Annunziata: “Ad Augusta non dobbiamo riempire i piazzali di containers”

“In termini economici danno una resa relativa”. Col presidente dell’AdSP intervista a tutto tondo sui problemi del porto di Augusta

 

La Civetta di Minerva, ottobre 2018

Prima delle ferie estive, approfittando di un allentamento degli impegni del Presidente dell’Autorità di Sistema della Sicilia orientale, siamo andati a trovare l’avv. Annunziata per fare una panoramica sullo stato dell’arte degli impegni e delle iniziative assunte dalla nuova autorità di gestione, acquisendo una molteplicità di notizie. La prima domanda ha riguardato le lamentele che alcuni operatori portuali hanno avanzato sullo stato dell’impianto antincendio nel porto di Augusta; abbiamo chiesto se vi siano in corso iniziative per rimetterlo in sesto: “Assolutamente si”, è la risposta; “è in corso una interlocuzione con i vigili del fuoco per superare il problema, che pensiamo di risolvere entro la fine dell’anno. Le aree sono attrezzate, il porto è a norma per l’antincendio, ma è necessario attrezzare area per area un punto antincendio per non aggravare i costi per gli operatori, cosa che faremo. A breve”.

Pratiche doganali. Le operazioni di PS risentono di una organizzazione del lavoro e delle sedi operative di entrambe le istituzioni pubbliche, anch’esse oggetto di lamentele da parte degli operatori per le lungaggini, i tempi morti e le varie disorganizzazioni operative; l’Adsp sta affrontando il problema?

Intanto bisogna dire che alcune lungaggini e disfunzioni riguardano tutti i porti italiani e sono conseguenza delle organizzazioni proprie di questi enti statali rispetto ai quali non abbiamo competenza e non possiamo intervenire direttamente. Comunque segnaleremo a questura e prefettura le disfunzioni perché venga superata la rigidità operativa di questi enti; queste rigidità rappresentano un vero e proprio vulnus alla efficienza del nostro sistema portuale. Per ciò che riguarda lo sdoganamento, nel porto di Salerno dove ho operato precedentemente, si è messo a punto un sistema grazie al quale si carica e si sdogana in partenza, con un sistema satellitare che controlla il container e le merci. Questa soluzione potrebbe, in parte, anche da noi, attenuare il problema. Per ciò che concerne le sedi operative per gli operatori siamo disponibili, in un contesto di “risarcimento” alla città, ad affrontare il problema; in questa direzione stiamo interloquendo col Comune per avere uffici in città.

Non sempre, però, va detto, alcuni investimenti infrastrutturali sono stati positivi, come ad esempio il caso delle gru costate circa 200 milioni di euro e che presentano problemi operativi non indifferenti.

“Nel caso delle gru abbiamo avuto ed abbiamo problemi perché è tutto in mano alla magistratura ma io non posso aspettare una sentenza fra 10 anni e ci stiamo attrezzando per fare qualcosa; io mi sono ritrovato con un bubbone rispetto al quale non intendo guardare in faccia a nessuno e rispetto al quale chi ha responsabilità pagherà, ma non staremo con le mani in mano…”.

Che notizie sul piano regolatore? Si era iniziato un percorso che poi si è arenato in seguito all’accorpamento in un’unica autorità delle competenze gestionali.

“Anche per questo abbiamo buone notizie. Da pochi giorni è stata definita la gara per il supporto tecnico e ora si avvierà il confronto con il territorio e gli enti istituzionali competenti per varare il nuovo piano regolatore del sistema portuale di nostra competenza”.

È stato approvato recentemente dal ministero l’allargamento a 41 nuove unità della pianta organica: a quando i bandi?

“Si è vero, finalmente potremo dotarci di un apparato tecnico/amministrativo adeguato alle potenzialità del sistema portuale della Sicilia orientale. Intanto, poiché le procedure per i dipendenti a tempo determinato sono più veloci (i cosiddetti dipendenti interinali), abbiamo disposto per questo tipo di figure la procedura di selezione e contemporaneamente abbiamo avviato la procedura per le assunzioni a tempo indeterminato. Sul nostro sito si potranno, in assoluta trasparenza, avere tutte le informazioni relative, intanto è stato pubblicato il bando per la scelta della società che dovrà gestire le domande che verranno presentate. Successivamente verranno pubblicati i veri e propri bandi per la procedura concorsuale”.

