Sui fondi per la microzonazione sismica interviene l’esperto dottor Gino Romagnoli: “Col nuovo bando assegnati alla città 90 mila euro”, “Ora occorre lo studio geologico a supporto del PRG”
La Civetta di Minerva, 11 maggio 2018
In seguito alla nota pubblicata dal giornale del 14/04/2018 con titolo “solo 8 comuni della provincia hanno chiesto i fondi per la mappatura del territorio. Augusta non c’è” ho ricevuto dal dr. Gino Romagnoli del gruppo augustano “Fare squadra” questa nota di puntualizzazione che rende esaustivo e più completo l’articolo di cui trattasi, che pubblico con piacere poiché l’obiettivo della nota era informare in maniera più completa possibile su temi di assoluto interesse delle comunità e sui quali raramente le istituzioni preposte lasciano filtrare notizie o danno informazioni complete per nascondere le proprie insufficienze.
”Mi permetto di chiarire alcuni punti affrontati nell’articolo del prof. Totis, riguardanti la richiesta di finanziamento da parte del comune per gli studi di microzonazione sismica, avendo letto alcune imprecisioni. Credo sia doveroso da parte mia, essendo coautore di diversi studi di microzonazione sismica realizzati dall’Università di Catania, tra cui alcuni degli 8 della provincia di SR.
“Gli 8 comuni della provincia che hanno gli studi di microzonazione sismica di livello 1 non hanno chiesto nulla. Dal 2010, con ordinanze annuali, sono stati assegnati alla Regione Siciliana dalla Protezione Civile nazionale i fondi relativi all’art. 11 della legge 77/2009 per gli studi di MS in diversi comuni della regione. La prima annualità del 2010 permetteva gli studi in 58 comuni. La Regione ha deciso di dare priorità ai comuni con più alta pericolosità sismica, e tra questi sicuramente c’era Augusta.
“La Regione però ha assegnato i fondi chiedendo ai comuni un piccolo cofinanziamento. Ecco che Augusta esce di scena: probabilmente alla richiesta di cofinanziamento (qualche migliaio di euro) il Comune di Augusta, a quei tempi con sindaco Carrubba, decide di non cofinanziare. Successivamente la Regione, con Crocetta, ha accantonato le diverse annualità di finanziamento ricevute. Dopo 8 anni di nulla, grazie a un cofinanziamento con fondi europei, gli studi di microzonazione sismica sono stati recentemente banditi per circa 300 comuni siciliani. Per Augusta sono già stati finanziati circa 90.000 €, per gli studi di microzonazione sismica di livello 1 e 3 e analisi della CLE, ed è stato già pubblicato il bando per l’affidamento.
“La responsabilità dell’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Cettina Di Pietro, è relativa invece a non aver ancora fornito uno studio geologico a supporto del P. R. G. e un aggiornamento del piano di emergenza di Protezione civile comunale, che sono di fondamentale importanza per la qualità degli studi di Microzonazione sismica, come sottolineato qualche mese fa in una richiesta che, ad oggi, non ha ricevuto alcuna risposta.
Questa la nota emessa a nome del movimento civico ‘Facciamo squadra’ : <Chiediamo da diverso tempo che fine abbia fatto l’aggiornamento del piano di emergenza di protezione civile del nostro Comune, eppure proclamato con tanta enfasi in una conferenza stampa dall’attuale amministrazione qualche anno fa. Così come il bando per l’affidamento per lo studio geologico a supporto del piano regolatore comunale bandito circa un anno fa. In nome della trasparenza, più volte citata dai nostri amministratori chiediamo si riferisca sui tempi previsti per l’approvazione dell’aggiornamento del piano e l’affidamento dello studio geologico.
<Tali gravi mancanze pregiudicheranno la qualità dello studio di microzonazione sismica di primo e terzo livello e analisi della Cle (Condizione limite di emergenza) che per il comune di Augusta è stato finanziata dal dipartimento nazionale di protezione civile e che partirà a breve – ricorda Romagnoli –. L’analisi della Cle per gli edifici strategici (municipio, ospedale, caserme dei VV.FF, Coc, ecc…), non può prescindere dal piano di emergenza o di protezione civile, essendo un’attività necessaria, appunto, per verificare le scelte contenute nel piano stesso. Il tempo a disposizione sta per scadere; il rischio sismico, ancorché silenzioso, è subdolo. Il terremoto non avvisa; l’unica arma è, come dicevamo, la prevenzione. La prevenzione va fatta, non annunciata. Servono fatti concreti, non i soliti annunci. Vogliamo date certe, documenti e azioni precise, perché non serve piangere sui danni quando è possibile fare qualcosa per limitarli“.
Fin qui la nota rilasciata a suo tempo che volentieri ripubblichiamo.

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