Gru inservibili nel porto di Augusta: “Basta! Smontiamole”

Il presidente dell’AdSP: “Per fortuna non sono state ancora pagate. Il danno, circa 20 milioni, resta legato all’esito del contenzioso”. Collegamento ferroviario: “Per un parere passano mesi”

 

La Civetta di Minerva, 9 febbraio 2019

A quattro mesi dall’ultima intervista, abbiamo incontrato nuovamente il presidente dell’Autorità portuale del mare della Sicilia Orientale, avv. Annunziata, per fare il punto della situazione. Ripercorreremo gli stessi percorsi indagati allora per registrare lo stato dell’arte sulle singole questioni, consapevoli che l’annuncio di un provvedimento, successivamente, comporta una serie di passaggi amministrativi che, spesso, creano una voragine tra il dire e il fare.

Come si ricorderà, su questo giornale tempo fa segnalammo che, tra i tanti, un problema rilevava aspetti inquietanti su come il pubblico denaro potesse essere dissipato con l’aggravante che l’opera invece di risolvere un problema ne creasse due. Riferimmo che facevano bella vista di sé un gruppo di gru imponenti, maestose, poggiate su binari latistanti il mare, ma inutili perchè nessuno le aveva mai viste lavorare. Chiedemmo al presidente dell’AdSP il perché e venimmo a sapere che tutto era bloccato da un non meglio precisato contenzioso su cui, tanto per cambiare, era interessata la Magistratura.

Ora, a un anno di istanza, apprendiamo che si è deciso di smontarle per sostituirle con altre perché, stando ad una perizia tecnica commissionata dal presidente, non è possibile renderle operative a causa di “problemi tecnico/strutturali non superabili. “Su indicazione del perito abbiamo deciso di smontarle perché non è possibile recuperarle e visto che abbiamo molte istanze che ne richiedono l’uso, abbiamo deciso di non aspettare l’esito della causa in corso poiché i tempi potrebbero essere biblici e le necessità del porto non possono aspettare”. Inoltre, un’analoga perizia disposta dal tribunale conferma, peraltro, l’assunto, dichiara laconico il presidente. L’unico aspetto positivo, almeno per le casse pubbliche è che esse non sono state pagate per cui il danno valutato in circa 20 milioni resta legato all’esito del contenzioso. L’unica cosa che si è pagata è la banchina su cui insistono, già collaudata. Tra contenziosi e lungaggini il tempo scorre e si perdono opportunità e svanisce il lavoro possibile.

Un’altra perla è rappresentata dallo stato dell’arte della costruzione del tratto ferroviario che dovrebbe collegare i binari della linea Catania-Siracusa al porto. I soldi ci sono, l’AdSP ha fatto il progetto seguendo le indicazioni dell’ente ferroviario e gli organi preposti al controllo procedono con una lentezza esasperante:” C’è un progetto già consegnato al provveditorato per le opere pubbliche da circa sei mesi, il 7 dicembre è stato espresso un parere dal comitato tecnico amministrativo e ora si aspetta il nulla osta definitivo”. Mentre riferisce ciò il Presidente si agita sulla sua poltrona ed infastidito lamenta: “Non è possibile che il provveditorato per esprimere un parere faccia passare mesi mentre le necessità dell’economia e degli affari hanno tempi rapidissimi”, parole in cui si legge una delle cause dell’arretratezza del nostro porto.

Stessa cosa per il progetto dell’integrazione tra strutture militari e civili per il rilancio della cantieristica di cui abbiamo parlato tempo fa. Il protocollo è stato sottoscritto e si aspetta che la Marina Militare definisca tutto.

Sulle Zes, dove l’AdSP ha un ruolo di mero coordinamento, sono stati sollecitati i comuni ad esprimere i loro punti di vista e si spera che a fine febbraio il governo regionale partorisca il documento di programmazione che dovrebbe dare inizio al processo di individuazione delle Zes nel territorio regionale.

