Le indagini della GdF hanno fatto emergere un collaudato sistema di corruzione, grazie a complici nell’AdSP: sei arresti
La Civetta di Minerva, 10 novembre 2018
In chiusura di giornale arriva la notizia che la Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 4 professionisti e di 2 funzionari dell’Autorità Portuale di Augusta, per presunte ipotesi di corruzione e di turbativa d’asta in riferimento ad alcune gare d’appalto bandite dall’Autorità Portuale per la realizzazione di opere infrastrutturali nel porto commerciale.
Dalle prime informazioni fornite dagli inquirenti le opere rientrano in quelle previste nella “Scheda Grandi Progetti – Hub porto di Augusta”. finanziate nell’ambito della programmazione 2007/2013 con fondi PON. Una delle valutazioni censurate dalla Procura è stata la pratica di affidare la predisposizione dei bandi e dei disciplinari di gara a professionisti titolari di una società di progettazione siracusana che, sembrerebbe, avrebbero realizzato “combine” con componenti della commissione aggiudicatrice, i quali, successivamente, sempre secondo gli inquirenti, venivano ripagati con incarichi di consulenza dalla società che si era aggiudicata l’appalto.
L’operazione veniva completata grazie alla complicità di alcuni funzionari dell’autorità portuale che svolgevano la funzione di responsabili unici del procedimento di appalto. L’ipotesi alla base dei provvedimenti giudiziari si fonda poi sul fatto che i funzionari interni, di fatto, si limitassero a recepire le proposte confezionate dai consulenti trasferendo, di fatto, i ruoli e i compiti propri dei pubblici funzionari alla società di consulenza che avrebbe, così, determinato una sorta di pilotaggio degli stessi appalti in favore di società “amiche”. Ovviamente, la “disponibilità” sarebbe stata retribuita.
Fin qui le notizie di cronaca che saranno sicuramente meglio chiarite nei giorni a venire. Si conferma così con nettezza uno dei problemi evidenziati dall’attuale presidente dell’autorità portuale che, nelle varie conversazioni avute con chi scrive, avrebbe più volte lamentato l’inadeguatezza della struttura burocratica dell’ente e la sua limitata capacità tecnica, tanto da rendere improcrastinabile il potenziamento dell’organico con nuove e più adeguate competenze tecniche. Infatti, uno dei primi atti predisposti è stato l’adeguamento della pianta organica, già approvata dal ministero, che prevede 40 nuove unità tutte di alto profilo tecnico.
Uno dei commenti dei magistrati inquirenti si è rivolto proprio a queste presunte incapacità tecniche dei funzionari pubblici che, a causa di procedure di selezione quantomeno inadeguate, visti i risultati inducevano le autorità gestionali ad una pratica di esternalizzazione di questi compiti delicati al fine di non sprecare le opportunità offerte dai finanziamenti europei.
In attesa di ulteriori informazioni non ci resta che constatare, ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, come la pratica del clientelismo, vero o presunto, e della mancata selezione del personale pubblico secondo criteri oggettivi e meritocratici esponga tutto il sistema alla pratica corruttiva e all’inefficienza gestionale ed amministrativa.

Commenti recenti