Risale al 2005 per un caso analogo. Due anni di lavoro finito in un cassetto alla Provincia; furono mobilitati tre tecnici “e non si è fatto nulla”
La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018
Frana un costone sulla provinciale 45 Cassaro-Montegrosso e per fortuna non si registrano vittime ma, come da copione, si innesta il profluvio di comunicati ed esternazioni varie da parte di amministratori, sindacalisti, politici, cittadini, con il consueto doveroso sopralluogo di tecnici. Il clou nel vertice in Prefettura per chiedere tutti a gran voce e all’unisono rigorosi accertamenti geologici sullo stato dei luoghi.
E allora è il caso di sfogliarla la corposa relazione geologica commissionata nel 2003 dalla Provincia Regionale a tre tecnici (Giuseppe Ansaldi, Angelo Liotta e Vincenzo Lastrina) e chiusa nel luglio 2005: “la progettazione esecutiva dei lavori di difesa e protezione della sp 45”.
La carta si è un po’ ingiallita ma certo, sono trascorsi 13 anni, non è poco. 11 allegati di carte geologiche, della permeabilità, dell’acclività, del tracciato stradale, schede tecniche, a corredo di 87 pagine di analisi del territorio.
Sì, perché “allora” vi fu l’esigenza di individuare i molteplici fenomeni di dissesto che spesso si “verificavano” con il distacco di singoli blocchi o di porzioni di roccia, di comprenderne cause e meccanismi di innesco, per poi elaborare soluzioni progettuali per la mitigazione del rischio “considerando che tutta la vallata in cui la sede stradale è inserita è sottoposta a vincoli di tipo naturalistico – ambientale”.
Nello studio nessun aspetto del territorio è stato omesso: litografia stratigrafia geomorfologia idrologia … il tracciato stradale 8 km e mezzo è stato frazionato, per tipizzazione, in 10 tratti… sono state eseguite indagini geognostiche e infine sono stati dettagliatamente descritte le proposte di intervento sulle diverse emergenze: complessivamente 15 gli interventi indicati.
E quindi? Nulla.
“L’incarico per la parte geologica mi è stato conferito dall’ingegnere Enzo Cannarella che a sua volta per la parte progettuale era stato incaricato, insieme ad un architetto, dalla provincia regionale. Non conosco i motivi per cui il progetto è stato bloccato. Due anni di lavoro persi… e non retribuiti” racconta Ansaldi.

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