Il sindaco Gianni (Priolo): “Dell’IAS voglio controllare tutto”

“Esercizi, bilanci, strategie e il futuro, stipendi e consulenze”. “Inimmaginabile cedere il depuratore consortile ai grandi utenti industriali. Dobbiamo fare di tutto perché resti pubblico”

 

La Civetta di Minerva, 6 aprile 2019

Sicuramente eclettico il sindaco Pippo Gianni. Alla prima domanda sulla sua ennesima replica a sindaco di Priolo, mi risponde con una canzone dei Rokes (già autori di Che colpa abbiamo noi): “Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente / Le speranze dei ragazzi sono fumo / Sono stanchi di lottare e non credono più a niente / Proprio adesso che la meta è qui vicina / Ma noi che stiamo correndo / Avanzeremo di più…

Cosa ci vuole dire, sindaco Gianni?

Dopo 28 anni sono tornato a fare il sindaco di Priolo. Non è cambiato nulla. Ho trovato capitoli di spesa privi di ogni beneficio per la comunità. Panem et circenses. Oggi non si può governare in questo modo una città. Siamo gattopardi. Cambiare tutto perché non cambi nulla. Negli anni ‘90 con Mani Pulite si credette fosse cambiato tutto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. In nome di un’antimafia di comodo, ci ritroviamo con gli antimafiosi sotto processo.

Ma a Priolo Gargallo?

Abbiamo migliaia di disoccupati. Allo stesso tempo le industrie petrolifere, incaricando imprese dell’indotto, portano lavoratori da altre provincie quando non da altre regioni. Disoccupazione, università chiusa, piscina inagibile, spaccio di droga e delinquenza stanno segnando drammaticamente il nostro territorio.

Lei cosa propone?

Abbiamo già completato il teatro comunale, stiamo riattivando la piscina, voglio assolutamente fare dell’università di Priolo un luogo di ricerca destinato al trattamento e cura dei mali causati dall’industria petrolchimica. Sia chiaro, non sono contro le industrie, pretendo però l’attenzione alla salute, finora intenzionalmente trascurata. Purtroppo solo al nord le industrie si fanno prossime ai cittadini. Qui si va avanti a qualche sostegno ad associazioni locali. Per questa mia caparbietà, fino ad oggi sono stato oggetto di qualsivoglia iniziativa volta a distruggermi. Grazie al cielo ne esco sempre pulito e a testa alta.

La disoccupazione, invece, come pensa di combatterla?

Pretendo l’occupazione delle maestranze locali. Chiunque abbia appalti per licitazione privata deve attingere dagli elenchi di personale disoccupato locale. Nel territorio di Priolo, di Melilli, di Augusta e di Siracusa.

In tema di industria lei l’ha sparata grossa quando ha proposto l’acquisizione dell’Ias, l’industria acque siracusane. Ma veramente sarebbe in grado di acquistare la maggioranza?

Veramente il comune di Priolo, dopo lo sblocco del Patto di Stabilità, è in condizione di prenderne il pieno possesso. È inimmaginabile cedere l’Ias ai Grandi Utenti industriali. Dobbiamo fare di tutto perché essa resti assolutamente pubblica: o l’Assessorato regionale o il Comune di Priolo. Extrema ratio, gli industriali ne assumono il controllo tecnico operativo e la Regione siciliana quello di controllo. È assolutamente necessario vigilare su tutti gli aspetti del processo di depurazione dei reflui. Siano essi industriali che civili.

Benché la compartecipazione del Comune di Priolo G. alla gestione economico finanziaria dell’Ias sia minima, voglio in ogni modo controllare gli esercizi, i bilanci, le strategie e il futuro della società. Non starò qui a sindacare sulle assunzioni e sulle loro modalità. Troppi lavoratori sono frutto di favoritismi politici. Transeat. Voglio assolutamente valutare come vengono spesi i soldi di Ias. Vi sono stipendi da favola. Vengono concesse consulenze il cui costo è decisamente fuori mercato. Questo deve finire. Io farò ogni possibile sforzo per dare efficienza e morigeratezza a un Ente di evidenza pubblica come l’Ias.

Squilla il telefono e termina l’intervista. È arrivato il commissario regionale. Subito un’altra riunione in impianto Ias.

 

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