Dualismo maschio-femmina, è sempre la donna che esalta o deprime

Ma ci pensate se maschio e femmina fossero perfettamente identici (tranne che per quel particolare che fece dire a De Gaulle “Vive la difference!”) che razza di grigiore sarebbe?

 

La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018

L’universo donna, l’altra metà del cielo, il pianeta donna: chiamatelo come vi pare, rimane pur sempre una componente essenziale nei parametri esistenziali del maschio.

Questo è: la donna, lo voglia oppure no, propina sempre brividi di mistero che antagonisticamente esaltano oppure deprimono l’uomo che le sta accanto.

Può sembrare spesso (perfino) una deliberata crudeltà quando lei si impunta su certi argomenti: anche se ne valuta eventuali drammatiche conseguenze, tira dritto impietosamente.

Intendiamoci: qui non si vuole generalizzare. Perché, oltre a certi paradigmi comportamentali di base, non esiste una donna perfettamente uguale a un’altra: non esistono fotocopie. Un fatto è certo: maschio e femmina, lo sappiamo, sono sostanzialmente diversi, e non soltanto fisiologicamente. Perché sono ancestralmente programmati così, “voluti” così dalla natura, che ha avuto i suoi buoni motivi.

Ma ci pensate se maschio e femmina fossero perfettamente identici (tranne che per l’imprescindibile particolare della prosecuzione della specie, e con De Gaulle diciamo “vive la difference”) che razza di grigiore, diappiattimento esistenziale, di monotonia del vivere: decisioni all’unisono, consensi  automatici, non ci sarebbe forse nemmeno bisogno di parlare. Tutto schematizzato, scontato, automatizzato. Per fortuna non è così.

È vero: il maschio dà il seme, la femmina lo recepisce e lo trasforma generando. Vi pare niente? Detto così può anche sembrare banale, ma tutto parte da quella disparità funzionale. Per essere un “dispensatore” (vogliamo dire “distributore”?) il maschio “deve” essere sempre pronto alla bisogna. E, poveretto, è condizionatosuo malgrado da questo prepotente istinto. Da qui la sentenziata genericità dell’uomo marchiato dall’infamia di “cacciatore” Ma, povero disgraziato, che ci può fare se è nato con questa che, alla lunga, diventa una condanna? Diventa persino una definizione anche dispregiativa, che discrimina senza misericordia, che banalmente arriva lontano, fino alla colpevolizzazione. Qui contestualmente disprezziamo e condanniamo il maschio che, obnubilato dall’istinto primordiale, arriva all’orripilante violenza sguazzando nella suburra della prevaricazione: anche la Legge parla chiaro, esancisce il reato.

La femmina, invece: vive il ferreo istinto del gelido ritegno, è categoricamente selettiva, amministra il proprio potere decisionale su paradigmi difensivi. Perché così “deve” essere. Così è stata “costruita” prima ancora di nascere.

Alle corte: guardate gli animali, che sono puro istinto. Il maschio è sempre disponibile, la femmina aspetta l’intransigenza dell’estro, ed è solo allora che diventa propensa all’accoppiamento. Non solo: ma il maschio deve sceglierselo lei. Povero disgraziato: deve piatire, tampinare, sbavare, elemosinare, soffrire l’ardore, correrle appresso per tundre e savane. E non basta: deve anche battersi sanguinando contro la concorrenza, spesso rischiando la vita. E poi? Poi deve continuare a dannarsi l’esistenza per difendere quello che ha conquistato. Insomma, una vitaccia!

È dunque l’eterno conflitto tra maschio e femmina. Il potere maschile contro quello femminile. Perché il maschietto esercita, spesso maldestramente, un potere discriminante eaccaparratore, lo sappiamo. Ma la femminuccia, dal canto suo, non scherza!

Intanto ha il potere che le deriva, appunto, dall’essere la depositaria esclusiva, monocratica, intransigente del cosiddetto “oggetto del desiderio” maschile.

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti