione della zona di Marina Vecchia; Natale Zuccarello e Salvatore Galioto, ingegnere capo il primo e funzionario direttivo il secondo del Genio Civile di Siracusa; Santo Gionfriddo, legale rappresentante della omonima ditta; Pierantonio La Bruna, titolare della gioielleria “Morale”.

Le indagini della Procura, da cui sono scaturite le informazioni di garanzia, hanno riguardato le procedure di selezione relative alla manutenzione di strade urbane che sarebbero state “turbate con collusione e mezzi fraudolenti” dal geometra Anselmo e da Pietro Argentino; i lavori di frantumazione delle mattonelle in asfalto asportate dal manto stradale (Anselmo e Nastasi, in concorso fra loro), l’eliminazione di Pinus Pinea nel piano di lottizzazione Riscica (Pietro Argentino firmava la determina dell’impegno di spesa dei lavori da affidare alla Palma Costruzioni “quando tali lavori erano già stati affidati e svolti da oltre dieci giorni”, lavori di manutenzione stradale (il geom. Anselmo, Pietro Argentino e Vincenzo Drovetti “turbavano con collusione e atti falsi la procedura di cottimo fiduciario per la fornitura di materiali”), Inoltre, gli inquirenti hanno trovato un verbale di gara redatto da Pietro Argentino, Corrado Di Stefano e Giovanna Zocco, membri della commissione, “in cui davano falsamente atto che l’11 gennaio 2016 le operazioni si erano aperte e chiuse in due ore alla loro presenza“ quando invece “proseguivano nei giorni successivi” anche in loro assenza.

Sulla costruzione del Centro Comunale di Raccolta, Pietro Argentino, i fratelli Francesco e Sebastiano Buscemi e Corrado Gugliotta “con più azioni ed omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso… attestavano falsamente, alterando il contenuto di atti e provvedimenti amministrativi e di altra documentazione, che i lavori… ancora in corso nel 2016… erano stati ultimati entro il 31 dicembre 2015… termine ultimo in cui il Comune avrebbe dovuto dimostrare la completa esecuzione dell’opera”, facendo sì che la Regione, anziché revocare il finanziamento, liquidasse interamente e tempestivamente i costi.

Altre “azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” tirano in ballo Pietro Argentino, responsabile del Settore Autonomo Tutela Ambientale, gli imprenditori Giuseppe e Vincenzo Leone, l’assessore Simona Loreto e Umberto Masuzzo, progettista dei lavori di riqualificazione della zona di Marina Vecchia, di cui si è detto sopra.

Il sindaco Cannata, l’assessore Simona Loreto e i due alti dirigenti dell’Ufficio del Genio Civile di Siracusa, gli uni “facendo indebite pressioni per il rilascio dell’autorizzazione nonostante l’incompletezza della documentazione a supporto”, e i due funzionari del Genio Civile sottoscrivendola, relativa al progetto di manutenzione ordinaria, intervento di bonifica e riqualificazione ambientale del tratto di costa denominato Marina Vecchia… ampliamento della sede stradale per regolare e migliorare il deflusso veicolare e costituzione di massicciata protettiva in massi ciclopici di terza categoria; “falsamente si dichiarava che l’intervento di ampliamento della sede stradale… risulta conforme alla normativa antisismica, quando invece tale intervento, privo della relazione geologica… ad essa non poteva ritenersi conforme”

Sempre Pietro Argentino e Umberto Masuzzo, secondo la Procura, “realizzavano interventi edilizi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, livello di tutela 3, in variazione essenziale rispetto alle autorizzazioni rilasciate dalla Soprintendenza”

Dulcis in fundo, la regalia dell’anello. Lasciamo la parola al magistrato inquirente: “Umberto Masuzzo, in qualità di dipendente del settore di Tutela Ambientale del Comune di Avola, incaricato dell’istruttoria di varie procedure di selezione del contraente relative a lavori pubblici da svolgere nel Comune, riceveva da parte di Sebastiano Buscemi, che glielo faceva consegnare per tramite del gioielliere La Bruna, un anello del valore di circa 1.200 euro, senza pagarne il prezzo, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio tutti finalizzati a favorire le imprese riconducibili al Buscemi, consistiti, in particolare, nell’omettere di consultare altra impresa adducendo inesistenti ragioni d’urgenza e nell’affidare l’intervento di transennamento dell’area circostante un immobile abusivo, alla Euroimpianti di Francesco Buscemi, figlio di Sebastiano…”. Secondo la ricostruzione della Procura, appreso che c’erano indagini in corso, il gioielliere, in concorso con Buscemi e Masuzzo, “dissimulava” la dazione di un assegno pari al valore dell’anello, al fine di fornire “una prova certa di un pagamento che invece era stato omesso, mentendo anche sulla tempistica della sua consegna, per consolidare tale falsa rappresentazione, sia alla polizia giudiziaria che al pm titolare delle indagini”.

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