È Anna Bonforte (Zero Waste) la candidata per la Sicilia orientale espressa dalla provincia di Siracusa
La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019
Mancano solo poche settimane alle elezioni, e dopo molti sforzi il quadro politico va definendosi una volta per tutte anche nel territorio siracusano.
Se da un lato, le destre procedono a grandi passi, feroci e sicure di vincere, a sinistra qualcosa si sta ricompattando. È vero, questa frase può sembrare assurda dopo il melodrammatico tira e molla tra varie liste che si è visto a livello nazionale. Cionondimeno, a livello locale in realtà la situazione in vista delle prossime europee si va semplificando di molto.
Se è vero, infatti, che gran parte dei gruppi politici di sinistra alternativi al PD hanno rifiutato ora la scelta di correre con quest’ultimo o di sottrarsi alla scelta di correre da soli, questo è merito del dialogo, della franchezza nella discussione, ma soprattutto di una rodata collaborazione sui temi, che ha unito nel siracusano molte delle anime della sinistra.
A sinistra in quel PD che non ha fatto pare la benché minima autocritica sul percorso del governo Renzi e nulla ha cambiato fuorché il suo uomo immagine, a sinistra del PD – dicevamo – si va creando un gruppo unitario della sinistra, costituto dalla sintesi delle esperienze di Sinistra Italiana e Rifondazione a livello nazionale e che a livello locale raggruppa altre parti e altre identità estranee alle strutture dei due partiti.
Gli obiettivi de ‘La Sinistra’ – questo è il nome della lista – sono chiari e si basano su tre principi cardine: lavoro, ambientalismo, diritti civili.
E’ pur vero, però, che anche solo il nominare questi obiettivi sembra porci in rottura con diversi punti che hanno contraddistinto il percorso politico dell’Unione Europea, dalla direttiva Bolkenstein al fiscal compact, alla difesa dei confini contro i migranti.
Ciononostante, da Siracusa abbiamo deciso di agire con uno spirito positivo e di apertura, lo stesso spirito con cui vogliamo iniziare questo percorso politico e che è stato sintetizzato al meglio dalle parole di Anna Bonforte, consulente del lavoro, vicepresidente Zero Waste Sicilia, candidata per la Sicilia orientale espressa dalla provincia di Siracusa. “La nostra – spiega Anna Bonforte – è una lista femminista, ecologista e antirazzista. Chiunque si riconosca in questi principi troverà in noi una risoluta rappresentanza di tali istanze civili e sociale. Noi siamo europei, ma non vogliamo un’Unione Europea che mantiene la pace vendendo le armi in Africa o lasciando morire i migranti nei lager libici. Siamo europei nella misura in cui saremo capaci di costruire un’Europa più sociale e più democratica.”
È proprio da questa idea di sinistra che è nato anche a Siracusa il gruppo di lavoro “La Sinistra – Siracusa verso le Europee”, che si propone di sostenere e calare nel contesto siracusano tutti i punti del programma unico steso a livello nazionale, ma aperto come sempre alla partecipazione dei territori.
Il programma elettorale si articola su punti semplici che riguardano questioni fondamentali: dal Green New Deal, cioè il lancio di un piano di investimenti pubblici per salvare l’ambiente e rilanciare l’occupazione, al blocco dei paradisi fiscali all’interno dell’UE, alla salvaguardia dei diritti dei migranti e – soprattutto – all’eliminazione delle politiche di austerità.
Tutti punti su cui, spesso, l’intervento a livello europeo è stato diretto a favorire le grandi corporations, cioè tutte le grandi compagnie che hanno lucrato sulla pelle dei lavoratori e a danno degli erari nazionali. Basta pensare a Facebook o a Google che pagano le proprie imposte in Irlanda o a FCA che, spostata la sede in Olanda, ha beneficiato di un regime fiscale favorevole, spostando poi le produzioni verso la Serbia p la Polonia.
Anche se ciò è avvenuto attraverso metodi che potremmo ritenere sofisticati (dalle delocalizzazioni degli impianti, al dumping sociale, o ancora allo spostamento della sede legale nei paradisi fiscali UE), non dobbiamo commettere l’errore di pensare che si tratti di fenomeni estranei alla nostra Siracusa.
Anzi, queste istanze e le risposte che occorrono dovremmo conoscerle bene, visto e considerato che si tratta di problematiche che spesso e volentieri sono venute a bussare alla nostra porta, sia per quanto riguarda l’aspetto economico che per quanto concerne la tutela dei diritti.
Per averne conferma basterebbe citare – per il primo gruppo – le più recenti tra le vertenze, prima tra tutte quella della Air Liquide che si prepara a delocalizzare verso paesi dove i salari sono più bassi, come già molte hanno fatto prima di lei.
Allo stesso modo, non possiamo fingere che la battaglia per i diritti civili o il femminismo non riguardi un territorio in cui si è consumata un così alto numero di femminicidi, come la nostra; così come non possiamo fingere che le politiche migratorie non riguardino la provincia di Siracusa, che tutta è scesa in piazza nei giorni della Sea Watch, per fare fronte comune ed accogliere i 70 naufraghi.
Tutte queste esperienze, tutti questi fatti hanno dato ai siracusani l’occasione di lavorare insieme, di crescere e di ragionare come si è potuto fare solo in pochi altri centri. Questa occasione non va sprecata. Anzi, essa va capitalizzata, e sfruttata con queste elezioni, riunendo tutte le forze che si riconoscono appassionatamente nei valori fondamentali del nostro progetto politico, nei valori dell’ambientalismo, dei diritti civili e soprattutto nel principio della centralità del lavoro.
Solo con questi obiettivi ben lucidi in mente, potremo scrivere un’altra bellissima pagina per Siracusa.
Queste poche righe vogliono essere un invito al lavoro, un invito a sporcarsi le mani con un aggeggio di cui molti si sono stancati, un invito a riscoprire una dimensione comune dei problemi che solo comunemente possono essere risolti.

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