Conclusasi con successo la quarta edizione con la partecipazione dell’attore Leo Gullotta: c’è già chi lo vede alla guida di Arcigay Nazionale
[Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 22 giugno 2018
E’ ancora Armando Caravini il protagonista del Siracusa Pride 2018, l’uomo che coadiuvato da una squadra perfetta è riuscito ad organizzare con successo per la quarta volta consecutiva il Pride più a sud d’Italia, che ha visto negli anni la partecipazione di ospiti importanti come Lunetta Savino, Vladimir Luxuria, Monica Cirinnà, Enrico Lo Verso e quest’anno Leo Gullotta. E’ ancora lui il protagonista del Pride 2018 anche quando grida dal palco, alla fine del corteo: “Siracusa è una città di accoglienza, lo è sempre stata, e noi i porti non li chiuderemo mai, Salvini, mai”, rimarcando il tema di questa edizione “Essere Umani” con le parole chiavi “Umanità, Mare e Resistenza”
E’ c’è già chi lo vede alla guida di Arcigay Nazionale, chi ha scommesso su di lui, lasciandogli il timone e il futuro del movimento lgbt di Siracusa, dopo aver fondato l’associazione con tanti anni di lotta e battaglie. Agata Ruscica lo ammette pubblicamente augurandogli di diventare al più presto Presidente Nazionale: “Lo merita veramente per quello che ha dimostrato di saper fare a Siracusa e che è in grado di fare anche ad alti livelli”. Continua la combattente Agata: “Ho deciso di partecipare quest’anno al Pride perché abbiamo un governo che non ci rappresenta, perché quest’anno più di altri anni abbiamo attacchi di ogni sorta sui diritti civili”.
Armando è giovanissimo come i tanti studenti che hanno partecipato al Siracusa Pride 2018. E’ giovane come loro e come loro sogna e si adopera affinché i sogni diventino realtà. E’ una festa sotto il palco: si balla, si canta e si ride come solo i ragazzi sanno fare, non paghi di aver ballato, cantato e riso per tutto il tragitto del corteo che da Porta Marina si è snodato per le vie di Ortigia giungendo in piazza Cesare Battisti. Un arcobaleno di suoni e colori che riflette il caleidoscopico mondo di sentimenti, emozioni, pensieri, sogni che solo questi ragazzi che si preparano a prendere in mano il futuro possono avere. “Voi giovani avete preso il testimone e voi siete più importanti di quelli che se ne stanno a casa e si nascondono”, urla Agata Ruscica dal palco.
Armando Caravini, protagonista del Siracusa Pride 2018 è, però, in ottima compagnia. Leo Gullotta, attore siciliano di fama internazionale, non si risparmia, dona durante il corteo sorrisi e saluti, si presta per i “selfie” e attirando l’attenzione su di sè, focalizza l’interesse della città su questo evento. Meravigliandosi dell’assenza di una parte di città, commenta nel suo dialetto “Nun sacciu, su ammucciati, s’affruntano. E’ un pensiero sciocco quello che fanno. Bisogna metterci sempre la faccia perché siamo tutti persone e non siamo numeri”. Continua Leo Gullotta: “Giovani dovete porvi delle domande e dobbiamo crescere tutti. Siamo visibili, ministro Fontana. Il ministro non sa alcune cose: informiamolo”.
Armando Caravini che non dimentica mai di ringraziare i suoi genitori e che chiama “madre”, Giovanni Caloggero, consigliere nazionale per Arcigay Catania, chiamato ad intervenire dal palco: “E’ un’occasione di riflessione questo Siracusa Pride 2018. Questo evento è un bene che appartiene a tutta la città e che Arcigay grazie ad Armando è riuscito a donarlo a tutti”.
Interviene anche Paolo Patanè, ex presidente di Arcigay Sicilia, che è riuscito a creare i cinque comitati regionali, il gruppo più numeroso di tutta l’Italia. “Il Pride non è il luogo e il momento di alcuni ma è il luogo e il momento di tutti perché la libertà è un patrimonio per tutti e non soltanto di chi ne fa istanza, è anche di chi crede di esserne solo un osservatore e che in verità si riscopre poi esserne un beneficiario”.
Alla nostra domanda di qualche anno fa di cosa ci fosse nel suo futuro, Armando Caravini rispose con queste parole: “Desidererei proseguire con l’associazionismo e candidarmi all’Arcigay nazionale. Mi auguro di avere un compagno e di avere un po’ di serenità, un lavoro per sempre. Sento di avere la responsabilità non solo dell’associazione ma anche di tanta gente che crede in me e che mi vede come modello. Io dico che Armando Caravini è Arcigay, ma Arcigay non è Armando Caravini, cioè anche quando io non ci sarò più Arcigay continuerà ad andare avanti”.
Parole umili di un giovane che sogna e sa trasformare i sogni in realtà.

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