Schierati contro una maggioranza pasticciona e… infiltrata. Le forti perplessità dei consiglieri Infalletta e Vassallo sui numeri del Piano Tariffario
La Civetta di Minerva, 27 aprile 2018
Durante la seduta del Consiglio Comunale di Floridia del 27 marzo erano già emerse forti perplessità sul Piano Finanziario 2018 e le tariffe in esso contemplate, in particolare in merito alle utenze domestiche e ai nuclei familiari inseriti nel ruolo TARI. Il piano finanziario, allegato alla proposta di delibera, riportava solo 8.689 “nuclei familiari” e non i 12.652 che figuravano nel precedente. La consigliera Manuela Infalletta (M5S), rimarcando la significativa ed incredibile discordanza, aveva spinto il Consiglio a rinviare la seduta di 24 ore per una necessaria verifica. Ma le spiegazioni addotte dal funzionario responsabile dell’Ufficio Tributi non sono apparse del tutto convincenti nella successiva seduta dell’indomani. Non sarebbero state conteggiate, inizialmente, le case disabitate.
La svista sarebbe già stata superata con l’elaborazione di un nuovo Piano tariffario per una superficie totale delle abitazioni aggiornata al dato reale: da 973.000 a 1.040.079 mq. E con la copertura del 100% dei costi. Ma la correzione annunciata non sarà apparsa congrua, a lume di naso: uno scostamento di quasi 4.000 “nuclei familiari” (circa un terzo!) sarebbe stato corretto con un ricalcolo, in termini di superficie, di appena 67.079 mq. aggiunti ai 973.000. Appena un 14° in più della superficie di 973.000 mq. Meglio vederci chiaro. Il sospetto che rimane sotteso alla questione dei “nuclei familiari” è che si rischi di spalmare il costo del servizio su una platea misteriosamente ridotta. O sin troppo ridotta. Che pagherebbe anche per altri.
Pertanto, la consigliera Monica Infalletta, poco convinta, trovava poco normale che il nuovo Piano venisse consegnato solo appena cinque minuti prima dei lavori ed evidenziava che il Consiglio non sarebbe stato messo in condizioni di studiare ed approfondire adeguatamente il documento. Il consigliere Gaetano Vassallo avvertiva che il Consiglio, a suo avviso, si trovava davanti ad una variazione sostanziale della prima proposta di delibera contenuta nell’ordine del giorno, in quanto sarebbero stati modificati i dati numerici relativi ai nuclei familiari, la superficie totale delle abitazioni, i cofficienti delle utenze domestiche e la supeficie media delle abitazioni. Sarebbero occorsi controlli più approfonditi e, dunque, il tempo necessario per permettere ai consiglieri comunali di verificare, in seno alle commissioni competenti, gli aspetti del nuovo Piano.
Punto piuttosto carente del documento sarebbe stato la mancata previsione delle agevolazioni e riduzioni (di cui all’art. 1, comma 660, della legge 147/2013) e la mancata indicazione dei riflessi, considerato che “il costo delle riduzioni, esenzioni, detassazioni e agevolazioni (…) resta a carico degli altri contribuenti in osservanza dell’obbligo di copertura integrale dei costi”. Ma, nonostante il peso dei rilievi espressi, il documento sarebbe stato frettolosamente posto ai voti e deliberato con il voto contrario dei consiglieri Bonanno, Carianni, Infalletta e Vassallo. E per giunta senza precisare quale delle due versioni della delibera venisse posta ai voti: “senza fare alcun cenno ad eventuali modifiche rispetto alla proposta di delibera originaria”, precisano i consiglieri sopra citati in un loro successivo esposto al Collegio dei revisori dei conti.
Segnalano inoltre, nello stesso esposto, che “in materia di TARI, è stata presentata, il 5 aprile scorso, una interrogazione urgente, ma rimasta senza riscontro da parte dell’Ammnistrazione Comunale, con la quale si chiedono chiarimenti su aspetti determinanti del Piano Finanziario TARI. Segnalano infine che per i contenuti di dubbia valenza e per i vizi di legittimità della delibera risultano già pregiudicate le valutazioni che il Consiglio Comunale sarà chiamato ad esprimere in sede di approvazione del bilancio di previsione 2018-2020. L’Amministrazione è preavvisata.
Che dire di questa vicenda? Ci si può solo complimentare per l’acume dei consiglieri Bonanno, Vassallo, Infalletta e Carianni e ci si augura che l’Amministrazione sappia correre ai ripari con opportuno ravvedimento. Nell’interesse dei cittadini.
Buon segno. Ci si aspetta che certa vecchia politica clientelare e pasticciona, che si è coalizzata con elementi gravitanti nell’orbita di personaggi come Pippo Gennuso, sappia apprendere qualcosa dai consiglieri di opposizione. E rinnovarsi. E scollarsi di dosso parentele politiche imbarazzanti, che potrebbero indurre a sospettare infiltrazioni di influenze poco chiare nel civico consesso. E prestare ascolto alle richieste di trasparenza e di chiarezza. È chiedere troppo?

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