Fondato da una donna che, morta la madre, non riusciva ad accedere a molti dei suoi documenti in formato digitale o telematico. Molti i servizi offerti: dalla custodia delle password alla gestione delle proprie volontà in caso di eventi improvvisi
La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018
La gestione dei social e, più in generale, della realtà virtuale nella quale, volenti o nolenti, esistiamo comincia a creare dei problemi, man mano che le generazioni proseguono e che l’uso di internet si diffonde. Cosa ne è del nostro “io telematico” dopo che il nostro io in carne ed ossa viene meno?
La questione può forse apparire un po’ macabra, ma dà luogo ad una serie di inconvenienti non di poco conto. Le password delle e-mail, i riferimenti dei portali a cui accediamo, i codici cliente sui siti delle banche, gli innumerevoli nome-utente con i quali ci registriamo: tutto questo patrimonio – protetto da sistemi anti-virus e meccanismi di tutela della riservatezza – rischia di non essere accessibile da parte dei nostri cari.
Se la soluzione di buonsenso sembra quella di recuperare tradizionali carta e penna, c’è anche chi ha riflettuto sulla questione e ha pensato di ricavarne un lavoro.
Non c’è da stupirsi, allora, che l’annuale sondaggio antecedente gli esami di maturità abbia confermato un trend ormai consolidato: i giovani di oggi hanno contezza del fatto che le professioni standard – quelle da colletti bianchi della generazione dei loro genitori – non hanno più un posto preponderante nel loro futuro. E se l’innovatività e la creatività sono le vere chiavi del successo, l’idea di occuparsi della conservazione dei dati virtuali e della gestione del post mortem appare senz’altro d’avanguardia.
L’imprenditrice statunitense, che ha creato il sistema dal nome evocativo “The peace of mind” (in italiano, la tranquillità di spirito), racconta di essere stata mossa da una vicenda personale: la perdita improvvisa della propria madre, che l’ha costretta a fare i conti con l’impossibilità di accedere a molti dei suoi documenti in formato digitale o telematico. La società che ha fondato offre pacchetti di consulenza e gestione, promettendo di occuparsi di tutte quelle faccende pratiche, tediose e terribili, che seguono la dipartita dei propri cari. Pagando, si delegano ad altri le questioni e le attività che non si ha voglia di portare a termine durante un lutto. Ma non solo: è possibile anche istruire il proprio consulente su ciò che si vuole accada a se stessi, nel caso di incapacità fisica o mentale sopravvenuta; una sorta di testamento biologico, una sorta di polizza assicurativa, una sorta di piano di emergenza, per essere sicuri di decidere del proprio sé, in qualunque situazione.
I prezzi fissati per i servizi del sito www.letsbackupyourlife.com vanno dai trecento ai mille dollari; i “pacchetti” si adattano ad individui, famiglie o imprenditori e spaziano dalla custodia di tutte le proprie password alla gestione delle proprie volontà in caso di eventi improvvisi.
Lo scopo del mondo del web e dei servizi è, ancora una volta, quello di farci sentire meno isolati; di certo, però, ci sentiamo più soli.

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