Il ministro per l’Ambiente: “Già arrivati e finanziati i primi progetti solidi e cantierabili dalla Sicilia”. Intanto, slittati a giugno 2021 i tempi per il recupero dello stadio di Augusta
La Civetta di Minerva, 9 marzo 2019
Dopo avere sprecato l’occasione offerta dal governo precedente nell’ambito del “Patto per il Sud” per sistemare la villa e le pendici dell’isola di Augusta ormai pericolosamente franante verso il mare, si presenta un’ultima occasione all’amministrazione comunale che speriamo non si lascino sfuggire. Il ministro all’ambiente ha dichiarato di essere in procinto di varare un piano contro il dissesto idrogeologicodi ben nove miliardi. Sono due gli assi portanti: «Il primo conta su 2,6 miliardi, sui quali l’Ue ha concesso la flessibilità, che serviranno per la gestione delle emergenze affidata al Dipartimento della Protezione Civile, un secondo di 6,59 miliardi, al ritmo di 900 milioni a triennio che saranno gestiti dal ministero all’Ambiente per la messa in sicurezza del territorio su impulso dei presidenti delle Regioni in qualità di commissari straordinari per il dissesto. Con un obiettivo: ottenere quanti più progetti cantierabili possibile».
Ad opinione del ministro, si tratta di un efficientemente dell’azione amministrativa precedente, eliminando tanti burocratismi intermedi. I 6,59 miliardi sono l’unificazione di tutti i fondi già stanziati dal precedente governo: quelli europei, quelli di Italia Sicura (ora smantellata) e quelli previsti in bilancio dal ministero. L’operazione sarà costruita costituendo un centro unico di gestione delle risorse presso il ministero per l’Ambiente, contemporaneamente ad ogni Regione è stato già dato il programma economico-finanziario; ognuno sa esattamente su quanto potrà contare e in che termini.
Il meccanismo dovrebbe essere questo: i Comuni inseriscono le loro necessità nel portale ReNDIS, istituito nel 2015 dal governo Renzi, le Regioni faranno l’istruttoria e, se positiva, la inviano all’Autorità distrettuale di bacino. Se il parere è favorevole, il progetto va a finanziamento. Al vaglio dell’Autorità distrettuale di bacino il progetto ci arriverà prima della fase di validazione, così si ridurranno almeno due passaggi burocratici per assicurare l’intero processo di finanziamento, evitando il classico “gioco dell’oca” che ha da sempre ritardato le operazioni. Non solo. Per contenere il costo delle varie fasi progettuali per arrivare alla cantierabilità si è deciso di anticipare la prima tranche di finanziamento fino alla fase esecutiva quando la progettazione sarà in buono stato di avanzamento e ha superato il preliminare. In secondo luogo, si ridurranno a tre 1e tranches di pagamento, che oggi sono da 5 a 8, il che significherà dare più velocità e garanzia al pagamento, ma anche rendere il fondo più appetibile. Se non si porta a termine il progetto, nelle trasposizioni successive di fondi si sottrarrà quella quota parte, quindi i fondi saranno condizionati alla cantierabilità del progetto.
“Con le Regioni, al di là delle divisioni politiche, si è registrata ampia condivisione”, ha dichiarato il ministro. Stando così le cose, è l’occasione per attivare i cantieri creando lavoro ambientalmente compatibile e molto indotto; speriamo che le amministrazioni locali e in special modo quella di Augusta sappiano cogliere l’occasione. “Si registra già l’arrivo dei primi progetti solidi e cantierabili da Sardegna e Sicilia che sono stati finanziati con 142 milioni”, dice il ministro. Quindi, diciamo noi, per Augusta è il momento giusto per recuperare ritardi, inefficienze ed incapacità operative.
Ora o mai più… serve uno sforzo collettivo, un colpo di reni per sfruttare l’occasione. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa? Non si continui col ritornello “abbiamo altri obiettivi” per nascondere le proprie incapacità. Se non si sa cosa fare si chieda aiuto; nella città ci sono risorse umane e professionali sufficienti, ma soprattutto c’è la disponibilità a dare una mano nonostante tutto, nonostante la spocchiosa presunzione di voler fare da soli che poi si riduce a chiacchierare su fb e fare polemiche inutili. Le opere di risanamento dal dissesto idrogeologico riguardano tutti; si colga l’opportunità che si è creata e si utilizzino tutte le risorse utili, altrimenti tutti i simulacri che segnano tristemente il collasso della città resteranno imperituri a segnalare la nostra insipienza e la nostra incapacità a fare sistema.
Intanto è slittata di un anno, a giugno 2021, la stima della fine dei lavori di bonifica dell’ex campo sportivo “Fontana” chiuso dal 2005, per la presenza di pirite nel sottosuolo; questa notizia si desume dal nuovo crono-programma stilato dalla struttura commissariale che si sta occupando dell ’ex stadio comunale, dove, in questi giorni, a causa del vento e dell’incuria è crollato parte del muro di recinzione. Nel primo cronoprogramma, stilato l’anno scorso l’intervento per la bonifica era previsto doversi concludere a giugno 2020, invece nei giorni scorsi la struttura commissariale che, finalmente, ha costituito il gruppo di progettazione dei lavori individuando il responsabile unico del procedimento, ha determinando la nuova scadenza. Altri anni che si aggiungono ai quasi 14 trascorsi finora dalla chiusura dell’unica struttura sportiva pubblica; ciò a fronte delle 35 discariche in tutta Italia già bonificate o messe in sicurezza nei primi venti mesi di attività dalla struttura commissariale. Tiremm’innanzi e speriamo bene!

Commenti recenti