Qui i cani non sono ammessi in certi appartamenti, solo i gatti. E tosarli costa 150 euro…
La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018
In questo momento non dovrei essere davanti al mio computer a scrivere, il dovere mi imporrebbe di essere nella mia vasca a lavare Gismo, il dovere e il piacevole olezzo che gli Shitzu riescono ad avere dopo qualche settimana dal lavaggio. Incredibile come esseri così piccoli riescano a farsi “sentire”. Lui non abbaia molto, solo quando qualcuno sale e si avvicina alla porta, fa il suo dovere di cane pericoloso che vive in appartamento. Ma la condizione che non abbaiasse era l’unica per averlo in appartamento qui in Svizzera. Quando Gismo è entrato nelle nostre vite per regalarci il suo amore incondizionato, io ho chiamato l’agenzia svizzera che gestisce gli affitti di questo blocco di appartamenti, con molta serenità ho detto “ Gruezi, ho preso un cane e credo di dovervi avvisare” la risposta è stata “Frau Gallitto, lei ha fatto bene a chiamare ma i cani non sono ammessi in questi appartamenti, solo i gatti”
A quel punto ho cominciato a dire di mia figlia piccola che quando io lavoro ha una compagnia, e non mi ricordo più quali altre motivazioni, anzi una sì: le ho detto ma guardi è piccolo come un gatto, ma lei mi ha prontamente risposto che si sarà piccolo come un gatto, ma i gatti miagolano e i cani abbaiano e i vicini potrebbero infastidirsi, “non si preoccupi gli insegnerò a miagolare”. In realtà non gliel’ho detto, la battuta si è fermata a “non si preoccupi”, la mia percezione del proverbiale senso dell’umorismo svizzero me lo ha impedito. I vicini hanno accolto Gismo, hanno anche capito che gli escrementi che trovano nel giardino non sono del mio cane, ma dei gatti che sono grossi quanto il mio cane, a volte anche di più, ed escono la sera per poi tornare a casa quando vogliono… st’impuniti.
Adesso ho anche un gatto, ha lo stesso colore del cane, comincia anche ad avere la stessa dimensione, mangia il doppio del cane e miagola, nei momenti più inadatti, alle 3 di notte, la sera, insomma quando quelle meravigliose e insondabili menti gatte lo impongono. Vallo a capire. Io ripenso alla signora dell’agenzia e penso che, vero, i gatti non abbaiano, ma miagolano a muzzo, fanno gli ingegneri idraulici e gli scienziati, osservano l’acqua e amano studiare le leggi di gravità.
Mai prendere un gatto se soffri di mal di schiena, errore gravissimo, io per fortuna non ho questo problema. Lo osservo osservare, colgo anche il momento in cui il suo sguardo dice “ma questo tappo sul tavolo, se lo sposto fino al bordo, cade e fa rumore e poi si ferma? E quanti metri farà a terra calcolando il peso, la distanza dal suolo, lui lo sa che nell’Universo due corpi si attraggono in modo direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale alla loro distanza elevata al quadrato. Il mio cane no, al massimo calcola se il pezzo di carne che cade dal tavolo può mangiarlo subito o deve guardarmi in modo pietoso e comunicarmi che è troppo grande per la sua bocca piccola e stranamente conformata. E niente, appena finisco di scrivere vado giù con lui. In realtà avrei voluto scrivere il nostro grammaticalmente scorretto “lo scendo” che noi siciliani amiamo – ah, i transitivi questi sconosciuti – i nordici ci impazziscono, questo far transitare un intransitivo è normale per noi, ma lo sanno tutti ormai che noi abbiamo problemi con “il traffico”. Comunque, lo faccio transitare in zona e segnare il suo territorio, poi mi armo di coraggio, sapone e tosatore e iniziamo l’avventura.
A dire il vero sono in ritardo, avrei voluto farlo almeno tre settimane fa, arriva il freddo e gli serve un po’ di pelo, il freddo è arrivato di botto, oggi -1°. La settimana scorsa io e lui passeggiavamo in un parco vicino casa, piovigginava, si è avvicinato un signore con un cagnolino ben tosato, il mio era già tutto bagnato (immaginate un peluche bagnato), mi sono sentita in dovere di dirgli che dovevo tosarlo, che non ho potuto, un po’ come le mamme quando il figlio ha mangiato una merendina piena di cioccolato e hanno la bocca e la maglietta tutta insivata e tu ti preoccupi di fare la mala fiùra di lasciare tuo figlio andare in giro combinato così e dici “gioia ma comu ti cumminasti, vieni qua che ti pulisco”.
Questo signore mi dice che questa volta il cane lo ha portato a tosare, la prima e l’ultima volta, di solito lo tosa lui, “150 franchi! Ho pagato 150 franchi!“. Io che non mi taglio neanche i capelli qui, per vari motivi tra i quali che preferisco un concerto in più a una pettinatura nuova, lo guardo chiedendomi se fosse svizzero, e se sì, ma allora anche loro pensano che sia caro? 150 franchi sono quasi 150 euro e qui girano cani incredibili, acconciati meglio dei padroni, a volte a dire il vero sembrano andare dallo stesso parrucchiere, addirittura alcuni sono convinta portino il cane dal parrucchiere e gli chiedano “lo stesso colore e taglio, grazie”.
A questo punto veniamo al tema di questo pezzo: la neve. Io di quella volevo parlarvi, tutto questo era per dirvi che ieri ha nevicato per la prima volta, in ritardo per la Svizzera, ma poco ed è già scomparsa, che io da sicula al nord adoro la neve e non posso smettere di guardarla a bocca aperta quando cade, mi capitava quando insegnavo e all’improvviso mi bloccavo a guardare fuori e sssshhhh… nevica… e gli alunni mi guardavano straniti, e si chiedevano “e allora?” E io gli rispondevo che essendo siciliana la neve non l’ho vista mai cadere così, allora si stranivano ancora di più. Anche Gismo adora la neve, ci si tuffa dentro e salta fino ad avere i ghiaccioli attaccati al muso. Il custode degli appartamenti ha già uscito pale e sale, gli slittini sono pronti nelle cantine e scalpitano per uscire, gli alberi hanno lasciato cadere in tempo le loro foglie, la piscina con idromassaggio all’aperto sotto la neve sta aspettando pure, le piste di sci pompano neve artificiale nella speranza di una buona stagione nevosa. In nove anni ho visto chiaramente il cambiamento climatico: la neve è sempre meno, nove anni fa l’ho vista alta fino a quasi un metro ma chi ci vive da prima mi ha raccontato di averla vista ai bordi delle strade alta anche oltre due metri.
Chissà cosa penserà lo scienziato con i baffi appena la vedrà, lui siracusano di nascita, anche lui espatriato che ha già ottenuto il passaporto svizzero, io invece ancora devo aspettare per il permesso C, ossia un diritto di soggiorno illimitato e non vincolato a condizioni, mi sa che avrei accelerato la pratica imparando anch’io a miagolare!
Let it snow, let it snow, let it snow!

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