Firmato a Roma un accordo di collaborazione tra le associazioni Assoporti, Federchimica, Assogasliquidi, Assocostieri, Confitarma e Assarmatori ma rimangono nel più fitto mistero le soluzioni tecniche progettate per la sicurezza delle popolazioni
La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018
Dopo aver deciso di adottare il GNL come carburante alternativo e ‘green’ per alcune delle sue future navi da crociera, e anche per i nuovi ro-pax il gruppo MSC si sarebbe convinto a optare per l’alimentazione ibrida dual-fuel anche nel business dei container. Gianluigi Aponte, infatti, avrebbe contattato un cantiere cinese per valutare la possibilità di far realizzare 3 navi portacontenitori (più 3 eventuali gemelle in opzione) con una portata di 3.500 TEUs, dotate appunto di motori in grado di bruciare sia bunker tradizionale che gas naturale liquefatto. Qualora l’ordine dovesse essere confermato, le navi sarebbero destinate a operare nella regione del Mar Baltico (dove da alcuni anni la normativa internazionale sulle aree ECAs impone limiti molto bassi alle emissioni di ossido di zolfo).
Tutto ciò avviene mentre ancora non si registrano prese di posizione su come verrà affrontato nella nostra zona il problema del gas liquefatto come combustibile. Ripeto ancora una volta che il problema è dietro l’angolo come confermano le notizie che si rincorrono settimana dopo settimana; l’impulso registrato la settimana scorsa a Roma è la conferma di quanto su questo giornale si va ripetendo da oltre un anno nell’apparente disattenzione generale.
A Roma alla presenza del Ministro Graziano Delrio è stato firmato un accordo di collaborazione tra le associazioni Assoporti, Federchimica/Assogasliquidi, Assocostieri, Confitarma e Assarmatori, per l’utilizzo del Gas naturale liquefatto nei porti italiani. L’accordo determinerà l’istituzione di un tavolo di lavoro tra le principali associazioni di categoria degli armatori e del settore GNL, ove specifici gruppi tecnici affronteranno tutti gli aspetti legati all’uso del Gnl e produrranno proposte e indicazioni su come procedere al rispetto della direttiva “DAFI” che individua, tra i carburanti su cui puntare per una riduzione delle emissioni inquinanti, il GNL come carburante alternativo per la propulsione delle navi e per la gestione dei servizi di bordo.
L’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA), il 6 febbraio scorso, ha pubblicato una Guida (scaricabile dal sito https://www.emsa.europa.eu/ ) a supporto delle Autorità Portuali e delle Amministrazioni per l’uso del GNL come carburante marittimo, in collaborazione con la Direzione Generale Mobilità e Trasporti (DG MOVE) della Commissione europea, degli Stati membri e dell’Industria nel contesto del Forum Europeo sulla Navigazione Sostenibile (ESSF) e sottolinea come il processo di adozione del GNL stia avvenendo in modo straordinariamente veloce, con il coinvolgimento di operatori navali, cantieri, società di classificazione e delle diverse autorità nazionali competenti.
Quindi, siamo alla fase operativa, ma nessuno dice alle popolazioni come si procederà nel territorio dell’Autorità di sistema della Sicilia orientale, nessuno esplicita le soluzioni tecniche che verranno adottate per garantire la sicurezza, nessuno si lancia in una operazione verità responsabile e documentata. Non parla il comune di Augusta che giocherella ad un livello sempre più basso con le sue responsabilità, non parlano i sindacati, non parlano le rappresentanze delle categorie datoriali, né si fanno sentire i vari soggetti da sempre in prima fila quando c’è da disquisire su inquinamento o tutela dell’ambiente.
Il presidente dell’Autorità di sistema Annunziata ha dichiarato più volte che il problema troverà la soluzione al più presto, concetto ribadito nelle dichiarazioni che hanno seguito il recente accordo sottoscritto a Messina tra le autorità portuali siciliane, ma nessuno dice come ciò avverrà. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di affrontare il problema dando spazio ad isterismi o a posizioni strumentali per miserabili giochetti a cui certa politica ci ha abituato. Visto che la decisione è già assunta, vorremmo sapere come essa verrà realizzata nel nostro territorio; con quali accorgimenti, con quali soluzioni tecniche.
Ogni ulteriore silenzio è solo testimonianza dell’incapacità di tutta la classe dirigente del territorio di svolgere con dignità il proprio ruolo e rafforzare l’idea di inaffidabilità sui decisori politici ed economici che ormai segna sempre più le opinioni delle popolazioni amministrate contribuendo, così, a dare sempre più spazio alla demagogia, alla superficialità e al populismo, rendendo sempre meno governabili i territori sempre più ostaggio dei Masaniello di turno che soffieranno con spregiudicata determinazione su paure, frustrazioni e smarrimenti di noi sudditi.

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