Pensa che l’Adsp possa impiegare parte delle sue cospicue risorse per rifare la protezione del Castello Svevo, ad esempio rafforzando le protezioni a mare ormai erose dal tempo come parziale ristoro a favore della città?

“Io impiegherei quante più risorse possibili su Augusta per il diritto che questa città ha di avere tante cose a fronte degli incassi prodotti dal suo porto; purtroppo abbiamo vincoli e limiti da parte delle leggi e dei revisori che ci limitano negli interventi, dobbiamo quindi trovare il sistema per fare attività compatibili con i nostri obiettivi istituzionali e li troveremo volta per volta. In questo senso, ad esempio, stiamo valutando col comune come fare per realizzare un pozzo per dare più acqua alla città e al porto e come utilizzare il San Domenico per dare uffici nell’isola a vantaggio degli operatori e degli enti che operano nel porto”.

Nella città è sempre viva l’attenzione all’aspetto ambientale: a che punto siamo con le bonifiche dei fondali?

“Ho avuto modo di parlare, a margine di un convegno, con il nuovo ministro e aspetto una convocazione. Allo stato tutto è fermo, cerco di seguire il problema ed ho chiesto al ministro di essere ricevuto. La questione, avviata nel passato, risente ad oggi di un totale blocco. Cercherò di sollecitare, anche se non è nelle specifiche competenze dell’ADSP, affinché il problema torni all’attenzione di tutti e si impostino le linee operative per affrontare e risolvere, per quanto possibili, nel rispetto dell’ambiente, i problemi relativi all’inquinamento della rada”.

E sulla eliminazione del naviglio abbandonato che marcisce da anni dentro il porto?

“È anche, ma non solo, di nostra competenza; per anni abbiamo avuto una nave bloccata in banchina, che finalmente è stata spostata. Certo, nel passato si è approfittato di una disponibilità degli spazi presenti nel porto trasformandolo di fatto in un deposito. Il problema, però, rientra nelle competenze della capitaneria e a volte della magistratura, io sono in carica da 14 mesi e ho dato, con un organico ridotto rispetto alle esigenze, priorità ad altri problemi più impellenti ed importanti. Comunque, affronteremo anche questo problema”.

Sempre in campo ambientale: nel passato si è assistito a fenomeni di eutrofizzazione che hanno causato una notevole morìa di pesci a causa dello scarso ricambio delle acque tra porto Xifonio e porto megarese dovuta all’innalzamento dei fondali sul Rivellino. l’Adsp ha previsto qualcosa in merito?

“Anche qui le competenze non sono nostre ma abbiamo avviato l’esame del problema con la Regione dichiarando la nostra disponibilità ad intervenire con le nostre risorse, sempre nell’ottica di un “risarcimento” alla città; speriamo a breve di dare risposte concrete in merito”.

Di vostra competenza però, ritengo siano i problemi dell’inquinamento derivanti dai prodotti di combustione espulsi dalle navi. Un problema quasi mai affrontato ma che comporta un rilevante apporto di inquinanti nell’aria e concorre significativamente all’inquinamento globale della zona. Le scelte europee conseguenti all’accordo di Parigi sull’abbattimento dell’inquinamento globale prevedono la sostituzione graduale per l’alimentazione delle navi dei combustibili liquidi con il GNL e con l’energia elettrica; tenuto anche conto del fatto che molte compagnie di navigazione per le nuove navi stanno facendo la scelta dell’alimentazione GNL, come si pone l’Adsp della Sicilia per garantire questo tipo di bunker in Augusta?

“È vero quanto dice e ci stiamo occupando del problema attraverso un consulente, scelto per gara, che risolverà il problema della fornitura di energia elettrica in banchina e ci darà indicazioni su dove meglio, tenuto conto delle caratteristiche della zona industriale, allocare il deposito GNL che dovremo fare in ossequio alle disposizioni di legge e all’evoluzione del mercato dell’alimentazione energetica delle navi. Tutto cercheremo di farlo nelle condizioni di massima sicurezza. Stiamo discutendo con diversi gruppi che si occupano di GNL e abbiamo già avviato una procedura pubblica per la realizzazione del deposito di GNL nell’area di competenza dell’ADSP nelle condizioni di massima sicurezza”.

