Mai e poi mai penserei di dare un bacione al mio amico Ciccio Midolo che si vuole presentare a Sindaco della Città con la lista della Lega dove c’è bello e stampato il nome del razzista Salvini
La Civetta di Minerva, 30 marzo 2018
Darei un bel bacione alla ventenne barista di Milano che si è rifiutata di preparare e servire un cono a Matteo Salvini. I bacioni diventano due se si considera che era in prova: senza attendere di essere licenziata, si è sfilato il grembiule e se n’è andata. Ha dichiarato che non si sentiva di servire un razzista.
Mai e poi mai penserei di dare un bacione al mio amico Ciccio Midolo che si vuole presentare a Sindaco della Città con la lista della Lega dove c’è bello e stampato il nome di Salvini. Che Salvini sia un razzista dubbi non ce ne sono; e mi immagino come giustificherà il suo reclutamento di voti in Calabria e Sicilia: sono dei morti di fame, con quattro soldi ce li compriamo tutti; l’importante che siamo noi lombardi a decidere tutto. Lui dopo e Bossi prima ci hanno sporcificato, elencando tutti i nostri difetti di gente del Sud, sia quelli veri che quelli falsi; da sempre ci hanno giudicato gente di rango inferiore. E noi andiamo a dare il voto a Salvini e ce lo riceviamo come salvatore del sud. Siamo veramente senza dignità ed amor proprio.
Il Ciccio Midolo di turno dirà: si sono convertiti, non sono più razzisti, ci vogliono bene, ci portano sul palmo della mano. Chiacchiere, dobbiamo ricordarci che l’anno scorso tutta l’Italia del Nord, dove ci sono i governi regionali della Lega, ha fatto un referendum che è passato a grandissima maggioranza: i soldi per tasse che lo Sato riscuote in Lombardia e in Veneto debbono essere spesi in Lombardia e nel Veneto. La solidarietà nazionale finisce qui.
Salvini è peggio di Vittorio Emanuele secondo che si portò a Torino l’oro del banco di Napoli, sangue dei meridionali appena conquistati. Quello fu un vero e proprio atto di guerra che si giustificò nel nome dell’unità dell’Italia.
Il referendum di Salvini è un atto di spoliazione premeditata. Il ruolo che la Lega assegna al sud dell’Italia è quello di essere soltanto dei consumatori; consumatori dei prodotti che producono Lombardia e Veneto, che ci vengono a vendere quaggiù: le cucine belle, i sofà degli artigiani della qualità, le macchine di ogni tipo, dall’automobile alla macchinetta del caffè, sono fatti per noi: popolo cieco che tifa per Inter e Juventus. Per non dire anche che si comprano le nostre arance, i nostri limoni, ne fanno limonate e aranciate e poi ce le vengono a rivendere.
Non vorrei che dal razzismo di Renzi ci debba salvare Di Maio che ha fatto razzia di voti nel sud; Berlusconi non conta più.

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