Le fonti di informazioni e facebook nel libro di Melania Sorbera

Tre profili di utenze emergono dallo studio condotto dalla giornalista e sociologa siracusana. Le donne hanno superato gli uomini nell’utilizzo della rete. Solo il 5,5% di italiani utilizza le fonti tradizionali per informarsi.

[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva 01 giugno 2018

“Fonti di informazione e social media. Uno studio sulla crescita di Facebook”. Si intitola così il libro che Melania Sorbera ha pubblicato con la casa editrice “Stamen” e presentato ieri per la prima volta nella nostra città presso Impact Hub. Il libro è frutto di una ricerca che la giornalista e sociologa siracusana ha effettuato con l’Università di Messina nel 2016. “Siamo veramente liberi se possiamo scrivere tutto ciò che vogliamo?”, si chiede il giornalista, Gaetano Guzzardo, vice segretario dell’Assostampa Siracusa, introducendo il libro alla presenza di tanti cittadini interessati. “Oggi con i social e la rete siamo tutti possessori di informazione”, prosegue Gaetano Guzzardo, “ma questa informazione è veloce e nella maggior parte dei casi viola la regola prima del giornalismo e cioè la verifica delle fonti”.

Il libro affronta il cambiamento nell’utilizzo delle fonti di informazioni da parte degli italiani attraverso un lavoro di ricerca che, condotto su un campione di persone, ha presso in esame il sesso, l’età e il titolo di studio dei partecipanti. Attraverso questo studio sono stati individuati tre profili di utenti. Il primo profilo, costituito da circa il 60% del campione, utilizza fonti di informazione tradizionali (giornali, riviste, libri) e digitali (social network, canali digitali, motori di ricerca, rete). All’interno di questo gruppo troviamo in media un uguale numero di donne e uomini, gli appartenenti sono per lo più laureati con una fascia età che arriva fino a 60 anni. Il secondo profilo di utenti, costituito dal 35% del campione, utilizza invece solamente fonti di informazioni digitali. Si tratta per lo più di persone che hanno una età dai 14 ai 30 anni, con titolo di studio del diploma e sono essenzialmente donne. L’utilizzo di questa fonte di informazione è dettata dalla velocità nel reperimento e dalla gratuità della fonte. Il terzo e ultimo profilo di utenti (5,5%) utilizzano solamente fonti tradizionali.

“Fa riflettere che la maggioranza di persone che utilizza fonti di informazioni digitali siano donne”, commenta Melania Sorbera. “Nel passato le donne erano predisposte ad un tipo di comunicazione <face to face> mentre gli uomini ad una comunicazione di tipo <mediata>. Nonostante ciò le donne hanno superato gli uomini nell’utilizzo della rete”.

Dalla ricerca riportata nel libro di Melania Sorbera emerge che il social più utilizzato è Facebook. Lo utilizza il 75% degli italiani e negli ultimi anni si è assistito ad un aumento di credibilità da parte degli utenti nei suoi confronti. Questo “social” veicola la maggior parte dell’informazione digitale e serve agli utenti per creare relazioni, legami virtuali con amici e conoscenti. “Una parte della propria identità individuale viene creata su facebook”, commenta la giornalista siracusana. La rete e facebook hanno cambiato il modo di leggere che è sicuramente diverso rispetto a quello tradizionale. “I ragazzi hanno acquistato una particolare capacità visiva spaziale ma hanno perso altre capacità come l’immaginazione”.

Gaetano Guzzardo e Melania Sorbera affrontano anche la questione delle “fake news”. “In Germania esiste una legge che regolamenta le “fake news” tutelando gli utenti soprattutto durante il periodo elettorale; in Italia, era stata proposta nella precedente legislatura ma poi è sfumata”. Ci si può difendere dalla fake news segnalandole attraverso lo stesso social oppure usufruendo di un servizio messo a disposizione dalla polizia postale che durante le votazioni politiche del 4 marzo aveva avviato anche il servizio di “fake checking”.

“E’ possibile seguire le notizie continuando ad utilizzare le regole del codice deontologico dei giornalisti che non può essere asfaltato dalla velocità della rete”, conclude Gaetano Guzzardo.

 

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