GNL, non si può ancora cincischiare. Il problema va affrontato

Tenendo conto di questa intasata zona industriale. Sulla portualità siciliana avanti piano… Ad Augusta un barlume di interesse e poi tutto sembra assopito

 

La Civetta di Minerva, 16 marzo 2018

Sono 17 le manifestazioni d’interesse arrivate all’Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale rispetto alla proposta e allo studio di prefattibilità presentato, interessate a realizzare nel porto di Napoli un deposito costiero di gas naturale liquefatto (LNG). Napoli è uno degli otto porti nazionali per i quali è prevista la realizzazione dì un deposito di stoccaggio di LNG secondo il piano energetico nazionale delineato attraverso la ricezione della direttiva europea DAF1 del 2014. La giunta regionale della Campania, inoltre, ha avviato da mesi un’approfondita opera di elaborazione su come individuare la Zes e sembra pronta a concludere in tempi rapidi la definizione del Piano di sviluppo strategico, che comprende i porti di Napoli e Salerno e le principali aree retroportuali della Regione, individuandone i nodi logistici e produttivi e dimostrando il necessario dinamismo per cogliere le opportunità offerte dalle scelte politiche ed economiche operate dal Governo Gentiloni prima delle elezioni.

Come è noto per istituire la Zes è necessario approvare, su base regionale, il Piano di sviluppo strategico della regione interessata e presentarlo ai ministeri competenti il che, una volta esitato, porta all’istituzione della Zes dentro la quale le imprese possono godere dì crediti d’imposta fino a 50 milioni se vi risiederanno per minimo 5 anni. Dalle informazioni in nostro possesso, la Campania e la Calabria sarebbero le regioni con un piano strategico sufficientemente avanzato. Mentre le altre regioni da cui ci si aspetta ormai prossima la prossima richiesta di Zes sono Puglia Basilicata e Marche. Dalla Sicilia ancora nessuna notizia.

Sul porto di Augusta, in attesa della conferenza stampa del Presidente che dovrebbe svelare lo stato dell’arte delle iniziative in corso d’opera, tutto sembra assopito, durante la campagna elettorale, in linea con le vecchie tradizioni. L’Assoporto ha promosso un incontro con i candidati accennando ai problemi della portualità ottenendo da ciascuno, con toni più o meno convinti, assicurazioni di attenzione e disponibilità. In verità, la nostra impressione è stata che la maggioranza dei presenti recitasse un copione già visto in cui ognuno recita una parte i cui contenuti gli sono perlopiù sconosciuti. Ma tant’è.

Dopo un tentativo di interesse appena accennato dai nuovi leader del territorio sul tema del GNL che ha trovato, sia pure in maniera controversa, ospitalità sul nostro giornale, tutto sembra tornato nel silenzio. I parlamentari 5 stelle, a cui oggi tocca governare la provincia dai vari scranni nazionali e regionali e comunali prima o poi, meglio prima che poi, dovranno dire cosa pensano e come vorrebbero fosse risolto il problema della fornitura del GNL come combustibile nel nostro territorio. Infatti questo è il prossimo problema da affrontare per evitare che il porto di Augusta sia progressivamente abbandonato come porto bunker per le navi che transitano nel Mediterraneo.

Abbiamo detto cosa sta facendo Napoli e, nei numeri precedenti del giornale, abbiamo raccontato come si preparano i porti del nord Italia e del nord Europa e come le compagnie di navigazione abbiano messo in cantiere la costruzione di nuove navi alimentate a GNL; il problema ogni giorno che passa diventa sempre più urgente. Intanto cominciano ad essere noti i primi numeri sul commercio del GNL nei porti. Nel 2017, le vendite bunker di GNL nel porto di Rotterdam sono aumentate a 1.500 tonnellate, rispetto a meno di 100 tonnellate registrate nel 2016, mentre le forniture di olio combustibile bunker si sono ridotte di 200.000 metri cubi, scendendo a 9,9 milioni di metri cubi rispetto ai 10,1 milioni di metri cubi venduti nel 2016. Il porto di Rotterdam, che è uno dei primi tre porti bunker nel mondo, dove avvengono in media circa 2.000 operazioni di bunkeraggio ogni mese, è stato il primo porto in Europa a rendere possibile il rifornimento di GNL alle navi. E ad incentivarlo con uno sconto del 10% sulle tariffe portuali lorde, valido fino al 2020.

L’aumento dei bunkeraggi di GNL nel 2017 è dovuto anche ai rifornimenti ship-to-ship che batte bandiera olandese e con una nave che ha base permanente nel Porto di Rotterdam, che affianca il rigassificatore-terminal GNL di Gate dotato di tre serbatoi di stoccaggio per 180.000 metri cubi e di una capacità di rigassificazione annuale di 12 miliardi di metri cubi di gas naturale. I volumi di GNL trattati presso il rigassificatore-terminal Gate sono aumentati del 16,5% nel 2017, secondo i dati diffusi dal porto di Rotterdam, toccando 1,99 milioni di tonnellate, rispetto agli 1,70 milioni di tonnellate censiti nello scorso anno.

Visto come procedono le cose nel mondo è necessario decidere come affrontare e risolvere il problema in una zona industriale così intasata e complessa che si è sviluppata intorno al Porto di Augusta. Finita la sbornia elettorale, chiarito che in questa provincia i 5 stelle hanno racimolato quasi tutto a livello di rappresentanze regionali, comunali e nazionali, è arrivato il tempo di operare le scelte necessarie a realizzare lo sviluppo nel cambiamento. La ricreazione è finita, cominciamo a lavorare, senza chiacchiere , assumendosi ciascuno le responsabilità che competono al ruolo assunto.

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