Dove verrà localizzato il deposito tenuto conto della contrarietà registrata nel passato verso il rigassificatore nella nostra zona?

“Intanto precisiamo che non si tratta di un rigassificatore ma di un deposito la cui localizzazione sarà determinata dalle indicazioni che daranno i tecnici specializzati. Noi comunque partiamo da un presupposto facilmente verificabile: non c’è stato nessun incidente nel mondo legato al GNL; dobbiamo sfatare questo problema della grande pericolosità del gnl, qui tutto è pericoloso anche un’autovettura che usa il gas liquido, dobbiamo sdrammatizzare e confrontarci col problema sicurezza in modo serio adottando tutte le misure necessarie per garantire le popolazioni e i lavoratori, altrimenti resteremo ai margini dello sviluppo, ripeto adottando tutte le misure necessarie che le persone competenti ci daranno, senza semplificazioni e superficialità; in questo senso siamo disponibili a qualsiasi confronto serio e documentato con gli esperti e con l’università per giungere alle soluzioni più adeguate rispettose della sicurezza e dell’ambiente; infatti l’alimentazione dei motori marini col GNL garantirà un significativo miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente nella nostra zona.

Faremo le nostre scelte confrontandoci con i rappresentanti istituzionali preposti a questa problematica e daremo conto dei risultati di queste consultazioni, in trasparenza e massima informazione a tutti, singoli, associati e ai rappresentanti del territorio. La nostra intenzione è fare il deposito”.

Il prof. Paolo Costa, consulente all’Adsp di Augusta e Catania, ha dichiarato alla stampa che Augusta non ha un futuro nel settore containers; qual è la sua valutazione?

“Penso che ci sia stato un fraintendimento del ragionamento offerto dal prof. Costa (uno dei massimi esperti al mondo sui temi della logistica) alla stampa, poiché egli sa bene che il futuro di un porto è legato anche all’azienda porto che tu crei (arricchendolo con infrastrutture e opportunità operative efficienti, n.d.r.) e sulla base di ciò che questa azienda offre al mercato. Il mercato, poi, farà le sue scelte. A breve avremo un documento redatto dallo stesso Costa che chiarirà in maniera inequivocabile il suo punto di vista poiché è in via di redazione uno studio sul problema commissionato dalla nostra autorità portuale.

Va detto che il raddoppio del traffico a Suez ci rende automaticamente potenziali percettori di questo traffico, In questo contesto, va detto che lo stesso Costa pensa ad opportunità concrete per questo porto nel settore dell’automotive e nella catena del freddo per sostenere le produzioni in agricoltura e in tutto il settore dell’agroalimentare; per questo vanno potenziate tutte le infrastrutture portuali e del trasporto. Il container è importante e sarà importante per ciò che produce il territorio; non penso che in quest’area, vista la presenza di Gioia Tauro e degli investimenti futuri previsti per Palermo (si prevede l’impiego di 5 miliardi per potenziare il trashipment, ndr), sia una buona idea puntare su questo versante; non dobbiamo riempire i piazzali di container, che danno una resa relativa in termini economici; se il mercato lo richiederà daremo risposte anche in questo settore, ma non penso sia questo il segmento prioritario su cui svilupparci. Sarà utile un confronto con il territorio che insiste sull’area portuale, quindi tutta la Sicilia orientale, per fare sinergie utili a supporto dello sviluppo delle nostre aree portuali. In questo senso sarà importante ciò che potranno determinare le Zes (zone economiche speciali n.d.r.) perché abbiamo registrato segnali importanti e concreto interesse per quest’area da parte di molti operatori mondiali con cui siamo in contatto permanente”.

A proposito di Zes, la regione Campania ha fatto le sue scelte già da 5 mesi e la Sicilia ancora non ha definito il suo programma di sviluppo infrastrutturale…

