E’ proprio vero quanto scriviamo da tempo: la burocrazia nel nostro paese è un mostro immarcescibile
La Civetta di Minerva, novembre 2018
Capita da sempre, ma oggi ne è percepita meglio l’assurdità, che gli enti pubblici sollecitati dai cittadini rispetto a situazioni che all’occhio dei più sprovveduti appaiono preoccupanti, rispondano trincerandosi su rilievi formali quali il mancato rispetto dei tempi, delle procedure o più semplicemente delle forme; così accade che interi patrimoni pubblici restino non gestiti (esempio dal Demanio, dai comuni, dalle ex province eccetera) mentre noi, impotenti, assistiamo al loro degrado e ci danniamo per l’illogicità delle situazioni che si vengono a creare…
Ad Augusta abbiamo diverse di queste situazioni: dal Castello Svevo al convento di San Domenico, dall’ex macello comunale alle strutture abbandonate del complesso scolastico Costa 2, passando per l’intera villa comunale al complesso del parco del Mulinello, costato cinque milioni di euro e abbandonato all’incuria e ai saccheggi vandalici.
Paradigmatica di questa situazione e di questi atteggiamenti è la vicenda Hangar per dirigibili, esempio unico di archeologia militare, abbandonato da oltre sette anni dopo una parentesi di qualche anno di vita dovuto all’attivismo di una associazione nata per valorizzarlo e restituirlo alla città. I nostri lettori ne conoscono la storia, perché più volte segnalata; l’ultima volta che ci siamo occupati del problema è stata quando, sempre a cura della suddetta associazione, venne segnalata alla prefettura l’assurdità di un’ordinanza sindacale che ne vietava l’accesso in tutta l’area imponendo fasce di rispetto chilometriche per motivi di sicurezza. Orbene l’associazione segnalava l’assurdità del provvedimento che, mentre a sud operava per oltre 800 metri, a nord – dove a meno di venti metri passava una strada provinciale frequentata – non si ponevano limiti.
Precisamente si affermava: ”Se la dichiarata pericolosità dell’edificio Hangar viene estesa a tutti i 20 ettari del parco dovrebbe interessare anche la strada provinciale ex 193 che confina con l’edificio Hangar e quindi essere interdetta al traffico. La strada provinciale invece è tutt’ora aperta al traffico”. A fronte dell’esposto, ben argomentato, ci si aspettava che la Prefettura intervenisse sul Comune per far modificare un’ordinanza che appariva illogica, contraddittoria e immotivata, invece con una nota a firma del Dirigente dott. Sindona ha risposto così: ‘’In riferimento al ricorso in oggetto (ricorso in data 16 aprile 2018 proposto dall’Associazione culturale di volontariato “Hangar Team Augusta” avverso le ordinanze sindacali n. 14 del 25 marzo 2016 e n. 30 del 26 maggio 2017, n.d.r.) proposto per l’annullamento delle ordinanze n. 14 del 25 marzo 2016 e n. 30 del 26 maggio 2017 adottate dal Sindaco di Augusta, ai sensi dell’articolo 54, commi 4 e 4bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nello svolgimento delle funzioni esercitate in qualità di ufficiale di governo, quali quelle in materia di ordine e sicurezza pubblica; si premette che lo scritto presentato è da intendersi, nella sostanza, a tutti gli effetti, come ricorso gerarchico sebbene formalmente esso sia stato indirizzato, oltre che al Prefetto di Siracusa, anche al Sindaco di Augusta, all’Agenzia del Demanio e, per conoscenza, al Comando Marittimo Sicilia. “Conseguentemente, il ricorso medesimo doveva essere proposto in bollo da € 16,00 anziché in carta semplice (a tal riguardo, verrà opportunamente interessata la competente Agenzia delle Entrate per il recupero dell’imposta dovuta all’Erario). Pregiudizialmente, si rileva, poi, che il ricorso gerarchico avverso le succitate ordinanze sindacali è irricevibile, in quanto proposto fuori termine. Secondo quando disposto, infatti, dall’articolo 2, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, il ricorso gerarchico “deve essere proposto nel termine di trenta giorni dalla data della notificazione o della comunicazione in via amministrativa dell’atto impugnato e da quando l’interessato ne abbia avuto piena conoscenza”.
Che dire? Leggendo la risposta ciascuno può farsi un’idea… Dal mio punto di vista non posso che riaffermare il concetto più volte espresso su queste colonne: la burocrazia nel nostro paese è un mostro immarcescibile.

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