Intanto sono in via di definizione le opere di manutenzione di tutti i servizi del porto (spesa prevista circa 14 milioni) all’interno delle quali dovrebbe, finalmente, essere operativo e a norma l’impianto antincendio che tra i problemi che registra ha quello della carenza di acqua disponibile. Il comune non riesce a garantire una fornitura adeguata e, quindi, si è deciso di realizzare un pozzo autonomo per il quale sono state individuate le possibili aree di impianto dove si stanno facendo i sondaggi; contestualmente si è sottoscritta una convenzione con il Comune secondo cui a fronte delle spese sostenute l’Adsp non pagherà l’acqua emunta per 99 anni, mentre resterà a carico dei concessionari l’onere relativo al consumo, di contro il comune si occuperà delle manutenzioni e potrà utilizzare l’acqua per le esigenze della città con una apposita condotta che la collegherà all’acquedotto comunale (spesa prevista: circa 1 milione di euro).

Intanto procede l’iter per la costruzione di nuovi piazzali: la commissione ha già esaurito la parte amministrativa, adesso si dovrà validare l’aspetto tecnico per cui si pensa che per marzo si dovrebbe procedere con l’appalto. Sull’ampliamento dei piazzali, al di là delle polemiche, vi è grande attesa, poichè ciò consentirà di poter impiantare le attrezzature e gli spazi necessari a garantire la catena del freddo per i prodotti dell’agricoltura. Alcuni produttori della zona di Ispica, infatti, hanno fatto sapere di essere interessati ad avere in concessione un’area di 15/20.000 mq per realizzare un magazzino refrigerato per lo stoccaggio dei propri prodotti. In conseguenza di ciò, l’Adsp ha deciso di partecipare, a febbraio, a un bando europeo per accedere ai finanziamenti disponibili per sostenere lo sviluppo della catena del freddo per la quale si moltiplicano le richieste di mercato.

In questo contesto è in via di definizione il PRG unico dei porti di Catania e di Augusta. Il precedente prg del porto augustano dovrebbe mantenere le linee essenziali presentate due anni fa e, con qualche aggiornamento, terrà conto della nuova situazione giuridica che si è determinata con il nuovo assetto gestionale.

In proposito chiediamo se verrà affrontato il problema della permanenza di Maxicom all’interno della città, cosa non esplicitamente valutata nella vecchia bozza di prg. A questo proposito si osserva che Maxicom è fuori dalla giurisdizione dell’AdSP perché insiste su aree di competenza comunale e quindi, si osserva, è al comune che bisogna rivolgersi per definirne il futuro. Francamente questa considerazione ci sembra fuorviante, perché è vero quanto asserito ma, nondimeno il prg dovrebbe prevedere un’area per l’eventuale trasferimento. All’osservazione si obietta che a tutt’oggi vi sono nell’area portuale aree utili all’eventuale necessità di prevedere il trasferimento, addirittura vi erano cinque ambiti nel vecchio prgb utilizzabili e quindi, si ritiene che non esista un problema di aree alternative dentro l’ambito portuale e che, dunque, l’eventuale trasferimento è legato alle scelte del comune e del suo prg. (sic!).

Per chiudere la chiacchierata chiediamo di sapere se nei progetti dell’AdSP vi è lo scavo dei fondali del rivellino al fine di garantire un ricambio tra porto Megarese e porto Xifonio. In merito si afferma: “Ci siamo attivati e aspettiamo la Regione che ha chiesto al Genio Civile di fare il progetto per lo scavo”, al che incalziamo proponendo che, nell’occasione, si intervenga anche per rinsaldare la diga di protezione al castello svevo: “Vedremo”, risponde. Chiediamo notizie su Polizia di frontiera e dogana, al che si ribadisce: “Abbiamo realizzato delle palazzine attrezzate e assegnate alla polizia di frontiera e guardia di finanza, ora tocca ad altre amministrazioni, pure sollecitate, a mettere il personale”. Vorremmo continuare per affrontare altri aspetti gestionali, ma il Presidente viene sollecitato ad occuparsi d’altro. Pazienza. Continueremo in altre occasioni.

 

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