“La Campania aveva avviato da tempo (circa tre anni fa, lo ricordo in quanto presidente dell’autorità portuale di Salerno) l’esame del problema, in Sicilia si è cominciato da poco; in questa direzione abbiamo già fatto tre riunioni in merito e da parte di alcuni tecnici di livello nazionale si stanno individuando le linee strategiche su cui impostare il futuro programma di sviluppo infrastrutturale della regione. Dovrebbe essere definito tutto entro ottobre, così mi ha assicurato il Presidente Musumeci. I comuni, però, dovranno dire cosa pensano, così come gli operatori economici. Va detto, però, che sarà il mercato a stabilire la linea. Nel sistema dei trasporti e nel suo sviluppo mai sono state decisive le aspirazioni dei territori. Caso emblematico quello di Alitalia, quando si decise di puntare tutto su Malpensa il mercato determinò il crollo del business della compagnia di bandiera. Il mercato va studiato, accompagnato, sostenuto, è illusorio pensare che la politica possa imporre un mercato, tutt’al più lo può governare ma non inventare. Il territorio si deve attrezzare per offrire al mercato le opportunità utili. Quando avremo la diga foranea risistemata (4,5 km di rifacimento già in gara), quando avremo i piazzali (già in corso di potenziamento), quando avremo la ferrovia il cui braccio di tre chilometri (che sarà in gara per fine anno) si collegherà con la Siracusa Bicocca, potremo aspirare ad essere un porto competitivo e sufficientemente attrezzato per offrire agli imprenditori internazionali che, ripeto, sono molto interessati, lo strumento per implementare affari e investimenti. Per questo stiamo lavorando alacremente perché il tempo sarà una componente importante per attrarre i traffici; prima saremo attrezzati, prima vedremo rifiorire il porto”.

In merito alle Zes l’Adsp ha fatto proposte? E quali?

“La legge parla di aree non necessariamente contigue ma correlate ed omogenee all’interesse economico connesso allo sviluppo portuale, quindi anche aree molto distanti dal porto, per questo motivo abbiamo dato alla Regione informazioni sulle aree all’interno dell’Adsp, non posso indicare aree su cui non ho competenza, ma la Regione valuterà anche sulla base del suo piano di sviluppo eventuali aree esterne alle nostre per includerle eventualmente nelle ZES. Saranno anche i comuni che eventualmente segnaleranno aree esterne. E’la Regione che, dialogando con i comuni come Siracusa o Ragusa, dovrà assumersi la responsabilità delle scelte; noi abbiamo indicato solo aree all’interno dei territori di nostra competenza, in particolare quelle di proprietà pubblica, altro non possiamo fare”.

È nei piani dell’Adsp un allargamento dei confini dell’area di competenza al golfo Xifonio, al porto rifugio di Targia, Siracusa e Gela?

“Diciamo che sarebbe auspicabile, io ho sempre pensato ad una macroarea all’interno della quale ognuno sia incaricato di svolgere compiti specifici, è evidente che oggi anche in questo abbiamo dei ritardi, allo stato attuale della organizzazione dell’Adsp non abbiamo le risorse umane per gestire un territorio così vasto, una volta che potenzieremo i nostri organici sarà utile pensare ad un allargamento delle aree di competenza dell’Asdp. D’Altronde quando siamo stati a Miami per promuovere il porto di Catania abbiamo parlato anche di Augusta e sarebbe stato utile parlare anche di Siracusa per offrire un pacchetto completo e variegato delle opportunità che offre la Sicilia orientale, ad esempio nel settore crocieristico e dei servizi. Chi si deve attivare per promuovere queste sinergie sono i Comuni che con i rappresentanti del territorio devono rappresentare all’autorità statale questa necessità”.

Tempo fa si è data notizia della stipula di un protocollo di intesa con la Marina Militare per realizzare una sinergia nell’uso delle strutture militari per la realizzazione di un polo cantieristico per lo smantellamento delle unità navali militari e civili nel porto di Augusta. Si sono fatti passi avanti? E qual è la concreta possibilità di sviluppare il progetto?

“Il protocollo è stato sottoscritto e siamo in attesa dell’approvazione dello stesso da parte dell’autorità militare nazionale; già esiste una cantieristica a Palermo, ma qui c’è una specifica opportunità per la cantieristica legata alle navi militari perché sta crescendo la forza militare per la base di Augusta; confidiamo sul supporto dei militari per realizzare quello che sarà il più grande bacino del Mediterraneo. Crediamo in questo progetto e siamo disponibili a fare la nostra parte con gli investimenti necessari”.

Concludiamo la chiacchierata con il tema che ha appassionato cittadini ed operatori per molto tempo: com’è finita la vicenda della sede legale dell’Adsp?

“Sul piano giuridico è Augusta, anche se dal mio punto di vista è un falso problema. A me non risulta altra sede legale che non sia Augusta”.

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