Paolo Ficara (M5S): “Non siamo più autoreferenziali”

“Siamo disposti a parlare con tutti, ma non di poltrone”. “Aperti alla società civile, per il Comune stiamo preparando la squadra e siamo a buon punto”

 

La Civetta di Minerva, 2 marzo 2018

Parliamo con il candidato per il seggio uninominale alla Camera M5S Paolo Ficara dei propositi suoi e di quelli del movimento relativamente al territorio.

Ci diceva in una recente intervista Pippo Zappulla di LeU, molto critico verso l’attuale amministrazione comunale, che seppure c’è bisogno di una grande coalizione per uscire dalla situazione pesante e paludosa in cui oggi si ritrova il comune di Siracusa, la sua formazione non è disposta a pensare o prospettare un’alleanza con voi. Il motivo è perché siete autoreferenziali e fermi solo alle denunce e agli scandali politici…

Invece sul dialogo non siamo più autoreferenziali. Chiariamoci, la faccenda è se intendiamo essere fermi su propri principi non andando al compromesso al ribasso, perché per noi il compromesso può esserci, ma potrebbe essere anche al rialzo. Pertanto, assolutamente, si parla con tutti. Per esempio, in parlamento la legge sugli eco reati è stata votata anche dal M5S. Inizialmente, noi abbiamo presentato la nostra proposta, poi si è lavorato insieme agli altri partiti e si è giunti a una legge votata da tutti.

Sul territorio locale siamo disposti a parlare con tutti, ma non di poltrone, posti o di alleanze preelettorali. Tutti questi argomenti non sono in discussione, essi verranno dopo, sui temi da portare avanti nei limiti delle competenze del consiglio comunale. È da più di un anno e mezzo che sul territorio ci siamo riorganizzati, prima ci dicevano che eravamo un gruppo chiuso, una setta e forse avevano anche ragione, ma già da dicembre del 2016 abbiamo compiuto un’operazione d’apertura.

Il grande problema è che non abbiamo mezzi di comunicazione come Tv e giornali di una certa rilevanza che diano spazio ai nostri cambiamenti, mentre chi ci segue sui social avrà letto o avuto notizie del fatto che ci siamo divisi per gruppi di lavoro. C’è quello sulle tematiche ambientali, quello sulle infrastrutture e così via che affrontano i problemi di Siracusa, perché per noi bisogna prima conoscere bene la questione, capirne le criticità, valutarne gli aspetti collegati e poi partire con le attività di denunce, ma anche di avvio di soluzioni. È questo quello che abbiamo fatto da un anno e mezzo costituendo i vari gruppi, arrivando a sviluppare una proposta complessiva che inseriremo nel programma che presenteremo fra qualche mese.

Ad esempio, venerdì scorso il gruppo infrastrutture ha organizzato un incontro pubblico, nessun giornalista invitato si è presentato; in quell’occasione abbiamo esposto la nostra proposta sul nuovo ospedale in zona S. Panagia e quella di edilizia scolastica di competenza comunale valutandone le criticità con i relativi progetti: pertanto la possibilità d’accedere a finanziamenti diretti, indiretti ed europei. Abbiamo spiegato alle persone che il comune un finanziamento lo può richiedere non solo alla regione o al nazionale, ma può presentando un suo valido progetto chiederlo direttamente all’Europa. Voglio affermare che la problematica sull’edilizia scolastica è una delle priorità del nostro programma. È un punto fondamentale per queste elezioni amministrative.

Allora andiamo oltre il programma. Quali sono i candidati?

Stiamo preparando la squadra e siamo a buon punto, penso che dopo il 4 marzo la presenteremo così da essere ufficializzata e pubblicizzata.

Questi candidati provengono dal M5S…

Ho capito cosa intendi chiedermi, ti rispondo che ci siamo aperti alla società civile. Pertanto ci sono candidati che stanno venendo a contatto da poco con il movimento. Infatti, quando è nata l’idea dei gruppi di lavoro questa portava con sé anche tale aspetto, proprio quello di rivolgersi non solo agli attivisti. Se noti, i gruppi di lavoro sono aperti. Gli incontri vengono pubblicizzati a tutti anche a chi ha avuto esperienze politiche passate, in tal modo questi possono portare il loro contributo che può essere positivo affinché ci sia una discussione intorno a un tavolo che porti alla realizzazione di soluzioni concrete.

Cosa non faresti per Siracusa?

È una domanda davvero difficile, perché anche su quelle poche cose che funzionano ci sarebbe da ottimizzare, lo sappiamo che Siracusa ha delle potenzialità enormi. Potrei portare un esempio come Ortigia che è già un passo avanti rispetto al resto della città, ma dovrebbe ancora migliorare sia come zona a traffico limitato facendo circolare solo veicoli elettrici e poi dando più servizi e così via.

Immigrazione, sappiamo che è un tema serio, ma lo è in più per voi perché avete fra altre forze politiche e movimenti volontari un certo attrito.

Tutti sanno la nostra posizione, che non è né equivoca né di accantonamento su tale grande problema. Porto degli esempi per capirci. C’è stato il caso del Camerun in cui è stato lanciato un programma iniziato con una spesa di 25 milioni di euro in cinque anni. Il programma vuole sostenere le filiere orticole di questo paese i cui prodotti esportati verso la l’Europa sono sempre più richiesti. L’obiettivo è rafforzare le capacità dei produttori, dei gruppi di agricoltori e delle piccole imprese, facilitandone il loro accesso ai mercati internazionali. In tal modo si risponde alle esigenze dei mercati europei, il settore agricolo sarà in grado di incrementare le esportazioni e molta gente non dovrà emigrare. Al contrario, il gruppo Impregilo chiamato dal governo etiopico ha costruito dighe che hanno causato gravi difficoltà economiche alle popolazioni che vivevano a valle per l’agricoltura, i pascoli, ecc; questi non hanno potuto fare altro che mettersi in marcia verso l’Italia. C’è quindi una politica a lungo termine come quella che ho descritto su cui intervenire per risolvere i problemi, per capirla bisogna andare alla fonte. C’è poi la politica a livello locale, dove c’è bisogno di più risorse e denaro per velocizzare il processo d’identificazione del migrante con il potenziamento delle commissioni, la rinegoziazione del trattato di Dublino che chiedono tutti i partiti.

Ma su questa immigrazione cosa pensi tu Paolo Ficara?

Certamente, ci sono varie soluzioni che possono diminuire il flusso, ma non fermarlo e allora quello che penso sia più auspicabile è di fare pressione in Europa affinché si riveda il trattato di Dublino, perché la maggioranza dei migranti che arriva dalle coste africane non sosta qua, ma va via fuori dall’Italia, loro qui non vogliono rimanerci.

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti