“Il 24 agosto 2008, proprio a Siracusa, la polizia sparando in aria fermò un treno facendo scendere una decina fra eritrei ed etiopi e ammassandoli sul binario 4…”
La Civetta di Minerva, 12 gennaio 2019
Forse sì, anzi certamente sì! La politica nelle istituzioni non ha alcun interesse verso l’umanità e i suoi profondi bisogni! Non pretendo certo che tutti siano d’accordo, ma forse qualcuno come me non riesce a capacitarsi di come, dopo le elezioni politiche, il secondo partito italiano (diciamo di sinistra, insomma il PD), addirittura abbia ritenuto di poter recuperare il consenso perduto gridando “Senza di me – La Responsabilità di una scelta” e abbia ceduto il ruolo di governo al terzo partito (la Lega) che definiva (a mio modo di vedere correttamente) razzista, fascistoide e xenofobo. Tali prese di posizione hanno finora determinato uno scenario che era prevedibile, almeno in quanto a diritti civili ed umanità.
Il neo Ministro leghista Salvini, secondo copione, sdogana e fomenta a un ritmo incessante la sua propaganda razzista ed egoista attaccando ogni forma di solidarietà, istituzionale e non, da Riace alle ONG, al Decreto Sicurezza (…); il M5S con cinismo punta alla realizzazione dei punti cardine del suo programma ignorando e se necessario anche sostenendo la Lega senza troppi scrupoli.
Dal PD, sempre secondo copione, si levano grida di orrore e disperazione (a volte purtroppo soffocate dai pop corn), per l’operato del governo razzista brutto e cattivo…
Insomma, di fronte alle logiche di potere, le vite di quelle migliaia di uomini, donne e bambini valgono ben poco. Ecco perché ho voluto intervistare Antonio Pedace, ormai un punto di riferimento per l’antirazzismo in Italia, e ritornare ai fatti quanto mai attuali che lo hanno riguardato (proprio qui a Siracusa) e alla forza e alla semplicità del suo messaggio.
Sono passati 10 anni… quali sono i ricordi o i pensieri che più fortemente ti tornano alla mente rispetto a quella vicenda?
Innanzitutto ringrazio te e la Civetta di Minerva per questa intervista, per la vostra disponibilità. Spero possa essere un’utile occasione di conoscenza reciproca. Ritornando a quel 24 agosto 2008 i ricordi e i pensieri si affollano e si sovrappongono e mi suscitano emozioni contrastanti. Era appena entrato in vigore il “pacchetto sicurezza” voluto dal governo Berlusconi e dalla Lega di Maroni, allora Ministro dell’Interno, che elogiava la cattiveria versus la solidarietà umana possibile e necessaria per accogliere l’altro (gli immigrati). Mi ricordo la violenza della polizia che ha fermato il treno sparando in aria e poi ha brutalmente arrestato 10 immigrati provenienti da Eritrea ed Etiopia, ex colonie italiane, dopo averli insultati, ammanettati, privati delle scarpe, ammassati al binario 4 della vostra stazione ferroviaria. Ripenso al razzismo di tanta gente che appoggiava l’operazione di polizia, all’indifferenza dei più ma anche all’unione, alla determinazione e al coraggio dei miei compagni e amici Ciro Di Dato, Luciana Caporaso, Manuela Voto e mio nel fronteggiare quel trattamento disumano. Per aver detto: “Sono esseri umani, non bestie” sono stato arrestato e processato per “resistenza e lesioni a pubblico ufficiale”. Mi ricordo la calorosa solidarietà di tanti amici di “Stop Razzismo”, dei comitati solidali antirazzisti, di tante associazioni e forze della sinistra, diverse di Siracusa, che hanno partecipato ai presidi insieme a tanta gente comune. Mi ricordo degli articoli sulla Gazzetta del Sud di Alessandro Ricupero, giornalista di Siracusa; della solidarietà pratica e dell’accoglienza premurosa di un compagno come te, nei giorni precedenti e successivi alle udienze nella vostra città carica di fascino e storia ma anche molto sofferente e lacerata (come spesso mi dici), che è diventata anche un po’ la mia città.
Il governo processandomi voleva dare una lezione a Socialismo rivoluzionario (ora La Comune) di cui ero dirigente per aver lanciato la campagna Stop razzismo. Al contrario hanno “contribuito “a suscitare un’ulteriore radicalizzazione che si manifestò anche nel 4 ottobre e nel 17 ottobre, due importanti mobilitazioni contro il governo Berlusconi e contro il razzismo. Quella vicenda, grazie ai tanti che vi si sono riconosciuti, mi ha ulteriormente insegnato che si può essere coerenti nel cercare una strada per essere meglio umani, anche se si pagano dei prezzi. E’ meglio, è possibile e necessario, a maggior ragione oggi con il governo Conte (Salvini-Di Maio) e nel contesto sociale disgregato e decadente che fronteggiamo in Italia e nel mondo.
Ci racconti qualcosa della tua vita e del tuo impegno nei dieci anni che sono trascorsi?
Dopo l’assoluzione, il 17 dicembre 2010, mi sono trasferito per 4 anni in Sicilia. Ho potuto conoscere la vostra splendida terra così misteriosa e con una storia così importante, tra l’altro ha ospitato per secoli e secoli, la contraddittoria convivenza di diversi popoli, quel multiculturalismo che sta molto a cuore, come mi hai spiegato, al vostro giornale. In questa terra mi sono dedicato, insieme a tante care e cari compagne e compagni a costruire l’organizzazione La Comune-Italia e la Corrente Umanista socialista (Cus) di cui sono parte.
Ora vivo a Vallombrosa, Reggello (Firenze). Lì c’è la nostra Casa della Cultura, “Casa al Dono”, la “casa madre” della nostra corrente: un esperimento di vita comunitaria benefica che cerca un rapporto rispettoso e positivo con la natura in cui è immersa, altro tema che so vi sta a cuore come Civetta di Minerva. A Vallombrosa, insieme a Claudia Romanini che ne è responsabile e a Mariella Agostino, dirigo la Scuola internazionale della Cus. Quella in corso è la XIII Scuola: proviamo ad apprendere, a pensare e provare a vivere il nostro umanesimo socialista in comunanza.
Siamo fieri di essere completamente indipendenti dalle istituzioni: dipendiamo dalla generosità della nostra gente. Ogni anno per autosostenerci, come sai, svolgiamo una campagna di autofinanziamento. Quest’anno il tema è “Soldi per una vita migliore assieme”.
Siamo impegnati, inoltre, tra le diverse attività che svolgiamo, dopo il 10 novembre 2018, la prima e riuscita manifestazione contro questo pericolosissimo governo, a costruire un forum solidale antirazzista, promosso da noi e da altre forze e personalità (vedi lacomuneonline) per un impegno stabile e di lunga lena su questa questione chiave per costruire un’alternativa di vita migliore assieme e per affrontare la perigliosa nuova epoca storica nella quale siamo immersi. L’assemblea costitutiva si terrà, non a caso, a Macerata il 10 febbraio 2019.
Cosa pensi del decreto sicurezza appena varato e cosa credi sia cambiato rispetto alla linea tenuta dal precedente governo?
E’ un decreto “disumano e criminogeno”, come l’ha definito Leoluca Orlando. E’ un’ulteriore sanzione legale del “Prima gli italiani”, lo slogan che diffonde la spietata convinzione e illusione che per migliorare i propri diritti bisogna peggiorare la vita degli altri, a partire dalla gente immigrata. Decreto che ha motivato la giusta indignazione e opposizione politica di vari sindaci ad iniziare da quello di Palermo Orlando per proseguire con quello di Napoli Luigi De Magistris e altri ancora.
Questo è il peggior governo italiano sinora, un governo di coazione M5S e Lega, come ha scritto Renato Scarola sulle pagine de La Comune, al servizio di minoranze ricche e voraci. Il “Prima gli italiani” esprime un nazionalismo xenofobo con tratti fascistoidi alimentato innanzitutto da Salvini, dunque è più pericoloso ed esplicito rispetto al governo Gentiloni.
Il governo in carica alimenta il dilagare, attraverso il razzismo, della cattiveria e dell’invidia che ci minaccia tutti. Facilita l’agire delle formazioni neofasciste come Casa Pound oppure come Avanguardia Nazionale e Forza Nuova che si sono permessi di fare violenza a Federico Marconi e a Paolo Marchetti, rispettivamente giornalista e fotografo dell’Espresso. A loro va la nostra solidarietà.
Il governo precedente e in particolare il Ministro degli Interni Marco Minniti gli ha preparato la strada con respingimenti su larga scala e con gli accordi criminali con le fazioni libiche fatti in nome della democrazia, una sorta di razzismo democratico.
In questo contesto molto complicato siamo di fronte ad una disgiuntiva. O far prevalere l’essere egoisti, meschini, ciechi, bruti oppure essere generosi, altruisti, aperti e curiosi. Possiamo essere persone che si interrogano sul ricercare una nuova convivenza possibile imparando affermare pienamente la propria individualità, relazioni sincere e leali, migliori ed espansive, e per costruire aggregati alternativi positivi e benefici in relazione l’un l’altro e con la Natura nella quale viviamo. Un cambiamento autentico, insomma, non possiamo aspettarcelo dall’alto, da governi e stati, ma dipende da ciascuno di noi. Noi siamo su questa strada e per chi vuole conoscerla e confrontarsi consiglio di leggere il numero 5 di Umanesimo Socialista della Cus.
![]()

Commenti recenti