Il presidente di Storia Patria ad Augusta, Giuseppe Carrabino: “In programma un catalogo dei beni culturali cittadini”
La Civetta di Minerva, ottobre 2018
Tra le storie che la città di Augusta può permettersi di raccontare ve ne sono alcune che sfidano il tempo, restando immortalate in epigrafi scolpite sulla pietra e pronte a ricordare, innanzitutto ai cittadini, le vicende umane cui la città ha fatto da sfondo.
Collocate all’incrocio tra via Principe Umberto e via Garibaldi, vi sono due evidenti iscrizioni poste a ricordo di due uomini coevi, in apparenza molto diversi tra loro, ma uniti dalla passione per la scienza e l’innovazione e, chissà, magari anche dall’affetto per la propria città. La prima è quella che ricorda la casa dove ha visto la luce Orso Mario Corbino, uno dei padri della fisica italiana, maestro di ben due premi nobel come Enrico Fermi ed Emilio Segrè, il suo “dirimpettaio” era invece Giovanni Lavaggi, aviatore scomparso nei pressi del Cairo, in un incidente aereo i cui contorni restano tuttora poco chiari.
Giungendo in piazza Duomo, non si può non porre gli occhi sulla splendida meridiana che si staglia sul lato destro del palazzo di città. Questo orologio solare racconta il senso di riconoscenza che alcuni tra i principali astronomi europei giunti in città in occasione dell’eclissi di sole del dicembre del 1870, intesero esprimere nei confronti della comunità che li aveva accolti, con curiosità e disponibilità.
A queste e a tante altre storie è stata dedicata una passeggiata tra le vie cittadine organizzata dal “Circolo Unione” di Augusta e dalla “Società augustana di storia patria” che ha visto oltre un centinaio di partecipanti ammirare a naso in su quelle lapidi davanti alle quali si passa spesso con troppa fretta e distrazione.
“L’iniziativa è andata benissimo – spiega Giuseppe Carrabino, presidente della società di storia patria – ed aveva anche lo scopo di aprire l’anno delle nostre attività, avviando un calendario di eventi e di visite guidate che si concluderà con la fine di novembre. Questa iniziativa ha avuto anche l’onore di ricevere il supporto del MIBACT, nell’ambito dell’anno europeo dei beni culturali. Collaboriamo con il Circolo Unione da diversi anni, lavorando insieme ad un intenso programma di attività e di itinerari per approfondire i siti di maggiore interesse storico e artistico della città, a cominciare dalle chiese del centro storico, e dedicandoci anche ad un censimento delle edicole votive. Questo evento, dedicato alle epigrafi, si inserisce in questo percorso, con l’intenzione di partire dalle iscrizioni per raccontare alcuni aspetti che riguardano la storia della città.
“L’itinerario di ieri ha previsto due ore di passeggiata, durante le quali sono state offerte ai partecipanti alcune pillole su diversi aspetti della storia e della tradizione cittadina. L’evento, intitolato “la pietra che parla”, ci ha permesso anche di illustrare ai partecipanti le tabelle toponomastiche, le pietre miliari, le pietre di fondazione, come quella ancora visibile alla base della chiesa di San Giuseppe, ed è stato un successo anche per l’interesse suscitato presso i più giovani”.
A proposito delle attività che la Società augustana di storia patria ha in serbo per le prossime settimane, Carrabino aggiunge che: “la Società ha avuto ben 352 adesioni e siamo pronti a presentare il primo volume del nostro Notiziario il 16 di ottobre. Il volume conterrà i contributi prestigiosi di studiosi e docenti universitari e una rubrica dedicata alle foto storiche della città. Nelle prossime settimane, porteremo avanti anche iniziative rivolte alle scuole tra cui quella denominata “U caruseddu delle parole scordate”, un salvadanaio delle parole dialettali cadute in disuso che i ragazzi dovranno riscoprire e fare propri.
“Abbiamo anche previsto una serie di incontri di spessore per analizzare il patrimonio materiale e immateriale della città, mostrando diversi documenti inediti. Tra questi, proporremo un evento dedicato alla chiesa di San Sebastiano in occasione dei tre secoli dell’istituzione della parrocchia, durante il quale sarà presentato uno studio svolto dall’Università di Catania. L’iniziativa avrà anche lo scopo di richiamare l’attenzione su uno spazio ancora chiuso al pubblico”.
L’iniziativa più ambiziosa e dai rilevanti risvolti storiografici riguarda, invece, come racconta Carrabino: “il progetto di creazione di un catalogo delle ricchezze storiche, architettoniche e ambientali della città. Il catalogo sarà il frutto del coinvolgimento con tutte le realtà che vorranno dare il proprio contributo. Ne verrà fuori un censimento del nostro patrimonio culturale e ambientale corredato da una descrizione sintetica di siti e manufatti, con lo scopo di avviare delle azioni di recupero e restauro, facendo chiarezza anche sulle competenze, in modo da individuare con maggiore facilità gli interlocutori con cui dialogare”.

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